Resta invariata la composizione attuale del Consiglio regionale della Calabria. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto i ricorsi presentati da alcuni candidati alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre contro la distribuzione dei seggi, confermando la decisione già assunta dal Tar Calabria. Non ci saranno sconvolgimenti, dunque, negli equilibri numerici dell’aula regionale. I consiglieri il cui seggio era al centro della controversia restano al loro posto e la ripartizione definita dopo il voto viene confermata.
Respinti i ricorsi contro la distribuzione dei seggi
I ricorsi erano stati presentati da alcuni candidati alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre scorso. In particolare, a rivolgersi alla giustizia amministrativa erano stati Michele Comito, candidato con la lista “Occhiuto Presidente”, Francesco Sarica, candidato con la lista della Lega, Giusy Iemma, candidata con la lista del Pd, e Francesco De Nisi, candidato con la lista “Casa Riformista”. I ricorrenti chiedevano una revisione dei calcoli relativi alla distribuzione dei seggi, contestando il metodo utilizzato per determinare la composizione del Consiglio. Al centro della loro iniziativa c’era la convinzione che il sistema automatico “Eligendo”, piattaforma ufficiale del ministero, avesse commesso un errore nel conteggio. Secondo la tesi dei candidati, il sistema avrebbe considerato soltanto i voti di lista, senza includere quelli espressi esclusivamente per i candidati alla presidenza della Regione. Una lettura che, se accolta, avrebbe potuto produrre effetti significativi sulla ripartizione dei seggi.
La tesi sull’errore di Eligendo non viene accolta
La contestazione principale riguardava dunque il funzionamento del sistema automatico “Eligendo”, indicato dai ricorrenti come responsabile di un calcolo errato. La piattaforma ufficiale del ministero, secondo quanto sostenuto nei ricorsi, avrebbe tenuto conto solo dei voti attribuiti alle liste e non anche dei voti espressi soltanto per i candidati alla presidenza della Regione Calabria. Questa tesi, però, non è stata accolta. Prima il Tar Calabria e poi il Consiglio di Stato hanno respinto le richieste di revisione, confermando la distribuzione dei seggi già stabilita dopo le elezioni regionali. La decisione del Consiglio di Stato assume quindi un peso determinante perché conferma la validità dell’attuale assetto e impedisce una revisione che avrebbe potuto cambiare i rapporti interni all’aula.
Nessuno sconvolgimento negli equilibri politici della Regione
La conseguenza immediata della pronuncia è il mantenimento degli attuali equilibri politici e numerici del Consiglio regionale della Calabria. L’accoglimento dei ricorsi, infatti, avrebbe potuto determinare modifiche rilevanti nella composizione dell’assemblea. In particolare, secondo quanto emerso, l’eventuale accoglimento avrebbe comportato il mancato raggiungimento del 4% da parte di Noi Moderati, lista che alle elezioni regionali di ottobre ha eletto due consiglieri regionali: Vito Pitaro e Riccardo Rosa. Il respingimento dei ricorsi evita dunque un effetto a catena sulla rappresentanza politica regionale e conferma la presenza in aula dei consiglieri eletti. Per la Regione Calabria, si tratta di una decisione che stabilizza il quadro istituzionale dopo la fase di contenzioso seguita al voto.
Pitaro e Rosa restano in Consiglio regionale
Con la decisione del Consiglio di Stato, Vito Pitaro e Riccardo Rosa restano in Consiglio regionale. I due consiglieri, eletti con Noi Moderati, erano tra i profili direttamente interessati dagli effetti che l’eventuale accoglimento dei ricorsi avrebbe potuto produrre. Il nodo riguardava proprio il possibile mancato raggiungimento della soglia del 4% da parte di Noi Moderati. Una diversa interpretazione dei calcoli avrebbe potuto mettere in discussione i seggi conquistati dalla lista, ma la pronuncia conferma l’assetto attuale. Per Pitaro e Rosa, quindi, la decisione rappresenta la conferma della permanenza nell’aula regionale e chiude una fase di incertezza legata al contenzioso amministrativo.
Confermati anche Falcomatà e Greco, seggi non più sub judice
La pronuncia del Consiglio di Stato produce effetti anche su altri due consiglieri regionali il cui seggio era ancora sub judice. Si tratta di Giuseppe Falcomatà, del Pd, e Filomena Greco, di Casa Riformista. Anche per loro, la decisione consente di superare la fase di incertezza. Con il rigetto dei ricorsi, infatti, la composizione del Consiglio regionale della Calabria resta quella attualmente in vigore e i seggi contestati vengono confermati. Il quadro politico regionale esce quindi stabilizzato dalla pronuncia. La rappresentanza in aula non cambia e i consiglieri interessati dal contenzioso mantengono il proprio ruolo.
La conferma della decisione del Tar Calabria
Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar Calabria, che aveva già respinto le richieste dei ricorrenti. Il doppio passaggio davanti alla giustizia amministrativa consolida la distribuzione dei seggi definita dopo le regionali del 5 e 6 ottobre. Il pronunciamento assume particolare rilievo perché chiude una vicenda che aveva sollevato interrogativi sul metodo di calcolo e sull’interpretazione dei voti validi ai fini della ripartizione dei seggi. La tesi secondo cui il sistema “Eligendo” avrebbe considerato solo i voti di lista non è stata ritenuta fondata. Per il Consiglio regionale della Calabria, il risultato concreto è la continuità dell’assetto numerico e politico uscito dalle urne.
Calabria, chiusa la partita sui seggi regionali
La decisione del Consiglio di Stato segna un passaggio decisivo per la stabilità del Consiglio regionale della Calabria. I ricorsi di Michele Comito, Francesco Sarica, Giusy Iemma e Francesco De Nisi contro la distribuzione dei seggi sono stati respinti, confermando quanto già stabilito dal Tar Calabria. L’aula regionale resta dunque invariata. Vito Pitaro e Riccardo Rosa, eletti con Noi Moderati, restano in Consiglio, così come Giuseppe Falcomatà del Pd e Filomena Greco di Casa Riformista, i cui seggi erano ancora sub judice. Per la politica calabrese, la pronuncia evita cambiamenti negli equilibri e cristallizza la composizione dell’assemblea regionale. Dopo il voto di ottobre e il successivo contenzioso, il quadro istituzionale della Regione Calabria viene confermato senza modifiche.



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