Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Ma, come sempre, a fatica. La Reggina riesce nell’impresa (sigh!) di battere il Paternò ultimo, e da oggi ufficialmente retrocesso, segnando la prima rete addirittura al 70′, dopo tre quarti di gara inguardabili e strazianti. Finisce 2-0, ma non cambia nulla: in vetta, Nissa e Savoia stravincono, mantenendo i tre punti di vantaggio sugli amaranto a due giornate dalla fine.
Sul primo tempo c’è davvero poco da commentare: uno strazio peggio del peggior strazio già visto quest’anno e in generale in questi tre anni. Come già mostrato per larghi tratti mercoledì contro l’Enna, la squadra è praticamente già in vacanza, sembra non crederci più. E il Granillo, ovviamente, non approva, fischiando per tutta la durata del tempo e ad ogni errore anche semplice. Occasioni? Zero. Davvero nulla da segnalare, anzi sì: la traversa del Paternò al quarto d’ora, unica chance degna di nota di un primo tempo veramente brutto, che si conclude – ovviamente – sotto gli ulteriori fischi di un Granillo già semivuoto e comunque furioso.
Non va meglio nella ripresa. Il copione è praticamente identico: squadra spenta, lenta, piatta, incapace di pungere e dunque segnare. Dopo una serie di cambi, la sfida si sblocca al 70′, con Di Grazia a fare 1-0 e sbloccare una partita che si stava pericolosamente ficcando verso binari allucinanti. Ovviamente, la rete mette la gara in discesa, anche per un Paternò già rassegnato alla retrocessione diretta. E così, poco dopo, arriva il 2-0 di Ragusa, che segna il rigore concesso per un fallo nell’area siciliana. La partita non ha più nulla da dire: con enorme fatica, la Reggina la fa sua, ma a 180 minuti dal termine si vede sempre di più assottigliate le speranze primo posto.

