Arrivederci signor Porcino: grazie per aver addolcito, un cornetto alla volta, le nostre vite

Reggio Calabria piange la scomparsa di Demetrio Porcino, il titolare del bar del quartiere Gebbione, figura iconica per i reggini della zona Sud

Ci sono notizie che vorresti non dover mai scrivere, ma che l’obbligo morale e professionale di dover raccontare quanto succede, ti impone di farlo. Anche se senti il peso sul petto e gli occhi si bagnano un po’. La mente preme il tasto rewind in automatico, non puoi farci niente quando partono i flashback. In quel momento, la scrittura diventa pure catarsi. Appresa la notizia della morte del signor Demetrio Porcino, dopo qualche momento di naturale tristezza, ho ripensato a tutti i bei ricordi legati alla sua figura, vera e propria icona per tutti i reggini della zona Sud (e non solo) e a un bar che ha segnato la mia adolescenza e quella di tanti altri ragazzi. Un omaggio personale, ma nel quale, immaginiamo, si riconosceranno in molti, in parte, o completamente.

Cornetto da porcino?

Tre parole che hanno scandito la vita di tanti ragazzi della periferia di Reggio Calabria, zona Gebbione, viale Quinto. Una domanda, una proposta, un pretesto per uscire, una soluzione alla fame improvvisa, la risposta alla voglia di dolce. E poi caffè, gelati, Sette Veli e quant’altro. Tutto servito con gentilezza e professionalità dall’intero personale.

Ma i cornetti… I cornetti, sono una roba a parte. Un’esperienza mistica.  Bombe, ma non quelle che oggi tristemente vediamo in tv, bombe di gusto, ripiene all’inverosimile tanto da chiederti come sia possibile che tutta quella crema, quella nutella, quella marmellata possa essere contenuta dentro quell’impasto sfogliato che stai tenendo in mano. Quando l’hai finito ti senti in pari con il mondo.

Cornetti Porcino

Ogni morso ha il sapore dell’infanzia, delle mattinate estive assolate in cui il profumo dell’aria di mare si mischiava a quello dello zucchero. Un momento di condivisione con le comitive di amici, una tappa obbligatoria a prezzi accessibili anche a un gruppetto di squattrinati.

Il cornetto di Porcino c’era sempre: dopo (per qualcuno anche prima…) delle partite a Calamizzi; per festeggiare la vittoria della Reggina allo stadio o per consolarsi dopo una sconfitta; la mattina prima di andare, rigorosamente a piedi, alla processione per la Madonna della Consolazione sul Corso Garibaldi; tappa obbligatoria di ritorno a casa, distrutti e contenti, all’alba, dopo la notte di Capodanno; un modo di addolcire un brutto voto a scuola; un regalo per una persona speciale.

Buongiorno ragazzi!“. Il signor Porcino era sempre lì. Un saluto gentile, una battuta simpatica, un abbraccio affettuoso per i “figghioli”. Oggi quei “figghioli” sono cresciuti. Tanti di noi lavorano fuori città, le occasioni per darci appuntamento al Bar Porcino sono sempre di meno. Quei momenti li ricordiamo con nostalgia, quando possibile un cornetto da Porcino lo prendiamo sempre volentieri e magari mandiamo la foto agli altri che non ci sono, perchè Porcino è quel bar in cui, appena entri, senti il profumo di buono, il profumo di casa.

Da oggi, alla cassa non ci sarà più quel simpatico signore che, forse senza neanche rendersene conto, è stato così importante per tutti noi. Arrivederci signor Porcino, grazie per aver addolcito, un cornetto alla volta, la mia vita e quella di intere generazioni.