Dopo il Consiglio Federale di oggi, la FIGC ha reso noti i criteri per il ripescaggio in Serie C. Per la Reggina, ma non solo, si conferma un fatto abbastanza noto: i playoff sono inutili e lo sono ancora di più dello scorso anno. I motivi? Un piccolo, ma non troppo, dettaglio imposto dalla Federazione per quanto riguarda il criterio dell’alternanza, che è la seguente: una seconda squadra Under 23, una di Serie C, una di Serie D. Fino all’anno scorso era il contrario, con quella di D davanti alla retrocessa in Serie C. Dettaglio non indifferente.
Cosa ha deciso la FIGC
In base all’intendimento emerso nell’ultima riunione del Consiglio Federale, i consiglieri hanno condiviso e approvato la proposta di modifica dell’art.49 delle Noif avanzata dalla Lega B e dalla Lega Pro secondo la quale, in caso di mancata partecipazione di una società neopromossa nel campionato di categoria superiore, il club dovrà essere sostituito da un’altra società del medesimo campionato di provenienza (principio di sostituzione). Per quanto riguarda il campionato di Serie C la procedura di riammissione si attiva anche nel caso in cui la domanda di iscrizione al campionato sia priva della tassa di iscrizione e/o garanzia prevista dal Manuale delle Licenze Nazionali.
Il Consiglio ha approvato le procedure, i criteri e i termini per l’integrazione delle carenze di organico nei campionati professionistici. Nello specifico, è stata mantenuta la struttura dello scorso anno, aggiornando solo la priorità nei ripescaggi in Lega Pro che per la prossima stagione sportiva prevede, in virtù del criterio dell’alternanza, il seguente ordine: una nuova Seconda Squadra di Serie A, Lega Pro, Serie D ed eventuale Seconda Squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D. Il termine perentorio per la presentazione della domanda di integrazione di organico relativa alle riammissioni, sostituzioni e ripescaggi è stato fissato per il 20 luglio 2026.
Perché per la Reggina è ancora più complicata
La Reggina, dunque, disputerà il campionato di Serie D per il quarto anno consecutivo. Robe allucinanti. Lo si sapeva già da un po’, in realtà, ma ora, quando manca una giornata al termine, si è quasi arresa anche la matematica. Chi non si arrende, nell’obiettivo di illudere gli allocchi, è la società, che ci riprova, come sempre in questo periodo, dopo che perde la possibilità di vincere sul campo. Ci ha provato l’anno scorso alimentando inutile speranze su un inutile playoff. E infatti è stata inutile la vittoria e lo sono stati i festeggiamenti. Inutili, oltre che ridicoli. E allora ci si appiglia ad altro, a fatti extra campo, a presunti casi di scommesse o al caso Messina. Su questo, il club ha deciso di diventare parte attiva, presentando l’esposto così come fatto da Acireale e Sancataldese.
Ma questa è un’altra storia. La storia, quella riguardante i playoff, quest’anno è diversa, profondamente diversa rispetto all’anno scorso. E non solo per i criteri di cui sopra, ma anche per altre questioni riguardanti solo ed esclusivamente il cammino degli amaranto. Quest’anno è una Reggina più debole, innanzitutto, che chiuderà probabilmente con 15 punti in meno dello scorso anno. E poi non arriverà seconda, ma sicuramente terza, col rischio di una finale fuori casa e con obbligo vittoria. Oltre questo, viene meno il requisito principale per la graduatoria dei ripescaggi: la media punti.
Ricordiamo che la graduatoria dei ripescaggi, diversa da quella delle riammissioni, si forma attraverso una serie di parametri: la graduatoria che conta è quella tra le squadre vincitrici dei playoff dei gironi, a cui sommare la media punti, l’eventuale coefficiente per la vittoria della Coppa Italia (snobbata dagli amaranto per il secondo anno di fila), il coefficiente per i giovani di valore. Ecco, in termini di media punti, per la Reggina, è un disastro. Ci sono almeno tre squadre con una media punti superiore: Ancona, Lentigione e Ligorna. Nel girone del Lentigione c’è la Pistoiese, che ha concluso terza ma che qualora dovesse vincere i playoff avrebbe lo 0,50 in più di coefficiente per la vittoria della Coppa Italia di Serie D.
Il criterio dell’alternanza, poi, complica i piani. E’ scontato, ovviamente, ribadire che le squadre che ne hanno diritto devono effettivamente presentare domanda e che alcune di queste potrebbero desistere a causa di problemi strutturali, ma è anche vero che – soprattutto in Serie C – difficilmente qualcuno si tira fuori. Un dato però è certo: affinché la Reggina venga ripescata è necessario intanto vincere i playoff e poi sperare che accada una sorta di catastrofe. Nessun problema: per la società c’è pronto il piano C. E non si parla di Serie C, ma di c…onfusione, quella che si instilla nei tifosi allocchi. Quest’anno, a farla da padroni, saranno esposti e casi scommesse e Messina.


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