Quanto andato in scena ieri è stato visto da tutti a Reggio Calabria. Mentre la Reggina giocava nel Granillo deserto un’inutile gara di Playoff, gli ultras protestavano in Piazza Italia, quadrilatero politico di Reggio Calabria, chiedendo certezze e rassicurazioni ai 4 candidati sindaco. La Reggina è diventata affaire politico grazie a Falcomatà e alle logiche partitiche ed egoistiche che lo hanno spinto a cedere la società a un maestro di scuola elementare, preferendolo a un multimiliardario con interessi in politica, lato destra.
I 10 anni di Serie D augurati da Brunetti li ricordano tutti, le interviste post gara insieme a Versace idem. Ecco, che da ieri la lista Reset, la Civica di Falcomatà, voglia parlare di non strumentalizzazione della Reggina, con il capolista Gianni Latella ‘rimbalzato’ duramente dai tifosi che non volevano farlo parlare, sembra abbastanza ridicolo. Ridicolo, come il suggerimento di Antonio Malara e Maria Stella Granillo di inserire un tifoso nel CDA della futura reggina.
La nota di Malara e Granillo
“In un momento così delicato per le sorti della nostra amata Reggina, avvertiamo il dovere di chiarire la nostra posizione e, soprattutto, di avanzare proposte concrete per il futuro. Noi, Antonio “Totò” Malara e Maria Stella Granillo, candidati nella lista Reset a sostegno di Mimmo Battaglia, abbiamo scelto consapevolmente di non presenziare alla manifestazione organizzata ieri dagli ultras.
La nostra assenza non è sintomo di distanza, ma di profondo rispetto: abbiamo voluto evitare ogni forma di strumentalizzazione politica di un sentimento che appartiene solo al popolo amaranto e non alla propaganda amministrativa del singolo candidato. La Reggina non è una bandiera elettorale, ma un patrimonio identitario della città. Giusto che i tifosi chiedano la presenza delle istituzioni e che gli stessi candidati Sindaco si siano presi l’impegno di essere presenti nelle sorti Amaranto con qualunque risultato elettorale.
Al fianco di chi non ha mai smesso di lottare
Siamo e saremo tifosi. Accanto a chi ha macinato chilometri in tutta Italia e oggi si ritrova a girare la provincia, seguendo con dignità e infinito amore le sorti amare di una squadra che, per il terzo anno consecutivo, non è riuscita a tornare tra i professionisti. Il loro dolore è il nostro.
Una proposta innovativa: Trasparenza e Partecipazione
Per uscire dalle sabbie mobili dell’incertezza, proponiamo una rivoluzione nel modello gestionale:
Un Tifoso nel CDA: Chiediamo che nel Consiglio di Amministrazione della Reggina, qualunque sia la prossima società, sieda stabilmente un rappresentante dei tifosi, con incontri mensili con gli stessi gruppi di Fede Amaranto per dare rapporto di ciò che avviene.
Azionariato Popolare: Vogliamo promuovere l’acquisizione di una piccola quota societaria tramite azionariato diffuso. È fondamentale chiarire che non chiediamo ai tifosi di farsi carico dei costi di gestione, che spettano alla proprietà, ma di finanziare esclusivamente un presidio di controllo sociale e trasparenza sulle sorti del club.
Data l’eredità storica che il nome Granillo porta con sé, ci sentiamo in prima linea: ci faremo parte attiva per risollevare la nostra Storia Calcistica, accanto a qualsiasi amministrazione e a qualsiasi società all’altezza di rappresentare la Nostra Storia solo per il bene della città, dello sport e di quello che significa Reggina.
La Reggina è sempre stata l’ORGOGLIO di noi Reggini ancora residenti qui, ma ancora di più di chi, tristemente fuori, ha insegnato il rispetto e i valori di Reggio Calabria anche ai propri figli; spesso presenti nelle trasferte nelle quali la nostra Reggina ha sempre dato filo da torcere anche alle squadre del nord.
Ripartire dalle radici: Quartieri e Settore Giovanile
Il rilancio deve essere strutturale e partire dal basso:
Calcio di Quartiere: Valorizzare le squadre e gli stadi di periferia; il calcio deve tornare a essere il motore sociale della città.
Il Modello Sant’Agata: Dobbiamo tornare a investire sul settore giovanile, proprio dalle periferie. Il Centro Sportivo Sant’Agata e Reggio Calabria sono stati per anni il fiore all’occhiello della Calabria, una fucina di talenti che ha prodotto campioni del mondo come Simone Perrotta. È grazie a quella lungimiranza, e alla cessione di talenti cristallini, che la Reggina ha potuto sostenere nove straordinari anni di Serie A.
La Reggina deve tornare a essere un modello di competenza e appartenenza coinvolgendo tutti gli attori che hanno portato in alto la Nostra Fede, da Foti a Bagnato, a Praticò, a Remo, a Iacopino… cercando di non dimenticare nessuno, e di tutti quei soggetti anche a livello nazionale, che per una serie di ragioni hanno a cuore ciò che la nostra Fede rappresenta. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, fuori e dentro le istituzioni“.
Ma non doveva vigilare Brunetti?
Premesso che con Latella all’incontro con gli ultras, la lista Reset era ben rappresentata e, non avendo visto i 600 e oltre candidati di tutte le liste di tutti e 4 i candidati sindaco, la precisazione di Malara e Granillo sul fatto che non fossero presenti “per non strumentalizzare politicamente la Reggina” è una captatio benevolentiae di basso livello.
Continuando sul filone della presa in giro e del gettare fumo negli occhi ai tifosi, la lista che ha sostenuto Falcomatà e il suo operato, oggi in linea di continuità con l’amministrazione uscente sostenendo Battaglia sindaco, dopo che la maggioranza politica ha mortificato, raggirato e strumentalizzato l’amore dei tifosi per 3 anni, adesso propone di inserirne uno, in rappresentanza, nel CDA amaranto che verrà.
Un revival, con qualche modifica alla buona, del famoso business plan della Fenice, in cui era prevista la presenza di un membro dell’amministrazione comunale che avrebbe vigilato. Le famose ‘responsabilità’ di Paolo Brunetti, il vicesindaco che si sarebbe dovuto incaricare personalmente di tenere sotto controllo quanto accadeva all’interno della società. La cosa fa già ridere così, con il Comune che voleva imporre un proprio uomo all’interno di una società di calcio. Quel che è peggio, è che se Brunetti ha davvero vigilato portando a 4 anni di Serie D consecutivi, sarebbe meglio cestinare ogni qualsivoglia proposta di questo tipo.
E per inciso, certe proposte vanno fatte con cognizione di causa. Non basta un cognome importante: l’ultimo con un cognome importante ha fatto sprofondare la città nei bassifondi di tutte le classifiche della qualità della vita.
Si parla di radici, di storia, di settore giovanile, di figli, di orgoglio: ma eravate in questa città negli ultimi 3 anni, in cui queste cose sono state calpestate a più riprese dalla vostra stessa parte politica? Se sì, forse avete sbagliato lista in cui candidarvi. E a Reset, insieme a Paolone detto Gas con idee omofobe e razziste che imbarazzano la sinistra, gli errori sembrano fioccare particolarmente…



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