Un secolo di storia di Reggio Calabria, compreso tra i due grandi terremoti del 1783 e del 1908, sarà al centro dell’incontro in programma giovedì 28 maggio alle ore 17,00 presso la Sala Giuffrè della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria. L’appuntamento, dedicato al tema “1783 – 1908. Il grande Palazzo “Ramirez” e un secolo di storia nelle fonti d’archivio”, rientra nel ciclo di conferenze “La storia dei luoghi e i luoghi per la storia”, a cura di Francesca Martorano, promosso dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dall’Associazione Culturale Anassilaos, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria e della Biblioteca Pietro De Nava.
A relazionare sarà la Dott.ssa Mirella Marra, della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. L’incontro sarà introdotto dalla Prof.ssa Francesca Martorano, Vice Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Sono previsti i saluti della Dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca De Nava, della Dott.ssa Angela Puleio, Direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, e del Dott. Stefano Iorfida, Presidente dell’Associazione Anassilaos. Il punto di partenza della conferenza sarà il 5 febbraio 1783, giorno in cui un violento sisma rase al suolo Reggio Calabria. Da quella catastrofe prese avvio una delle più ambiziose operazioni di ricostruzione urbana del Mezzogiorno borbonico e, con essa, una storia fatta di potere, interessi privati e conflitti istituzionali.
La ricerca archivistica ricostruisce quasi un secolo di storia urbana e architettonico-sociale della città di Reggio Calabria nel periodo compreso tra i due grandi terremoti del 1783 e del 1908, con particolare attenzione alle vicende del “Palazzo Ramirez”, uno degli edifici più significativi del centro storico cittadino. L’intervento della studiosa si fonda su una ricerca condotta presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, con fonti tratte dai protocolli dei Notai del distretto reggino, dagli atti della Giunta di Riedificazione di Reggio Calabria, dalle perizie del Tribunale Civile e dai fascicoli processuali del Tribunale Penale.
Attraverso questi documenti viene narrata la ricostruzione della città dopo il sisma del 5 febbraio 1783: le scelte urbanistiche affidate agli ingegneri regi Antonio Winspeare, Luigi La Vega, Giovambattista Mori e Ignazio Stilo, il piano di riassetto approvato a Napoli nel 1785, le procedure di esproprio e la nascita di un nuovo tessuto urbano incentrato sul Corso Borbonico. Al centro della ricerca si colloca la controversa costruzione del Palazzo definito nelle perizie ottocentesche “il magnifico palazzo Ramirez”, in realtà con numerosi proprietari, edificato a partire dal 1794, in deroga al piano Mori, su una grande area che si affacciava sul Duomo.
La vicenda prende le mosse dalle tensioni tra potere ecclesiastico, interessi privati e autorità centrali nella Reggio post sisma del 5 febbraio 1783. La ricerca segue le vicende dell’edificio per più di un secolo, attraverso divisioni ereditarie, contenziosi giudiziari civili e un ultimo processo penale. Le perizie architettoniche restituiscono con precisione materiali, strutture e funzioni: colonne doriche, marmi di Siracusa e Taormina, botteghe, piani nobili, quartini, stalle, cantine e carrozzerie. Ne emerge un affresco documentato di storia civile e sociale che si chiude idealmente con l’altro grande sisma, quello del 28 dicembre 1908, destinato a cambiare nuovamente il volto della città.


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