Dopo Meloni tocca di nuovo a Mulé, ancora macchina del fango mediatica ma lui non è indagato: “io nel registro degli infangati, ma è una porcheria”

Ancora macchina del fango su Giorgio Mulè, ancora protagonista il Fatto Quotidiano, che in un articolo tira fuori un'intercettazione risalente al 1 marzo 2021

Subito dopo il Referendum, il frontman del Sì Giorgio Mulé è stato oggetto di una campagna mediatica aggressiva da parte del Fatto Quotidiano, attraverso un articolo in cui si presupponevano dei favori dell’esponente di Forza Italia a un indagato. Niente prove, niente indicazioni, solo macchina del fango. Lui ha sbottato e, ospite in tv, ha parlato di “porcheria”. Poi, ieri, una nuova “pagina”: un selfie di Giorgia Meloni con un pentito del clan Senese. Anno? 2019. Notizia pubblica? Oggi, sette anni dopo. Il terzo capitolo è oggi, ancora protagonista Giorgio Mulè, ancora protagonista il Fatto Quotidiano, che in un articolo tira fuori un’intercettazione risalente al 1 marzo 2021.

“Stamattina alle 5 ho svegliato il mio avvocato. Sapevo che sarebbe stata pubblicata su un giornale una porcheria, un’altra, che mi riguardava e ho atteso di leggerla. È il destino di chi finisce nel ‘registro degli infangati’, di coloro che – per carità! – non sono indagati, non sono in alcun modo coinvolti in un’inchiesta ma vengono ugualmente investiti da colate di fango (chiamiamo le cose con il loro nome anche se con un eufemismo) pur non essendo oggetto di indagini giudiziarie o sfiorati da alcun sospetto” ha detto Mulé.

L’intercettazione oggetto dell’articolo vede protagonista “un mafioso di nome Gioacchino Amico che dopo la mia nomina a Sottosegretario alla Difesa direbbe a un suo interlocutore di conoscermi e di aver parlato con me. Nulla di più, a quanto pare perché ovviamente non ho cognizione degli atti”, spiega Mulè. “Il mafioso in questione oggi è un collaboratore di giustizia. Il contenuto di questa intercettazione è rimasto per un lustro nei cassetti della Procura di Milano perché evidentemente era irrilevante e non necessitava di alcun approfondimento investigativo: oggi però, cinque anni dopo ripeto, improvvisamente salta fuori. E tanto basta a autorizzare il Fatto a mettere in connessione il mio nome con un’inchiesta su ‘mafia e politica’, a parlare di me come inserito in una ‘rete’ di questo boss, di essere addirittura ‘amico del mafioso pentito’. Fango allo stato puro”.

“Non sono ‘amico’ di Amico, ma neppure conoscente: non ho proprio assolutamente memoria di averlo incrociato, di avergli parlato, men che mai di aver avuto alcun tipo di relazione con lui. Zero, il nulla. Prima di vederlo sui giornali in un selfie vergognosamente usato contro Giorgia Meloni ignoravo la sua esistenza” ha aggiunto Giorgio Mulé.

Caruso (Forza Italia Sicilia): “solidarietà a Mulè, attacchi inaccettabili e privi di fondamento”

“Ancora una volta, come già pochi giorni fa dalle colonne dello stesso giornale, assistiamo ad un volgare accostamento fra il vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè e un personaggio attualmente sotto indagine. Ancora una volta, senza che vi sia alcunché di addebitabile né, tanto meno, alcuna inchiesta che lo veda coinvolto, Giorgio Mulè viene esposto ad un atto di vero e proprio sciacallaggio mediatico. E’ ormai chiaro che siamo di fronte ad una vergognosa campagna contro un prestigioso esponente di Forza Italia”. Lo dichiara Marcello Caruso, segretario regionale di Forza Italia in Sicilia.

“Nel ribadire a titolo personale e a nome di tutta Forza Italia siciliana la nostra personale amichevole solidarietà e vicinanza al vice Presidente della Camera, non possiamo che condannare un comportamento ed un modo di fare ‘informazione’ che ha ormai travalicato le più basilari regole deontologiche e del rispetto per le persone. Saremo sempre al fianco di Giorgio Mulè nel suo lavoro per affermare i valori del garantismo e della Giustizia giusta che sono parte dell’identità, della storia e dell’impegno di Forza Italia”.

Pellegrino (Forza Italia all’Ars): “Mulè oggetto di caccia alle streghe”

“Da giorni assistiamo a un ripetuto tentativo di gettare fango su Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e stimato esponente di Forza Italia. Si cerca di trascinarlo in vicende che non lo riguardano, senza che esista un solo atto formale, un solo provvedimento giudiziario che lo coinvolga. È una caccia alle streghe in piena regola, alimentata da chi non ha argomenti e prova a colpire l’uomo prima ancora che il politico”. Lo dichiara il Presidente dei deputati di Forza Italia all’ARS, Stefano Pellegrino.

“A nome di tutto il Gruppo parlamentare di Forza Italia e a nome personale, desidero esprimergli la piena vicinanza. Non permetteremo che si sporchi la reputazione di una persona perbene, che ogni giorno lavora con serietà e dedizione per le istituzioni e per la Sicilia. Questa campagna denigratoria offende non solo lui, ma il principio elementare del rispetto che si deve a ogni cittadino, a maggior ragione a chi ricopre alte cariche dello Stato”.