Messina, Carreri a Scurria: “sull’I-Hub ancora mistificazioni”

Messina, Carreri a Scurria: “l’I Hub, progetto nato durante la sindacatura di Cateno De Luca insieme all’allora vicesindaco Carlotta Previti, prevedeva un polo dedicato a coworking"

Marcello Scurria continua a fare campagna elettorale raccontando ai cittadini una versione falsa dei fatti e sostenendo che sarebbero stati persi 71 milioni di euro per l’I Hub. La verità è un’altra: il progetto è ancora nella programmazione del Comune e nessuna risorsa è andata perduta. L’I Hub, progetto nato durante la sindacatura di Cateno De Luca insieme all’allora vicesindaco Carlotta Previti, prevedeva un polo dedicato a coworking, start up e innovazione in convenzione con l’Università di Messina. Nel corso degli approfondimenti tecnici e urbanistici, però, è emerso che l’impostazione originaria presentava criticità progettuali e costi sovradimensionati rispetto agli obiettivi reali dell’intervento. In questi anni abbiamo rivisto il progetto in modo concreto e sostenibile, correggendo errori di impostazione iniziale. Le risorse non sono andate perse: è stata ridefinita la programmazione sulla base di valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche più aderenti alle esigenze della città”, così in una nota il coordinatore cittadino Nino Carreri.

“Il progetto, inizialmente stimato in circa 71 milioni di euro attraverso fondi PON Metro, POC Metro e PON Plus 2014-2020, è stato rimodulato. I costi di demolizione sono passati da circa 14 milioni a 3,5 milioni di euro, generando importanti economie, mentre parte delle risorse è stata destinata a interventi di rigenerazione urbana. La realtà è che la struttura dell’I Hub ha un costo stimato di circa 25 milioni di euro. Altri 25 milioni erano stati immaginati per la terrazza e le opere accessorie. Oggi abbiamo scelto un’impostazione diversa, più equilibrata e coerente con la visione del Waterfront cittadino”, evidenzia.

“L’amministrazione ha quindi avviato il recupero della Real Dogana e definito un accordo con RFI per utilizzare aree dismesse dove collocare l’I Hub, evitando nuove volumetrie nell’area ex Silos e Casa del Portuale. Nel rispetto del Waterfront e del dialogo con i cittadini quell’area deve mantenere una vocazione pubblica, aperta e naturale, senza palazzoni, per consentire finalmente a Messina di tornare a dialogare con il proprio mare. Nessun euro è stato perso È stata fatta invece una scelta amministrativa seria: correggere una programmazione iniziale non più sostenibile, ottimizzare le risorse disponibili e realizzare più interventi utili per la città e per i messinesi”, conclude Carreri.