Nella giornata di ieri, su StrettoWeb, abbiamo dato notizia dei turisti tratti in salvo in località San Fratello a Messina. Si tratta di un centinaio di campeggiatori provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa, bloccati nell’area boschiva di località Case Raneri, a causa di una forte ondata di maltempo. Si erano accampati in un’area interna, a ridosso del territorio di Troina, guadando il torrente al confine con Caronia che, a causa delle piogge, si era successivamente ingrossato.
A dare l’allarme sono stati i genitori di alcuni ragazzi che non riuscivano più a contattare i figli. A intervenire sono stati i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione di San Fratello coordinati dalla Compagnia di Santo Stefano di Camastra, oltre alle squadre di protezione civile. L’operazione è stata portata a termine dai vigili del fuoco, intervenuti con l’elicottero Drago 142, e le squadre ordinarie e dei sommozzatori, che hanno inizialmente soccorso cinque adulti e un bambino, per poi recuperare anche il resto del gruppo.
Sul posto anche la squadra Tas2 (topografia applicata al soccorso) dei vigili del fuoco di Catania, tre moduli C.R.A.B. (contrasto rischio acquatico basico) da Messina, Ragusa e Catania, i sommozzatori di Reggio Calabria, la squadra 9a del distaccamento di Sant’Agata Militello, i volontari di protezione civile.
Rischioso, spettacolare ed eseguito con maestria il salvataggio di alcune persone isolate sull’altra sponda del torrente effettuato tramite Telfer, un complesso sistema di funi e carrucole teso tra le due sponde per la movimentazione, controllata e in sicurezza, del gommone da soccorso, ha permesso di vincere la resistenza del flusso idrico e di creare un “ponte” sicuro per l’evacuazione.
Ma chi erano i turisti in questione e che ci facevano nei boschi di San Fratello?
Il Rainbow Gathering: il raduno internazionale svoltosi a San Fratello
Sono scesi fino in Sicilia da diverse parti d’Italia, alcuni anche dall’estero, qualcuno addirittura da Londra. Appuntamento nei boschi di San Fratello con una mappa disegnata a mano e consegnata, in privato, solo a chi era davvero intenzionato a partecipare.
Così è stata organizzata la tappa del Rainbow Gathering in provincia di Messina, un raduno internazionale con sede itinerante che cambia di anno in anno, organizzato in luoghi naturali isolati come boschi, montagne o aree selvagge, spesso lontano da centri abitati. Non esiste un’organizzazione ufficiale: è un incontro libero, gratuito e autogestito da chi partecipa, e proprio per questo la posizione precisa viene diffusa poco prima dell’evento tramite passaparola, gruppi online o contatti diretti.
Si tratta di un raduno “hippie” moderno, nasce dall’idea di vivere insieme per qualche giorno o settimane fuori dalla società tradizionale, creando una comunità basata su condivisione, rispetto e libertà. Le radici di raduni come questo risalgono agli anni ’60 e ’70, nello spirito della controcultura e di eventi iconici come Woodstock. Ma non hanno fini commerciali, non hanno biglietti, sponsor o palchi.
Chi partecipa contribuisce come può: cucinando, raccogliendo legna, portando cibo, suonando musica o organizzando attività. Non esiste denaro all’interno del raduno: si basa tutto sul dono e sulla “gift economy”, cioè economia del dono. Ognuno dà quello che può senza aspettarsi qualcosa in cambio diretto.
Forte la connessione con la natura: non è un caso, infatti, che tali raduni si svolgano in luoghi incontaminati, con regole non scritte sul rispetto dell’ambiente, non lasciare rifiuti, vivere in armonia con il luogo scelto.


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