Dicono di non volere propaganda, ma la fanno peggio degli altri. Non vogliono il Ponte sullo Stretto, ma fanno fatica ad affermarlo, cercano scorciatoie, si arrampicano sugli specchi. E poi accusano gli altri, dicono bugie, alimentano fake news e fanno le vittime. E’ la Sinistra e, sullo Stretto, tra i suoi rappresentanti ha Giusy Caminiti e Pasquale Tridico, rispettivamente Sindaco di Villa San Giovanni ed europarlamentare nonché già candidato a Governatore della Calabria. Loro, insieme all’ex vice Ministro delle Infrastrutture Aurelio Misiti e al Direttore di StrettoWeb Peppe Caridi, sono intervenuti a Telemia, nel corso di un talk con argomento, lo avrete capito, il Ponte sullo Stretto.
Tridico, intervenuto nella prima parte, addirittura arriva a dire che la Lega e Salvini in realtà il Ponte non lo vogliono. Dicono così, ma prendono in giro, secondo lui. Sempre perché il Nord è sporco, brutto e cattivo nei confronti del povero e malcapitato Sud. Insomma: vittimismo. “Traspare un fatto nuovo, che per me però in realtà è vecchio. La presa in giro della Lega sul Ponte. E’ un modo di dire: ‘votatemi perché vi faccio il Ponte’. Alla base c’è la non volontà della Lega di non fare quel Ponte, perché del Sud alla Lega e a Salvini non frega nulla. Io sono contrario al Ponte per motivi politici, lo considero una non priorità in Calabria, dove abbiamo bisogno di altro”. Quindi, non solo Tridico si nasconde nel benaltrismo, ma ammette pure che il suo no è politico. Assurdo! Non c’è un giudizio tecnico, né uno economico, ma solo ed esclusivamente politico.
Le pesanti accuse del Sindaco Caminiti e i botta e risposta con Caridi
Fa sorridere, e fa sorridere perché tra gli interventi in video c’è anche quella del Sindaco Caminiti, che vorrebbe tenere fuori la propaganda politica dal dibattito. Eppure, Tridico ha fatto proprio questo! “Basta politicizzare il Ponte, approcciamoci con un metodo differente, non propagandistico-elettorale, ma tecnico-ingegneristico. Gli studi di 22 anni fa non ci danno la garanzia che siano gli stessi di oggi. Noi abbiamo chiesto il rispetto delle regole. Qui si è parlato tanto della faglia di Cannitello, a noi è sembrato incredibile che i piloni finiscano sulla faglia. Abbiamo chiesto che si facessero degli studi matematici-scientifici sul terreno. Abbiamo due-terzi della città bloccati dal vincolo Ponte. Se si vuole realmente fare che si lasci fare a tecnici ed esperti. Una città che si gioca tutto sul Ponte non può immaginare che si metta una prima pietra come nel 2011, un ecomostro. E allora ci si approcci alle comunità con rispetto, altrimenti si crea un allarme sociale ingovernato e ingovernabile” ha detto Caminiti.
Successivamente, l’intervento di Misiti: “non c’è dubbio che questo tema si debba risolvere con un ordine di carattere tecnico. Finché il Ponte non ha il progetto approvato e definitivo, non si può pensare di fare gli espropri, di impiegare i soldi. E’ ovvio che quelli che lo vogliono fare si debbano mettere d’accordo. Sono Anas e Ferrovie dello Stato a dover pensare a progettazione e appalto. Capisco che a suo tempo il privato aveva interesse, ma diamogli i soldi e facciamo farla allo Stato, che ne ha la possibilità”. Misiti si pone favorevole al Ponte, ma a patto che sia lo Stato a realizzarlo, con un indirizzo chiaro e tecnico, non propagandistico.
Il Direttore di StrettoWeb replica: “dall’incontro ieri a Messina della CISL è emerso che una vera area integrata dello Stretto non potrà mai essere pienamente operativa senza Ponte. Io sono nato e cresciuto a Reggio Calabria, lavoro a Reggio Calabria e ho studiato a Messina, so cosa significa attraversarlo giornalmente. Le stesse cose che da giovane studente universitario scrivevo e raccontavo allora, nel 2006, oggi sono sempre attuali. Mi sorprendo quando esponenti di Sinistra che si dichiarano contrari al Ponte poi si arrabbiano e denunciano le inefficienze del Governo se il Ponte non lo fa. Allora dovrebbero essere contenti, visto che non si farà mai. Perché fanno i convegni per dire no, se poi il Ponte non lo fanno?”.
Poi fa notare: “mi pare evidente che se il Ponte si fa, e se lo fa Webuild, non dovrà essere pagata nessuna penale. Quando parliamo del privato, Anas e Ferrovie hanno fatto il Ponte, sono la Società Stretto di Messina, hanno la gestione degli appalti. Webuild costruisce tutti i più grandi ponti del mondo, il Ponte Morandi, ma anche la Metropolitana del Colosseo. Non è un ente pubblico, ma quasi”.
L’intervento più aggressivo, tipico di chi evidentemente accusa in mancanza di argomenti, è quello del Sindaco di Villa. “Fino a quando i sostenitori del Ponte, politici, continueranno a parlare come fossero sismologi e ingegneri, questo Ponte non si farà mai. Cerchiamo di essere seri quando parliamo di certe cose. Io sono il Sindaco di Villa San Giovanni e faccio il Sindaco. Lei – rivolgendosi al Direttore di StrettoWeb – è un giornalista e affronta la cosa dal punto di vista politico-comunicativo. Potremmo citare Doglioni, che dice che il Ponte non regge, potremmo citarne tanti”.
Il confronto si accende e Peppe Caridi risponde per le rime: “il Ponte sullo Stretto non si è fatto perché nel 2006 è stato bloccato dal Governo Prodi, poi nel 2012 arriva Monti che nella spending review più clamorosa della storia blocca di nuovo il progetto. Quando qualcuno dice di mettere da parte la propaganda, io sono d’accordissimo a farlo, il Ponte non dovrebbe avere colori politici. Si può dire che non si vuole, per una scelta politica, però bisogna prendersi le responsabilità. La propaganda la fa chi è accecato dall’ideologia. Anche il MOSE di Venezia è stato bocciato due volte dalla Corte dei Conti. Dopo 15 anni paghiamo di più il Ponte perché c’è l’inflazione e perché dopo 15 anni paghiamo di più anche il caffè. Se sulle infrastrutture ci fosse un clima politico sereno, sono certo che il Ponte starebbe già in piedi. Un clima simile a quello utilizzato da Schlein nella difesa a Meloni dopo gli attacchi a Trump”.
E qui che Caminiti si scalda e sfocia nelle pesanti accuse: “tanto, se si distrugge una città, che ci fa? Lei – replicando a Caridi – continua a sostenere questa tesi, come se fosse l’addetto stampa della Società Stretto di Messina, facendo due vignette”. Non si fa attendere la replica del Direttore: “il Sindaco di Villa San Giovanni è giornalista, sa bene il nostro mestiere e mi accusa di fare vignette, di essere l’addetto stampa? E’ stata lei, da giornalista, a scegliere la strada della politica, per fare il Sindaco. E comunque siamo andati più volte a Villa a intervistarla, abbiamo il massimo rispetto. Villa oggi è una città stuprata proprio per l’assenza di ponte, per lo smog, per l’inquinamento”.


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