Resta l’ultimo atto, l’ultima serie per chiudere la stagione. La finalissima. Un’annata lunga, dispendiosa, iniziata con un po’ di maretta, subito risolta con un chirurgico intervento a roster, poi la Viola ha fatto la Viola. La squadra è stata costruita per la promozione, senza se e senza ma. Manca solo un ostacolo. Dopo il secondo posto in regular season, con un clamoroso arrivo a parimerito di 4 squadre, i reggini hanno eliminato Benevento e Barcellona in 3 gare, Angri in due con il trionfo esterno di ieri notte all’overtime.
Un cammino non di certo facile, ma i Playoff non sono mai facili. Ora c’è Avellino, ultima montagna da scalare verso la B d’Eccellenza, la vecchia B1. Gli irpini sono una vera e propria corazzata, la grande favorita del girone parallelo, un po’ come la Viola nel suo. Si gioca al meglio delle 3 partite: domenica 7 giugno, mercoledì 10 giugno, domenica 14 giugno.
Gara-1 e l’eventuale Gara-3 saranno al PalaCalafiore, fattore campo determinato dal sorteggio del tabellone che ha premiato capitan Fernandez e compagni, visto che, curiosamente, anche Avellino, come la Viola, aveva terminato la regular season al secondo posto.
Corsa contro il tempo per recuperare Laganà
Mancano 11 giorni a Gara-1. Un buon lasso di tempo per ricaricare le pile, studiare gli avversari e, soprattutto, provare a recuperare Marco Laganà. Perchè fra i tanti sorrisi dopo Gara-1, c’era un’espressione un po’ insofferente. Il talento scuola Lumaka, ritornato a Reggio per guidare la squadra della città verso la promozione, ha fatto la differenza per tutta la stagione, dimostrandosi un giocatore in grado di determinare, un leader, soprattutto un profilo che con la categoria centra poco.
Punti a raffica, tiro da fuori, giocate clutch, catalizzazione dell’attenzione delle difese avversarie, mismatch fisici con gli esterni opposti, pluralità di ruolo che lo hanno visto adattarsi anche ai compiti da lungo, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono Laganà imprescindibile per questa squadra. Con Laquintana forma una coppia di guardie illegali, in grado di mettere costantemente sotto pressione ogni avversario.
Per questo motivo, l’infortunio muscolare alla coscia che l’ha tenuto fuori da Gara-2 contro Angri ha fatto scattare non un campanello d’allarme, direttamente la sirena della calamità naturale. In un post social ha provato a rassicurare tutti: “FINALE!!! Seconda consecutiva per me, spero vivamente di poterla giocare. Dopo un anno in cui mi sono gestito alla perfezione, sarebbe una beffa troppo grande non poter scendere in campo ad aiutare la mia squadra. Ce la metterò tutta, anche se dovessi giocare su una gamba sola. NOI SIAMO REGGIO CALABRIA!!!“.
Marco giocherebbe anche su una gamba sola, parole sue. Lo staff medico è al lavoro per farlo giocare su entrambe. Dita incrociate: è già iniziata la corsa contro il tempo per averlo in Gara-1, i tempi sono veramente al limite.


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