Elezioni Comunali Reggio, almeno 12 liste per Cannizzaro: 7 partiti e 5 civiche. Tante sorprese nei NOMI dei candidati

Elezioni Comunali Reggio Calabria, a una settimana dalla presentazione delle liste si inizia a delineare il quadro delle candidature. Il peso della coalizione di Centrodestra è molto spostato su Forza Italia e Cannizzaro, ma ci sono candidature forti e autorevoli anche negli altri partiti

Ad una settimana esatta dal gong (sabato prossimo, 25 aprile, bisognerà presentare ufficialmente le liste), il quadro delle elezioni comunali in programma per 24 e 25 maggio a Reggio Calabria è sempre più definito. I candidati alla carica di Sindaco al momento sono 4: Francesco Cannizzaro, Mimmo Battaglia, Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano. Ma non è detto che rimangano così “pochi”: nel 2020 e nel 2014 sono stati ben 9, nel 2011 sono stati 6, nel 2007 5. Bisogna risalire al 2002, addirittura 24 anni fa, per trovarne soltanto tre, in quella che è stata l’ultima elezione della storia della città senza Pino Siclari e il suo Partito Comunista dei Lavoratori: dal 2007 in poi c’è sempre stato. Vedremo se anche questa volta sarà della partita, portando a 5 i candidati a Sindaco di questa sfida elettorale.

Ma oltre i candidati Sindaci, più ci avviciniamo alla scadenza e più è delineato il quadro delle liste. Al punto che possiamo iniziare a dare numeri credibili e affidabili rispetto a quelli, molto più fantasiosi, circolati nel chiacchiericcio delle scorse settimane. Di certo c’è che la lista civica a sostegno di Lamberti sarà una, “Cultura e Legalità“. Per Pazzano c’è “La Strada“, e sono in corso interlocuzioni per una seconda lista comunque ad oggi ancora in sospeso. Al Centrosinistra di Mimmo Battaglia dedicheremo un apposito articolo su una coalizione che appare fragile (le liste dovrebbero essere 7 e fa rumore soprattutto l’assenza del Movimento 5 Stelle). Oggi, invece, in quest’articolo ci concentriamo sul Centrodestra di Francesco Cannizzaro, che ha già blindato 12 liste a proprio sostegno e sta lavorando per la tredicesima.

Le (almeno) 12 liste di Cannizzaro: un record quasi assoluto

Un dato storico: è un numero senza precedenti per un candidato alla prima consiliatura. Le liste delle coalizioni più numerose nelle ultime elezioni erano sempre state 11: con 11 liste era stato eletto Scopelliti per la prima volta nel 2022; con 11 liste era stato eletto Demetrio Arena nel 2011, con 11 liste è stato eletto e poi rieletto Falcomatà nel 2014 e nel 2020. Unica eccezione, appunto, la rielezione di Scopelliti nel 2007 con 21 liste, di cui però ben 10 rimasero senza seggi. Avere oggi almeno 12 liste, che come vedremo forse diventeranno addirittura 13, a proprio sostegno è un dato eccezionale e non solo perchè quasi doppia la coalizione avversaria nei numeri delle candidature, ma anche perchè non ha precedenti storici nella elezione alla prima consiliatura di tutti i sindaci e i candidati della storia della città.

I nomi dei candidati e la forza delle liste: i partiti

E all’interno di queste 12 liste non mancano le sorprese. Ci sono, ovviamente, i partiti tradizionali: tutto parte da lì. Forza Italia, su tutti, è il partito di Cannizzaro che porta in dote le candidature di Federico Milia, Pasquale Imbalzano, Antonino Maiolino e Paolo Paviglianiti, ma tra i big con un potenziale di grandi preferenze colpiscono subito le figure di Giuseppe Eraclini, Nino Zimbalatti e il figlio di Rocco Albanese.  Tante donne arrivano dalla società civile: Tiziana Filocamo rappresenta lo sport cittadino, l’architetto Antonella Postorino ha uno spirito poliedrico e una grande popolarità, oltre a Marika Federico, Silvia Callegari, Daniela Musarella, Concetta Romeo. Altri nomi grossi emergeranno. Il partito può ambire a 6 o 7 seggi, ma è tipico di queste liste ritrovarsi con figure che raccolgono 600-700 voti e rimangono fuori dal consiglio comunale.

La lista di Fratelli d’Italia parte da Demetrio Marino, che corre in tandem con Emy Presentino detta – non a caso – Romanella, e si rinforza con Giuseppe Bilardi, figlio del senatore. È molto forte l’ingresso di Daniela De Blasio che oltre al proprio consenso porta un grande livello di credibilità e autorevolezza al partito di Giorgia Meloni. Cannizzaro spera che tutto il livello del consiglio comunale si alzi e questo tipo di candidature anche negli altri partiti della coalizione sono i più apprezzati (e sostenuti) anche dal candidato Sindaco. A dare un elemento identitario forte nella tradizione della destra reggina c’è Nicola Malaspina, unico consigliere comunale a dimettersi per protesta nei confronti degli scandali dell’Amministrazione Falcomatà.

