“Giorgio Mulé pagherà il suo sostegno al Sì?”: il giustizialismo mediatico colpisce ancora, tra titoloni e fake news

Il "sistema" è il solito: titolo che "lascia intendere", sottotitolo ancora peggio, e via di gogna mediatica, anche se poi magari non c'è nulla, nulla di nulla. E infatti non c'è nulla, appunto nulla di nulla

“Appalti alla Difesa: ‘Il presunto favore di Mulè all’indagato'”. Si tratta del titolo di un articolo de Il Fatto Quotidiano che presuppone dei favori di Giorgio Mulé, esponente di Forza Italia tra le più battagliere per il Sì al Referendum sulla Giustizia, a un indagato. Il “sistema” è il solito: titolo che “lascia intendere”, sottotitolo ancora peggio, e via di gogna mediatica, anche se poi magari non c’è nulla, nulla di nulla. E infatti non c’è nulla, appunto nulla di nulla.

Luigi Marattin, Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico, si indigna: “Giorgio Mulè non è indagato” scrive. “Negli atti c’è solo una persona che lo nomina (‘si diceva che qualcuno diceva che si era interessato, ma non so’). Atti che, comunque, non avrebbero potuto per legge entrare in possesso dei giornalisti. Tuttavia ecco l’articolo che un quotidiano ne tira fuori. Con tanto di sottotitolo ‘Mulè: non ricordo’, che nelle scuole di merda nel ventilatore si insegna essere perfetto per instillare il dubbio nel lettore” aggiunge.

“Giorgio Mulè, ovviamente, paga soltanto l’aver sostenuto con l’efficacia maggiore, tra tutti noi, le ragioni del SÌ al referendum. E per questo, deve essere punito da quello stesso “complesso giudiziario  giornalistico” (semi-cit) di cui spesso abbiamo parlato. Questa è l’Italia del 2026, signore e signori. Se voi dite che va tutto bene così, che questo è il massimo della liberal-democrazia a cui possiamo aspirare, beh allora anche questo weekend – come lo scorso – ci inchiniamo alla volontà popolare” riflette Marattin. Ed è una riflessione che effettivamente fa pensare: Giorgio Mulé è stato tra i maggiori sostenitori – pubblici, soprattutto – a schierarsi per il Sì al Referendum sulla Giustizia. Pagherà il giustizialismo mediatico? 

Sulla stessa lunghezza d’onda, ovvero quello dei giornalisti a cui “soffiano” veline dalle Procura, il giornalista de Il Foglio Ermes Antonucci: “Il procuratore di Roma Lo Voi afferma che ‘la procura non c’entra’ con la fuoriuscita di notizie coperte da segreto sull’indagine corruzione che ha generato la gogna su Mulè (non indagato). E chi c’entrerebbe, mia sorella? Hanno aperto un’indagine interna sulla fuga di notizie?” si chiede.