In un momento in cui l’Aeroporto dello Stretto sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta, uscendo dalle secche di un declino che lo aveva portato quasi alla chiusura definitiva proprio durante le passate gestioni, arriva l’incredibile presa di posizione della Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria. Quello che appare come un vero e proprio affondo critico sembra in realtà nascondere un profondo senso di frustrazione politica, un “rosicare” collettivo dinanzi ai risultati tangibili ottenuti dal centrodestra e, in particolare, dall’azione propulsiva di Francesco Cannizzaro. Invece di gioire per i cantieri aperti e per il ritorno dei voli, il Pd sceglie la via della contestazione frontale, arrivando a definire l’attuale gestione come una mera operazione di propaganda elettorale.
Le accuse del PD sui lavori del Primo Maggio e la presunta mancanza di strategia
Il livello dello scontro si è alzato notevolmente quando i dem hanno iniziato a criticare persino l’impegno dei lavoratori impegnati nel restyling dell’infrastruttura. Secondo la nota diffusa dal partito, l’accelerazione dei lavori sarebbe una mancanza di rispetto verso le festività. Nello specifico, la Federazione Metropolitana del Pd ha dichiarato che “Per inseguire un’inaugurazione elettorale si è arrivati perfino a calpestare persino il Primo Maggio come ha ricordato Mimmo Battaglia dal comizio di piazza Duomo. Cantieri aperti e lavoratori costretti ad accelerare i tempi pur di rispettare una scadenza politica e senza rispettare proprio la Festa dei Lavoratori. È un segnale grave, che racconta meglio di ogni slogan il modo in cui il centrodestra sta gestendo questa vicenda”. Questa posizione appare paradossale agli occhi dei cittadini che, per anni, hanno visto lo scalo immobile e ora assistono a una corsa contro il tempo per restituire dignità al Tito Minniti. Il Pd, tuttavia, insiste nel voler minimizzare i meriti dell’attuale amministrazione regionale e nazionale, parlando di una semplice continuità amministrativa piuttosto che di una rivoluzione.
Il presunto taglio dei voli Ryanair e lo scontro sulla programmazione invernale 2026
Il punto più critico e forse più intriso di pessimismo riguarda il futuro dei collegamenti aerei, con il Pd che sembra quasi tifare per il fallimento delle rotte avviate. Entrando nel merito tecnico, i rappresentanti dem affermano che “I fondi per il marketing territoriale sono utilizzabili solo dal 2021 dopo il superamento dei vincoli sugli aiuti di Stato. Così come è corretto dire che Sacal opera in base a una gara pubblica già aggiudicata. Non c’è alcuna rivoluzione, ma continuità amministrativa”. Ma l’attacco si sposta poi sulla sostenibilità economica dello scalo, sostenendo che “Non basta inaugurare un’infrastruttura per creare sviluppo. Senza una strategia sulle rotte, senza un piano turistico e senza una visione industriale, un aeroporto rischia di restare una scatola vuota”. Le previsioni per il prossimo anno, secondo la visione del Partito Democratico, sarebbero nefaste, citando presunti tagli che colpirebbero proprio il vettore che ha riportato l’entusiasmo a Reggio: Ryanair.
Dal fallimento del passato alla rivoluzione del centrodestra per il rilancio di Reggio Calabria
Nonostante i dati parlino di un aumento dei passeggeri e di un rinnovato interesse per il territorio, il Pd insiste nel dipingere un quadro a tinte fosche. Secondo la nota del partito, infatti, “Le anticipazioni sull’operativo invernale 2026 di Ryanair indicano la cancellazione di diverse rotte internazionali da Reggio Calabria, tra cui Berlino, Bruxelles, Parigi e Londra. Restano solo poche destinazioni estere e non sono previste nuove rotte. Il problema non è solo il taglio dei voli, ma il motivo: i collegamenti internazionali non raggiungono livelli di riempimento adeguati. Questo dimostra che manca una reale attrattività turistica strutturata e una strategia capace di sostenere i flussi”. È evidente come la sinistra stia cercando di colpire il cuore del progetto di rilancio, ignorando che proprio sotto il loro governo l’aeroporto stava per chiudere i battenti. Il timore espresso dai dem riguarda anche l’eccessiva dipendenza da un unico operatore, affermando che “L’aeroporto dipende quasi interamente da un unico vettore. Una condizione che lo espone a scelte unilaterali e rende instabile l’intero sistema, considerando che ITA continua a diminuire i voli. Mentre si rincorrono inaugurazioni e spot elettorali, la realtà è fatta di voli che spariscono e prospettive incerte. Un aeroporto senza passeggeri resta una scatola vuota buona da utilizzare in campagna elettorale”. In conclusione, l’analisi del Pd appare come l’ultimo tentativo di chi, avendo fallito in passato, non riesce a tollerare che oggi l’Aeroporto di Reggio Calabria sia finalmente al centro dell’agenda politica e dello sviluppo turistico della Calabria.



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