Paolo Campolo denuncia il tradimento di Falcomatà: gli aveva promesso il San Giorgio d’Oro, poi però ha dimenticato l’eroe di Crans-Montana | VIDEO

Dopo il riconoscimento di eroe per il salvataggio a Crans-Montana, la delusione di Paolo Campolo: nessuna comunicazione ufficiale dal Comune di Reggio Calabria

Paolo Campolo, l’eroe di Crans-Montana, ha voluto condividere con il pubblico il suo sgomento e la sua delusione riguardo al trattamento ricevuto da parte dell’amministrazione Falcomatà di Reggio Calabria dopo aver messo a rischio la propria vita per salvare decine di giovani. Campolo, originario di Reggio Calabria ma nato e cresciuto in Svizzera, è diventato un simbolo di coraggio e altruismo, ma, a distanza di mesi, il suo gesto eroico sembra essere stato dimenticato dalle autorità locali.

La promessa mai mantenuta dal Comune

Due giorni dopo la tragedia di Crans-Montana, Paolo Campolo ha letto con sorpresa un post su Facebook pubblicato dall’allora sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che lo definiva “un eroe” e annunciava il conferimento del San Giorgio d’Oro, uno dei premi più prestigiosi della città. Campolo, visibilmente onorato dal riconoscimento, ha dichiarato di aver accettato il premio per due motivi: il dovere morale nei confronti delle vittime e la volontà di dimostrare che i calabresi possono dare il meglio contro ogni stereotipo. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto essere un gesto di riconoscimento e apprezzamento da parte della città di Reggio Calabria si è trasformato in un’esperienza di delusione.

“Poi però è arrivato il silenzio fino al 23 aprile senza avere ricevuto nessuna notizia”, ha spiegato Campolo. Nonostante la promessa di un premio ufficiale, l’attesa per un segno di comunicazione si è prolungata senza alcun esito. Le parole di Campolo rivelano una delusione profonda per l’atteggiamento delle istituzioni locali, che, dopo l’annuncio del riconoscimento, non hanno fornito alcun aggiornamento ufficiale.

Il disinteresse del Comune e la risposta sconfortante

Dopo aver atteso invano, la famiglia di Campolo ha deciso di rivolgersi direttamente al Comune di Reggio Calabria per chiarire la situazione. Tuttavia, la risposta che hanno ricevuto è stata tutt’altro che rassicurante. “La pratica era stata dimenticata dopo il cambio di Giunta”, ha spiegato Campolo, rivelando come la burocrazia comunale abbia completamente ignorato la sua situazione. Peccato che si trattasse soltanto di una scusa politica, in quanto il cambio di Giunta era avvenuto a dicembre, prima della tragedia di Crans-Montana e del seguente annuncio di Falcomatà sulla consegna del premio! Questo episodio, che ha visto l’eroe reggino essere trascurato dalle stesse autorità che gli avevano promesso un riconoscimento, ha minato la fiducia nella capacità amministrativa e nella serietà delle promesse fatte. E’ l’ennesimo tradimento di Falcomatà, che in 12 anni ne ha collezionate di tutti i colori…

Non solo Campolo non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, ma nemmeno un invito alla cerimonia che avrebbe dovuto celebrarlo come eroe. Eppure, sorprendentemente, il suo nome appare ancora nella lista dei premiati pubblicata su StrettoWeb in quanto nessuno l’ha rimosso dal comunicato stampa ufficiale inviato dalla stessa Amministrazione Comunale!

Il riconoscimento che doveva essere un atto di celebrazione della virtù e del coraggio si è rivelato come un simbolo di non affidabilità da parte delle istituzioni. “Quello che doveva essere un riconoscimento delle virtù della nostra comunità, si è dimostrato esattamente il contrario”, ha aggiunto l’eroe di Crans-Montana, esprimendo il suo malcontento per come è stata gestita la sua situazione.

Il premio Tripodi: il riconoscimento che arriva dal popolo

Nonostante il trattamento ricevuto dal Comune, Campolo ha voluto sottolineare che, sebbene le istituzioni abbiano fallito nel riconoscere il suo gesto, il popolo reggino ha dimostrato di avere un’altra visione, più genuina e apprezzante. “C’è una cosa che mi conforta, il popolo reggino ha dimostrato ben altro con il Premio Tripodi conferitomi per le stesse ragioni”, ha dichiarato con gratitudine. Questo premio, assegnato dalla comunità e da coloro che hanno riconosciuto il valore del suo gesto eroico, ha offerto a Campolo un riscontro più concreto e affettuoso di quanto abbia ricevuto dalle autorità locali.

Il salvataggio eroico a Crans-Montana

Nel cuore della notte di Capodanno, Paolo Campolo ha compiuto un gesto eroico che lo ha reso un esempio di coraggio e altruismo. Mettendo a rischio la propria vita, si è lanciato in un salvataggio senza pensarci due volte per estrarre decine di giovani intrappolati all’interno della Constellation a Crans-Montana, in Svizzera. Quella notte, Campolo ha affrontato il pericolo per salvare vite umane, ed è diventato un simbolo di sacrificio e solidarietà. Il suo gesto ha avuto una grande eco, non solo in Svizzera, ma anche a Reggio Calabria, dove la sua famiglia e la comunità hanno seguito con apprensione e orgoglio le sue azioni.

La riflessione finale: la comunità e le istituzioni

La vicenda di Paolo Campolo pone un’importante riflessione sul ruolo delle istituzioni e sulla loro capacità di mantenere le promesse fatte ai cittadini. Mentre il riconoscimento popolare, rappresentato dal Premio Tripodi, ha dato a Campolo la gratificazione che merita, il silenzio e il disinteresse delle autorità locali fanno emergere una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha agito con coraggio per salvare delle vite. È essenziale che le istituzioni locali prendano atto dell’importanza di mantenere le promesse e di trattare con serietà chi, come Campolo, ha contribuito in modo significativo alla sicurezza e al benessere della comunità.

post facebook falcomatà paolo campolo (1)

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