L’uomo dietro Paolone. Santo Mandalari, Pinocchio e “così è nato ‘detto Gas'” | INTERVISTA

Santo Mandalari racconta le 'origini' di Paolone detto Gas. Dalla favola di Pinocchio alle elezioni comunali di Reggio Calabria: l'intervista all'uomo dietro la candidatura che sta facendo discutere

Passando da Sant’Anna lo avrete visto, per forza di cose, e magari vi ha anche lasciato un bigliettino elettorale. Parliamo di Santo Mandalari, il collaboratore di Paolo De Stefano, l’uomo dietro la candidatura più discussa del mondo al Consiglio Comunale di Reggio Calabria. Sull’onda di una grande viralità social, alimentata ulteriormente da un’intervista shock a “La Zanzara” nella quale il candidato della lista Reset ha pronunciato frasi omofobe e razziste, salvo poi provare a scusarsi alla meno peggio, Paolone punta a fare il pieno di consensi.

Mandalari, intervistato da Graziano Tomarchio, per StrettoWeb, ha raccontato alcuni retroscena della discesa in politica del candidato al Consiglio più discusso d’Italia: “è stato un sogno di Paolone, persona molto buona grande lavoratore. Gli ho detto: ‘Paolo, se tu vuoi scendere in politica… se la gente ti vuole bene, ti voterà’“.

Mandalari racconta anche com’è nato l’ormai iconico “detto Gas” che ha reso virale il commerciante reggino: “nel 2013 ho scritto ‘Le nuovissime avventure di Pinocchio, Lenocchia Obanocchio e Cinocchio’ dedicata al grande Mino Raitano, questa favola parte da Fiumara di Muro. Il personaggio di Paolone detto Gas esisteva in questa favola. Mi è venuta l’idea di mettere, insieme al grande lavoratore Paolo, persona molto umana, ‘De Stefano Paolo, detto Paolone detto Gas’“.

Nonostante le nulle competenze politiche e la cultura generale rivedibile, per sua stessa ammissione, Paolone punta sul pragmatismo operaio: “è famoso perchè la gente mette in evidenza l’operaio che si alza la mattina, a livello italiano, non dico internazionale. – spiega MandalariL’operaio che fatica e porta il pane ai propri figli. Secondo me dobbiamo ripartire da questi principi fondamentali che forse abbiamo accantonato. È un di più della politica, la politica ha bisogno degli operai. La giacca e la cravatta servono, ci vogliono le menti pensanti. Paolone non è che non è una mente pensante, è un operaio: vede le cose in modo rapido ed efficace“.