“Educazione digitale per un web sicuro”: convegno al Radice Alighieri contro il Cyberbullismo

Il progetto della “Radice Alighieri” “PEER… Contrastare il Cyber-Bullo 2026!”, sviluppatosi nei mesi di febbraio marzo e aprile 2026, ha coinvolto studenti, docenti e famiglie in un’azione educativa condivisa e trasversale

Grande successo di pubblico alla Scuola Secondaria di I grado dell’IC “Radice Alighieri” di Catona per il convegno dal titolo “Educazione digitale per un web sicuro”, momento di confronto e formazione nell’ambito delle azioni previste dalla Legge 234/2021 – Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Il progetto della “Radice Alighieri” “PEER… Contrastare il Cyber-Bullo 2026!”, sviluppatosi nei mesi di febbraio marzo e aprile 2026, ha coinvolto studenti, docenti e famiglie in un’azione educativa condivisa e trasversale.

Seguiti dagli esperti del settore, Dott. Simone Gargiulo e Dott.ssa Valentina Cartisano dalla Tutor, Prof.ssa Simona Leanza e dal Team di progetto, Prof.ssa M. Josè Azzarà e Prof. Roberto Ripepi, gli allievi hanno conseguito come obiettivo prioritario quello di promuovere i diritti e i doveri on e offline, sviluppando nei partecipanti competenze utili a conoscere e riconoscere i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, comprendere rischi e conseguenze dell’uso inconsapevole del web, adottare comportamenti responsabili e sicuri, attivare strategie di prevenzione e gestione dei conflitti, potenziare l’empatia, la cooperazione e la cittadinanza digitale.

Il progetto si è sviluppato su due canali paralleli, coordinati e complementari.

Percorso con il dott. Simone Gargiulo – Peer Education e attività con gli studenti

Con le classi prime della scuola secondaria di I grado, gli incontri – svolti in modalità online e della durata di tre ore ciascuno – sono stati progettati per trasformare gli studenti in protagonisti attivi del processo formativo. Attraverso attività dinamiche, discussioni guidate e soprattutto una escape room digitale, i ragazzi sono stati chiamati a collaborare, prendere decisioni, analizzare situazioni problematiche e riconoscere le dinamiche tipiche del cyberbullismo. La struttura dell’attività, basata su sfide, indizi e missioni da risolvere insieme, ha permesso agli studenti di sperimentare concretamente i principi della Peer Education: ascolto reciproco, responsabilità condivisa, capacità di influenzare positivamente il gruppo e di riconoscere il proprio ruolo all’interno delle relazioni online e offline.

In questo modo, i ragazzi non solo hanno acquisito conoscenze, ma hanno anche sviluppato competenze sociali e digitali fondamentali per diventare punti di riferimento consapevoli all’interno della comunità scolastica. In un secondo momento, il dott. Gargiulo ha incontrato gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria, con un approccio calibrato sulle loro età e sensibilità. Partendo dai libri letti nel percorso di educazione alla lettura dedicato al bullismo, ha guidato i bambini in un dialogo aperto e partecipato, aiutandoli a riconoscere emozioni, ruoli e comportamenti.

Attraverso un linguaggio narrativo, semplice e coinvolgente, ha favorito una comprensione profonda delle dinamiche relazionali, mostrando come anche i più piccoli possano diventare “peer attivi” nel loro contesto: capaci di osservare, chiedere aiuto, sostenere un compagno in difficoltà e contribuire alla costruzione di un clima di classe rispettoso e inclusivo. L’intero percorso ha dunque valorizzato la Peer Education non solo come metodologia, ma come atteggiamento educativo, capace di responsabilizzare gli studenti, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere comportamenti positivi che si diffondono spontaneamente tra pari.

Percorso con la dott.ssa Valentina Cartisano – Formazione in presenza e online

Il suo lavoro con le classi V della scuola primaria, svolto in presenza, è stato caratterizzato da un approccio esperienziale e dialogico: attraverso attività guidate, esempi concreti e momenti di riflessione collettiva, gli alunni sono stati accompagnati a riconoscere le diverse forme di bullismo e cyber, a comprendere il ruolo del gruppo e a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli altri. L’attenzione all’empatia, alla gestione dei conflitti e alla responsabilità individuale ha permesso ai bambini di acquisire strumenti utili per leggere le dinamiche relazionali e intervenire in modo positivo all’interno della classe, contribuendo alla costruzione di un clima più sereno e inclusivo.

