Fare luce sullo stato degli interventi contro l’erosione costiera nel territorio reggino: è questo l’obiettivo dell’interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata dal Vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Ranuccio. Al centro dell’atto ispettivo, una situazione definita di forte criticità lungo tutto il litorale della provincia di Reggio Calabria, dalla Costa Viola fino alla fascia ionica, duramente colpita dagli eventi ciclonici “Harry” e “Ulrike” nei primi mesi del 2026. Nel documento si evidenziano arretramenti significativi della linea di costa, perdita di arenili e danni rilevanti alle infrastrutture.
“Non siamo di fronte a episodi isolati – dichiara Ranuccio – ma a un fenomeno strutturale che ormai mette a rischio interi territori e infrastrutture strategiche della Calabria”. Particolarmente pesanti le conseguenze registrate lungo la fascia costiera dopo gli eventi del 20 gennaio, che hanno provocato disagi alla viabilità e alle attività economiche. “Parliamo di arterie fondamentali come la SS 106, la SS 18 e la linea ferroviaria – prosegue – che in alcuni tratti sono ormai esposte direttamente al moto ondoso. È una condizione che non può più essere gestita in emergenza”. L’interrogazione richiama anche lo stanziamento di 100 milioni di euro disposto dal Governo dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, ma solleva dubbi sulla concreta attuazione degli interventi.
“Le risorse annunciate non bastano se non si traducono rapidamente in cantieri e opere concrete. Oggi serve chiarezza su tempi, modalità e priorità degli interventi”. Attraverso l’atto, Ranuccio chiede alla Giunta regionale di fornire dettagli sullo stato di ripartizione ed erogazione dei fondi, sull’iter procedurale degli interventi e sull’eventuale svolgimento di sopralluoghi tecnici per verificare l’efficacia delle opere già realizzate. “Serve un aggiornamento urgente della programmazione. La sicurezza del territorio non può essere rimandata”.


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