Elezioni Comunali Reggio Calabria, seggi ancora in bilico: Pazzano e Lamberti potrebbero entrare in Consiglio Comunale | DATI

Elezioni Comunali Reggio Calabria, lo scrutinio non è ancora completo e Pazzano e Lamberti hanno una speranza di entrare in consiglio comunale: sono rimasti fuori per pochissimi voti e possono chiedere il riconteggio. Trema Filippo Quartuccio: sarebbe il primo a rimanere fuori

Proseguono con enorme lentezza le operazioni di scrutinio delle sezioni mancanti dopo le elezioni comunali di Reggio Calabria: siamo a venerdì, cinque giorni dopo l’inizio dello spoglio, e manca ancora all’appello una sezione sulle 196 complessive. Apparentemente – ma solo apparentemente – l’unico seggio in ballo riguarda sul nominativo del quinto eletto di Forza Italia, dove la sfida tra i medici Rocco Lascala (980 voti) e Nino Zimbalatti (975 voti) è davvero all’ultima preferenza e continua fino all’ultima sezione. In ogni caso, non abbiamo dubbi rispetto al fatto che alla fine saranno entrambi consiglieri comunali: Forza Italia è il principale partito della coalizione vincente ed esprimerà senza ombra di dubbio almeno un assessore nella nuova Giunta Comunale (forse Maiolino, il più votato con oltre 1.600 voti). Qualora il neo Sindaco Francesco Cannizzaro decidesse di chiamare in giunta anche il secondo, Federico Milia (1.300 voti), entrerà in consiglio comunale anche il settimo tra i più votati di Forza Italia che è l’ottimo Pasquale Imbalzano (860 voti).

Ecco perchè alla fine non è tanto importante la sfida tra Lascala e Zimbalatti. C’è altro che rimane ancora in sospeso rispetto a queste elezioni comunali. Fanno molto più rumore – infatti – i numeri sull’attribuzione dei seggi nelle liste di opposizione, dove i 7 seggi disponibili (oltre quello di Mimmetto Battaglia) sono stati provvisoriamente attribuiti dal Ministero dell’Interno tutti alle liste della coalizione di Centrosinistra: 3 al Pd, 1 ciascuno a La Svolta, AVS, Reset e Casa Riformista.

Pazzano e Lamberti ad un soffio dal seggio: ecco perchè potrebbero entrare in consiglio

Ma, attenzione: gli altri due candidati sindaco, Saverio Pazzano ed Eduardo Lamberti Castronuovo, sono rimasti fuori davvero per un soffio. Per eleggerli come consiglieri comunali, le liste che li sostenevano avrebbero dovuto ottenere 2.705 voti. La lista di Pazzano si è fermata a 2.686 voti, appena 18 in meno rispetto al quorum. Quelle di Lamberti hanno ottenuto invece 2.621 voti, 84 meno del quorum.

Lamberti e Pazzano potrebbero chiedere riconteggi, appellarsi ai ricorsi o semplicemente approfondire il focus sulle schede contestate (che sono 21) o sulle schede dichiarate nulle (che sono ben 2.167). Qualora dovessero ottenere il seggio, verrebbero eletti in consiglio comunale a discapito dei seggi delle liste con meno voti della coalizione di centrosinistra: non entrerebbero in consiglio comunale quindi Filippo Quartuccio (Casa Riformista), il più votato della lista che ha ottenuto un seggio con appena 2.186 voti (molti meno rispetto a quelle di Lamberti e Pazzano!), e Francesco Catalano (Reset), il più votato della penultima lista del centrosinistra a cui oggi viene attribuito un seggio, anche questa con appena 2.205 preferenze complessive, molti meno voti rispetto alle liste di Pazzano e Lamberti).

Dal punto di vista tecnico e normativo, l’iter per riaprire la partita sui voti e sui quorum si articola in due fasi ben distinte, regolate dal Testo Unico per le elezioni comunali (D.P.R. n. 570/1960). Nell’immediato, la competenza è dell’Ufficio Centrale Elettorale, l’organo presieduto da un magistrato che ha il compito di vagliare i verbali e procedere alla proclamazione ufficiale degli eletti. È in questa sede amministrativa che vengono analizzate le 21 schede contestate e provvisoriamente non assegnate dai singoli seggi: l’Ufficio Centrale ha il potere di valutarle e decidere se attribuirle o annullarle definitivamente. Al contrario, l’Ufficio Centrale non può effettuare alcun ricalcolo o riesame autonomo sulle 2.167 schede già dichiarate nulle dai presidenti di seggio, se non per correggere macroscopici errori materiali di trascrizione nei verbali. Per poter passare al setaccio questo enorme pacchetto di schede nulle a caccia dei voti mancanti, Pazzano e Lamberti dovranno necessariamente attendere la fine delle operazioni e la proclamazione formale del Consiglio. Solo da quel momento scatterà il termine di 30 giorni per presentare un ricorso giurisdizionale al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Saranno i giudici amministrativi, laddove ravvisino elementi di fumus ed errori nell’attribuzione, a disporre una “verificazione” – solitamente delegata alla Prefettura – ordinando l’apertura dei plichi sigillati per il riconteggio mirato delle schede, il cui esito potrà poi essere eventualmente impugnato in secondo grado davanti al Consiglio di Stato.

L’effimera sfida tra Tramontana e Liotta per il primo posto nella lista di Battaglia: una bandierina senza alcuna speranza di seggio

Totalmente ininfluente infine, la sfida all’ultimo voto tra Gianni Tramontana (395 preferenze) e Nino Liotta (391) per arrivare al primo posto nella lista Battaglia Sindaco, che non può in alcun caso prendere alcun seggio. La lista, infatti, ha ottenuto appena 2.151 voti complessivi, è ultima nella coalizione di centrosinistra ed è in ogni caso fuori dai giochi. Il primo posto, quindi, rimane un’effimera bandierina che può servire ad accrescere autostime personali e orgoglio, ma in ogni caso non avrà alcun tipo di riscontro pratico nei futuri assetti del prossimo consiglio comunale di Reggio Calabria.