Messina, Azione esprime pieno sostegno a Calenda e Italia: “no alla politica del sospetto e della delegittimazione”

Azione Messina difende i suoi leader dalle critiche infondate e ribadisce l’impegno per una politica basata sui contenuti, sulla lealtà e sulla serietà.

Azione Messina, in tutte le sue componenti, esprime – in una nota –pieno sostegno al Segretario nazionale Carlo Calenda e al Commissario regionale Francesco Italia, oggetto in questi giorni di attacchi scomposti, costruiti più sulla suggestione che sui fatti. Azione ha sempre scelto di misurare la politica sul merito, sui contenuti, sulla qualità delle proposte e sulla coerenza delle scelte amministrative. È questa la nostra cifra: discutere di sanità, lavoro, infrastrutture, sviluppo, qualità istituzionale, governo dei territori. Non ci appartiene, invece, la politica del sospetto permanente, dell’allusione insinuante, della delegittimazione personale usata come scorciatoia polemica. Attribuire arbitrariamente vicinanze, contiguità o presunte complicità a figure politiche considerate “delicate”, con il solo scopo di screditare l’avversario, è una pratica meschina. È una forma di politica di polizia, non di confronto democratico. Trasforma il dibattito pubblico in un tribunale social, nel quale non contano più gli atti, le decisioni, i risultati, ma la capacità di lanciare ombre”.

“Azione ha posto una questione politica chiara: esistono comportamenti incompatibili con un rapporto di collaborazione fondato sulla lealtà, sulla serietà e sulla trasparenza. Su questo punto non c’è molto da aggiungere. Chi fa politica non può pretendere fiducia dopo aver trasformato comunicazioni private in strumenti di esposizione pubblica e di posizionamento personale. Allo stesso modo, Francesco Italia non ha bisogno di patenti di autonomia da parte di nessuno. La sua storia amministrativa e politica parla attraverso i fatti, non attraverso le etichette appiccicate dagli avversari. Chi conosce il percorso del Sindaco di Siracusa sa bene quanto sia distante da logiche di sudditanza, subalternità o appartenenza a vecchi sistemi di potere. La distanza tra Ismaele La Vardera e Azione è già evidente e manifesta. La precisazione dello stesso La Vardera, secondo cui nella sua coalizione non vi sarebbe posto per Carlo Calenda, è certamente un utile promemoria; e in sua presenza, francamente, appare ultronea”, rimarca la nota.

“La distanza da taluni showman della politica siciliana è, per l’appunto, politica, culturale e di metodo. Azione si impegna a lavorare in Sicilia con serietà, senza farsi trascinare nel fango delle provocazioni personali. Il nostro compito non è alimentare campagne elettorali altrui, ma costruire un’alternativa credibile, competente e libera dai riflessi peggiori della politica siciliana: il trasformismo, l’insinuazione, il sospetto usato come arma e la propaganda spacciata per coraggio. La Sicilia ha bisogno di classe dirigente, non di processi sommari sui social. Ha bisogno di proposte, non di video al vetriolo. Ha bisogno di verità verificabili, non di allusioni utili solo a occupare la scena per qualche ora”, conclude la nota.