“La vicenda riguardante il futuro del Piano Urbanistico Generale è quantomeno sospetta per le tempistiche esposte dall’amministrazione uscente del dimissionario Basile, guarda caso proprio durante la campagna elettorale. L’impressione, soprattutto alla luce delle dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore Mondello, è che si tratti di una pezza che vuole soltanto tappare un buco”. A dichiararlo è Antonella Russo, candidato sindaco del centrosinistra a Messina.
Russo fa riferimento a una tempistica molto sospetta per via della continuità politica
Russo fa riferimento a una tempistica molto sospetta per via della continuità politica, quella tra De Luca e Basile, durante la quale si sarebbe a lungo dovuto discutere del tema PUG e non lo si è mai fatto.
“Adesso Mondello racconta che non lo si è fatto per via del ponte sullo Stretto, un progetto sul quale il dimissionario Basile ha paura di esporsi e continua a nascondersi, ma la scusa non regge”, evidenzia. E incalza: “si era avviato il progetto di variazione del PRG con il prof. Gasparrini all’epoca di Accorinti. Di quel Piano, presentato nel 2018, la città non ha saputo più nulla. È stato tutto tempo e lavoro bruciato per l’amministrazione uscente? Di piano regolatore generale s’è parlato poco e niente in questi anni: un tema che non è stato affatto caro al dimissionario Basile”.
“Dal 2018 al 2023, i dimissionari De Luca e Basile che cosa hanno fatto per la modifica del Piano Regolatore Generale, per la riqualificazione urbana e per la modifica del principale strumento urbanistico del Comune?”, aggiunge Russo. “Appare strano, poi, che l’atto d’indirizzo presentato in Giunta a febbraio giunga così in sordina, quasi a sorpresa. La legge regionale n.19/2020 prevede che nei successivi trenta giorni dopo la pubblicazione del procedimento di formazione del PUG chiunque può avanzare proposte e formulare suggerimenti secondo i criteri e le modalità fissate nell’avviso. A tal fine, il responsabile del procedimento, nello stesso termine di trenta giorni, individua le modalità con le quali consultare e coinvolgere soggetti pubblici e privati ed i rappresentanti degli ordini e collegi dei professionisti che per loro specifiche competenze e responsabilità sono interessati al piano, eventualmente anche attraverso la costituzione di un forum per le consultazioni”.
È del 16 aprile scorso l’avvio del procedimento per la formazione del PUG del Comune di Messina. Come scritto nel documento, “Le proposte e i suggerimenti dovranno pervenire entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, attraverso il portale dedicato situato nella homepage del sito istituzionale del Comune di Messina raggiungibile all’indirizzo www.pug.comune.messina.it”, prosegue Russo.
Russo si sofferma sulla tempistica e sulla campagna elettorale
“Come si fa a non pensare a un atto indirizzato solo in ottica campagna elettorale? È ancora una volta evidente che tale coinvolgimento con la città non c’è stato, in linea con le tante scelte dell’amministrazione uscente a prescindere da cosa ne pensino davvero i messinesi. Messina ha bisogno di democrazia partecipata e di cittadini consapevoli”, aggiunge ancora la Russo. “Sui contenuti dell’atto di indirizzo c’è da dire che ricalcano l’approccio fin qui seguito dal dimissionario Mondello, volenteroso, senz’altro, ma incapace di incanalare qualsiasi iniziativa fin qui da lui portata avanti nel solco di una visione capace di incidere sulla qualità della città. Basti pensare alle dichiarazioni rilasciate a proposito degli svincoli di Giostra – Annunziata, ancora incompleti e tornati anzitempo sotto il controllo della Regione per l’incapacità mostrata dal Comune”, sottolinea Russo. “E poi il capitolo ponte, che secondo il dimissionario Mondello sarebbe stata la ragione dell’immobilismo dell’amministrazione uscente”, puntualizza Russo.
“Bisognava prevedere come amministrazione una città con l’ipotesi ponte e una città senza il ponte. Loro invece si sono semplicemente fermati e hanno scelto di attendere. Prima di dichiararsi a favore dell’opera, poi di ritrattare tutto e dopo di esporsi nuovamente in favore del ponte, in base agli umori provenienti da Fiumedinisi e alle alleanze politiche del caso strette a Palermo. Dopo tre giorni dalla presentazione delle lettere di dimissioni, magicamente, dalle mani del dimissionario Basile prende il via quest’atto di indirizzo sul PUG. E perché non lo ha fatto in tutti questi anni? Il senso di farlo adesso è solo quello di difendersi in campagna elettorale dopo essersi disinteressato della pianificazione urbanistica della città”, conclude Russo.


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