Un punto che permette di respirare, un pareggio in rimonta, con un pizzico di sfortunata e una punta di polemiche. Mancano due giornate, ogni punto conta, qualsiasi cosa che respinga la matematica, dia speranza, permette ancora di fare calcoli e tenere tutto aperto viene accolto per buono. Lo sa bene il Messina che, dopo una stagione disastrosa dentro e fuori dal campo, con una piazza in subbuglio e 14 punti di penalizzazione che hanno compromesso una stagione da salvezza tranquilla, si ritrova a dover lottare, a due giornate dal termine, per mantenere la categoria.
I giallorossi, con il pari odierno per 1-1 contro la Vigor Lamezia, e il contemporaneo pareggio della Sancataldese a Ragusa, permette ai peloritani di restare, seppur a pari punti con la stessa Sancataldese, al terzultimo posto in classifica, il primo utile ai Playout. Mancano due giornate al termine ed è ancora tutto aperto.
Messina sfortunato in avvio con due traverse colpite rispettivamente da Tourè e Tedesco. E, come spesso accade nel calcio, la sfortuna si paga cara: al 10′ la Vigor Lamezia passa in vantaggio con Andreassi che mette dentro su assist di Catalano. A fine primo tempo, il tecnico del Messina, squalificato e presente in Curva Nord, è stato fatto allontanare.
Nella ripresa, Iannì mantiene avanti i suoi al 7′ con una gran parata sugli sviluppi di un corner. Al 23′ rigore per i peloritani: D’Anna viene steso in area, dal dischetto Roseti non sbaglia. Poco dopo si accende una rissa con il dirigente della Vigor Lamezia, Maglia, che entra in campo e viene espulso. Al 41′, Tourè salta due avversari in contropiede ma calcia addosso a Iannì che respinge con i piedi. Finisce 1-1.



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