Nella Lega agli uscenti Giuseppe De Biasi ed Antonino Caridi c’è anche Armando Neri. L’impressione è che non andrà benissimo: difficile che riesca a strappare due seggi. Ma magari ci sbagliamo e ci sorprenderà. Sembra più forte la lista di Noi Moderati, con Nicola Paris, Pino D’Ascoli e Mario Cardia a guidare una compagine che potrebbe sorprendere nei numeri. Tra i tanti partiti centristi che sostengono Cannizzaro, i più deboli sembrano l’UdcAzione di Calenda, che è ormai organico al Centrodestra almeno nelle elezioni amministrative (non solo a Reggio).

A completare il quadro dei partiti c’è Alternativa Popolare di Massimo Ripepi, unico partito della coalizione federato con Forza Italia che vede il presidente della commissione controllo e vigilanza del Comune lanciatissimo verso la riconferma a Palazzo San Giorgio ma guai a pensare che sia una lista personale. Ci sono Emiliano Imbalzano, Roberto Leo, Lillo Zappia e Paolo Gatto, già eletti in passato al consiglio comunale, e i medici Paolo Scopelliti e Bruno Falcomatà. Il secondo seggio è tutt’altro che un miraggio e, anzi, la lista può ambire addirittura al terzo.

I nomi dei candidati e la forza delle liste: le civiche

Finiti i sette partiti, ci sono le liste civiche. Che sono almeno cinque e che non possono che partite da quella del candidato Sindaco, “Cannizzaro Sindaco” appunto, legata a Forza Italia ma anche espressione della società civile. Anche da qui arriveranno almeno un paio di consiglieri comunali. Un’altra lista civica di natura politica è quella del capogruppo di Forza Italia al Consiglio Regionale, Mimmo Giannetta: si chiama “Ogni giorno Reggio Calabria“. Ma tra le civiche non può che svettare Reggio Futura, la creatura di Peppe Scopelliti voluta e fondata nel 2007 proprio per sostenere l’allora Sindaco del modello Reggio e poi sempre attiva nella vita politica della città. Tante le candidature importanti, difficile scommettere su chi riuscirà ad aggiudicarsi quelli che con ogni probabilità saranno due seggi: in pole position Daniele Romeo e Luisa Curatola, sorella di Walter, proprietario di Soseteg. Ma non è da escludere che un buon risultato faccia scattare anche un terzo seggio.

Rimangono due liste, le uniche due vere civiche intese come espressione della società civile: “Reggio Protagonista” di Simone Veronese, con Nuccio Azzarà e Tonino Romeo, e “Insieme si può” di Bruno Occhiuto con Vanna Mazzitelli (già Assessore di Scopelliti). In questa lista dovrebbe candidarsi anche Franco Recupero, giornalista, editore di GS Channel, già segretario provinciale della Lega. Scioglierà il nodo nelle prossime ore. Ha fondato pochi mesi fa il nuovo movimento politico “Popolo per il Sud” in vista delle elezioni politiche del 2027 in un network di altri movimenti nazionali, ma era troppo tardi per organizzare una lista alle comunali reggine e così nelle ultime settimane lo hanno inseguito un po’ tutti per chiedergli di scendere in campo. Alla fine correrà in una civica della coalizione.

Rimane in ballo l’ipotesi di una tredicesima lista, un’altra di Cannizzaro Sindaco. Tutto dipenderà da quanto concrete e importanti si riveleranno le tantissime richieste di candidature che la segreteria dell’onorevole sta raccogliendo in questi giorni, con un grande lavoro di incastri nelle varie liste della coalizione. In ogni caso, 12 o 13 che siano cambia poco: poi a determinare tutto saranno i voti e non c’è dubbio che dalla scelta del posizionamento dipenderà il destino di tanti aspiranti consiglieri. Perché, come in tutte le precedenti elezioni, ci saranno liste in cui non basteranno 600-700 voti per essere eletti, e altre liste in cui con 400-450 voti si può strappare l’elezione a Palazzo San Giorgio. Quelle in cui si rischia di rimanere fuori con 600-700 voti sono quelle più forti con tanta competizione e molti candidati forti: è più probabile che il partito prenda più seggi, ma diventa più difficile scalare i primi posti della lista. Quelle in cui si può entrare con 400-450 voti sono quelle più deboli, che hanno pochi candidati forti e che però rischiano di rimanere senza seggi. Eclatanti, in passato, i casi di candidati con oltre mille voti di preferenza rimasti fuori dal consiglio perchè in liste così deboli che non riuscirono a prendere neanche un seggio. Ecco perchè, oltre ai voti, l’esperienza fa la differenza e il posizionamento di questi giorni sarà decisivo per tanti.