Accanto al lavoro con gli studenti, la dott.ssa Cartisano ha condotto una serie di incontri online rivolti a docenti e genitori, creando uno spazio di confronto aperto e partecipato. In questi appuntamenti sono stati affrontati temi centrali per la comunità educante: le difficoltà legate alla gestione della vita digitale dei ragazzi, i segnali di disagio che possono emergere nei contesti scolastici e familiari, le strategie di prevenzione e le modalità di intervento più efficaci. La possibilità di condividere esperienze, dubbi e preoccupazioni ha favorito un dialogo autentico tra scuola e famiglia, evidenziando quanto sia necessario un impegno comune e continuativo per sostenere i ragazzi nella loro crescita, soprattutto in un’epoca in cui la dimensione online influisce profondamente sulle relazioni quotidiane.

La partecipazione attiva degli adulti ha confermato il bisogno di una formazione costante e condivisa, capace di fornire strumenti concreti e aggiornati per affrontare le sfide educative poste dal mondo digitale. Il percorso guidato dalla dott.ssa Cartisano ha dunque contribuito a rafforzare la rete di supporto attorno agli studenti, promuovendo una cultura della prevenzione che coinvolge l’intera comunità scolastica.

Il percorso, come scritto in premessa, si è concluso il 16 aprile 2026, presso la Scuola Secondaria di Via Mercato, con il convegno “Educazione Digitale per un Web Sicuro”, un momento di sintesi e restituzione che ha coinvolto l’intera comunità scolastica.

L’incontro è stato aperto dai saluti del primo collaboratore del Dirigente Avv. Simona Sapone, il Prof. Agostino Giordano, che ha sottolineato il valore della prevenzione e della corresponsabilità educativa in un’epoca in cui la vita online è parte integrante della quotidianità dei ragazzi La Prof.ssa Simona Leanza, Referente d’Istituto per il Bullismo e il Cyberbullismo, insieme ai docenti del Team Anti-Bullismo, Prof.ssa Maria José Azzarà e Prof. Roberto Ripepi, ha presentato il percorso svolto, illustrando le attività, le metodologie adottate e i risultati osservati. È emersa una forte partecipazione degli studenti e una crescente consapevolezza dei rischi e delle responsabilità legate al mondo digitale.

La Dott.ssa Valentina Cartisano, psicologa e formatrice, ha approfondito gli aspetti emotivi e relazionali legati ai comportamenti aggressivi online e offline, offrendo strategie educative e preventive rivolte a scuola e famiglia. La Dott.ssa Giulia Cugliandro, psicologa del progetto “Discutiamo a scuola”, ha analizzato i segnali di disagio che possono emergere nel contesto scolastico e extrascolastico e affrontato l’importanza di una costante attività di prevenzione in merito. Il Dott. Pierluigi Sanna, esperto in criminalità informatica e già Responsabile della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Nuoro, ha illustrato i rischi connessi alla rete, le responsabilità penali e le buone pratiche per una navigazione sicura.

Il Dott. Antonio Luciano Battaglia, esperto in analisi web, cybersecurity e cyber-intelligence ha offerto un intervento limpido e pragmatico: educare alla sicurezza digitale significa imparare a leggere i segnali, comprendere i rischi e agire tempestivamente, costruendo una rete di protezione che unisce scuola, famiglie e studenti.

Una parte significativa del convegno è stata dedicata alle testimonianze degli alunni e dell’esperto impegnati nella Peer Education
Ha concluso i lavori il Dott. Simone Gargiulo, cyber-psicologo e media educator, esperto del progetto di Peer Education, il quale ha condiviso riflessioni e risultati delle attività svolte con gli studenti, evidenziando:

  • il ruolo positivo dei pari nella prevenzione
  • l’efficacia delle metodologie attive (escape room, simulazioni, analisi di casi reali)
  • la crescita di consapevolezza e responsabilità nei ragazzi coinvolti.