Lo abbiamo già detto ieri, seppur marginalmente, a caldo, dopo il suo intervento. Sono passate poco più di 24 ore ma, ovviamente, non è cambiato niente: la pensiamo sempre allo stesso modo, anzi, se può servire, con ancora più convinzione. Ieri il patron della Reggina Nino Ballarino è tornato a parlare. Molta filosofia, come al solito. Molta “fuffa”, in questo caso sì. Vuole lasciare, ma temporeggia, prende tempo, dice e non dice. Non ha ottenuto uno straccio di risultato e quindi si appiglia alla più grande delle supercazzole: “in questi tre anni siamo sempre stati ai vertici”. E qui noi vorremmo nominare la nobildonna romana Grazia Arcaz**, ma siamo educati. Sarebbe come se la Juventus, dopo tre anni in Serie B, urlasse al mondo di essere sempre arrivata seconda. Non possiamo immaginare la quantità di improperi a lei rivolti, ma lasciamo perdere.
Di tutta la filosofia, di tutto questo continuo arrampicarsi sugli specchi e di ricerca di alibi, di tutto questo “abbiamo le prove”, riferito ai casi extracampo (roba che neanche i migliori detective americani), c’è una cosa in particolare che ci ha solleticato la parte destra dell’ombelico: “se ci stanchiamo…”. Ballarino ha detto così: “se ci stanchiamo diventa un problema e mi auguro di non stancarmi”. Cioè, ha minacciato, avete inteso? Nino Ballarino, patron della Reggina più umiliante della storia, incapace di essere primo in Serie D anche per un minuto in tre anni, protagonista delle peggiori figuracce di colore amaranto, minaccia la tifoseria che… se si stanca… Ma magari si stancasse e dicesse addio davvero!
Di questi balletti (e anche di quelli in Tribuna Vip di questo Autunno) la città non ne può più. E li ha anche capiti. E’ propaganda, è il solito trucchetto utile a chi da tre anni gli mantiene il giocattolino, come quella parte di Tribuna Coperta che ieri ha mostrato tanto coraggio, sì. Coraggio nel continuare a difendere il patron attaccando una Curva che questa volta – ma sarà l’ennesima, vediamo quanto durerà – ha deciso di contestare la proprietà.
Ballarino non è più agli inizi della sua avventura, e neanche a metà percorso. Ballarino è arrivato al capolinea, e queste frasi non tengono più. La Reggina è sempre esistita prima di lui, sarebbe esistita con un altro al suo posto ed esisterà anche dopo di lui, vivaddio! Esisterà anche qualora lui si stancasse e andasse via. Anzi, magari citofonare alla città, in modo che si prepari e si fornisca di abbastanza bottiglie di champagne. Perché sì: i vertici e la dirigenza della Reggina non hanno ancora capito che se loro si stancano, alla città e alla tifoseria, fanno solo un favore.


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