Quando San Giorgio sceglieva, a sorte, il sindaco di Reggio Calabria: l’antica tradizione che ci avrebbe risparmiato 12 anni di buio

Un'antica tradizione del 1600 lega il culto di San Giorgio all'elezione del sindaco di Reggio Calabria, un'estrazione a sorte, con l'intercessione del santo, che ci avrebbe risparmiato, sicuramente, i disastri degli ultimi 12 anni

Giovedì 23 aprile, Reggio Calabria celebra San Giorgio, il suo santo patrono. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, con il Comune scomparso in fase organizzativa e poi riapparso dopo il nostro articolo, nella mattinata di domani si terrà la messa istituzionale, alle ore 11:00, presso la chiesa di San Giorgio al Corso. Sono stati invitati, oltre il sindaco f.f. Mimmetto Battaglia, anche gli altri candidati sindaco delle prossime Comunali di fine maggio.

La celebrazione di San Giorgio, infatti, quest’anno anticipano di un mese l’elezione del nuovo sindaco, dopo che nelle ultime tornate elettorali si era votato in autunno. Non tutti lo sanno, ma San Giorgio ha avuto un ruolo importante, nei secoli scorsi, nella scelta diretta del sindaco di Reggio Calabria, in una tradizione che affonda le sue radici tra storia e leggenda.

Quando San Giorgio sceglieva il sindaco di Reggio Calabria

Nel 1600 era in uso un particolare rituale attraverso il quale veniva scelto il sindaco anzi, i sindaci di Reggio Calabria. All’epoca, infatti, i sindaci erano 3 e restavano in carica per un anno. L’elezione non avveniva per voto diretto, si era ben lontani dall’attuale sistema di democrazia e dalle moderne dinamiche elettorali.

Secondo le ricostruzioni storiche, si trattava più di una cerimonia fortemente sacralizzata, celebrata presso la chiesa di San Giorgio al Corso, davanti all’altare del patrono. Inizialmente si passava da una scrematura dei candidati, restringendo la lista a pochi nomi.

Successivamente, tali nomi venivano riposti in uno scrigno e, dopo la messa dello Spirito Santo, un bambino estraeva a sorte i nomi dei futuri 3 sindaci.

In un misto fra tradizione, storia e leggenda, si invocava l’intercessione del Santo Patrono affinchè una sorta di ‘giudizio superiore’ potesse scegliere, in maniera onesta e imparziale, i sindaci più idonei a guidare la città.

Nel 1631, primo anno in cui l’elezione del sindaco passò dal mese di agosto alla data del 23 aprile, i primi 3 sindaci eletti furono Paolo Barone, Cola del Giudice e Michele Rota.

A ben pensare, negli ultimi 12 anni, con due elezioni comunali in cui è stato eletto e rieletto Giuseppe Falcomatà, tornare al vecchio modello elettorale con l’intercessione di San Giorgio, ci avrebbe fatto comodo. Soprattutto, ci saremmo evitati 12 anni di regressione sociale, sportiva e politica della città. Mentre i reggini non sapevano più ‘a che santo votarsi’, forse avrebbero dovuto votare meglio o votarsi proprio a San Giorgio!

Chissà che domani, con l’eventuale presenza dei candidati alle Comunali di Reggio Calabria, possa riproporsi il rito in chiave moderna: magari uno dei 4, o tutti e 4, chiederanno l’intercessione del Santo Patrono nei loro confronti. E chissà poi, a fine maggio, se San Giorgio guiderà davvero i reggini nella scelta di un candidato illuminato e in grado di guidare la città verso un futuro di rinascita.