Francesco Cannizzaro non vuole i voti della ‘ndrangheta. Lo ha detto chiaro e tondo, con coraggio. Un messaggio significativo, in un luogo significativo: Arghillà. Il centro del degrado e del sottosviluppo, area collinare della città che il candidato Sindaco ha intenzione di riqualificare e valorizzare, è diventata il teatro di un incontro in cui l’Onorevole ha raccolto a sé le centinaia di candidati di tutte le sue liste – per le prossime elezioni amministrative – per comunicargli in modo forte e chiaro: “non prendetevi i voti della ‘ndrangheta”.
“Sono carico, ancora più carico dopo i recenti attacchi. Evidentemente abbiamo colpito nel segno. Credo che la piazza di domenica abbia agitato le loro acque. Chi pensa di essere escluso, tenta di riprendersi la scena, ma noi non cadremo in provocazioni. Credo che questa partita abbia un valore alto, la città dovrà risorgere, dovremo farlo tutti insieme. Noi lavoreremo per dimostrare ai cittadini che siamo stati capaci di fare tutto quello che non sono stati capaci di fare in dodici anni”.
“Ho scelto questo luogo perché, com’è noto, Arghillà sta – anche a livello nazionale – mortificando la nostra città. E’ il luogo simbolo del degrado. Io conosco bene la situazione, il dossier di Arghillà lo sto studiando da tempo, l’ho detto in Parlamento. Faremo qualcosa di importante, un richiamo nazionale, ci sto lavorando. Non pensate che questa cosa si possa risolvere da soli, nessuno ce la farebbe. Con l’aiuto del Governo Regionale e centrale potremmo fare qualcosa e da qui a breve avremo buone nuove”.
“Ho pensato di ritrovarci qui per dare un messaggio all’esterno e lo faccio qui in questo quartiere. Il mio vuole essere un messaggio simbolico. Qui ci sono tutte persone per bene e noi abbiamo già vinto per questo. In giro si parla di ‘fenomeno Cannizzaro’, ma non c’è nessun fenomeno. Cannizzaro può diventare un bravo Sindaco solo se al mio fianco può esserci gente come voi” ha aggiunto.
Poi il messaggio si fa chiaro. “Tanti fenomeni che con noi non hanno nulla a che fare, vicini alla ‘ndrangheta e alle cosche, tentano poi di aggrapparsi a questo fenomeno che vince. Succede che persone come voi incontrino persone che non conoscono, ci si stringe la mano, ci si scambia il numero e il rischio serissimo è di incappare in situazioni spiacevoli. La persona magari si presenta bene ma non è da frequentare, per un soggetto politico. Non sono venuto qui a fare il maestrino, non vengo da Londra centro, sappiamo che queste cose possono capitare. Non sono qui a fare la lezioncina, ma a lanciare un appello. Vedo entusiasmo, voglia di partecipare, e questo è bellissimo, ma l’esperienza mi porta a pensare che magari certi fenomeni possono iniziare a guardare con interesse. Noi rispondiamo ‘no, grazie’. Anzi, li teniamo lontani”.
La lettera di Cannizzaro a tutti i candidati
Poi l’Onorevole ha letto una lettera successivamente consegnata a ogni singolo candidato presente.
“Cari amici, candidati delle liste di Centrodestra, nei giorni scorsi abbiamo ufficialmente depositato le liste della nostra coalizione, a supporto della mia candidatura a Sindaco di Reggio Calabria. Un’avventura bellissima, che con grande piacere condivido con tutti voi. Prima di tutto, sento di dovervi dire GRAZIE. Grazie per la disponibilità, per la fiducia, per il coraggio, per l’impegno che avete deciso di assumere al cospetto della nostra città, dei nostri concittadini. Tra di voi ci sono nomi e volti della futura classe dirigente reggina e calabrese: donne e uomini che hanno scelto di metterci la faccia, di condividere un programma, una visione, mettendosi al servizio di un progetto di cambiamento, di crescita e di riscatto per Reggio.
È un momento bello, bellissimo, che ci carica tutti di grande entusiasmo e determinazione. Ma deve essere, ancor di più, un momento di profonda serietà e responsabilità. Proprio ora che la competizione elettorale entra davvero nel vivo, sento il dovere di rivolgervi un appello pubblico, chiaro e senza equivoci: NON SCENDETE A COMPROMESSI, MAI, CON NESSUNO, PER NESSUN MOTIVO. Non lasciate che la ricerca di un voto in più offuschi la lucidità delle vostre scelte, delle vostre proposte; non permettete che l’ambizione prevalga sul senso della legalità e delle istituzioni. Reggio ha già pagato prezzi troppo alti. Ecco perché oggi più che mai serve una linea netta, chiara, invalicabile. NOI SIAMO CONTRO LA ’NDRANGHETA, sotto ogni forma.
Serve anzitutto il coraggio del NO. Se, nelle relazioni costruite durante la campagna elettorale o nella ricerca del consenso, avvertite anche soltanto l’ombra di un dubbio su una persona che vi si avvicina, su una proposta o su un sostegno, abbiate la forza di dire NO. Subito. Senza tentennamenti. Servono voti puliti, liberi, trasparenti. Rifiutate chiunque si presenti promettendo percorsi facili, intermediazioni opache o favori da riscuotere dopo. Non serve ambiguità. Non servono scorciatoie. Non servono appoggi che possano anche solo incrinare la limpidezza del nostro cammino.
Lo dobbiamo alla stragrande maggioranza dei cittadini onesti che, ne sono certo, sarà al nostro fianco e riporrà fiducia in noi, proprio perché chiede e crede nel cambiamento vero, nella serietà e nella credibilità della nostra proposta. È a quella parte sana, pulita e laboriosa di Reggio che dobbiamo rispondere. Ed è per rispetto verso i reggini che dobbiamo tenere lontano tutto ciò che può generare anche solo un dubbio. La gente onesta di Reggio sa riconoscere chi cammina a testa alta. Noi dobbiamo essere, ogni giorno, all’altezza di quella fiducia. Lo dico senza mezzi termini: MEGLIO UN VOTO IN MENO OGGI CHE UN’OMBRA SULLA NOSTRA DIGNITÀ DOMANI!
Perché la ’ndrangheta ci fa schifo. E se vogliamo che i reggini credano davvero in noi, dobbiamo dimostrare per primi di essere impermeabili a ogni forma di condizionamento da parte della criminalità. Siamo chiamati a custodire la bellezza e l’onore di questa città. Reggio non ha bisogno di figure grigie: ha bisogno di persone serie, libere, responsabili, capaci di amare questa terra più del proprio interesse personale. Per dirvi questo ho scelto Arghillà perché è un luogo simbolo: oggi di degrado, domani lo sarà di riscatto.
In questo percorso improntato alla legalità, è doveroso e necessario ringraziare tutti gli uomini e le donne in divisa, che quotidianamente sono a difesa dei cittadini, nonché la magistratura, per la strenua opera di salvaguardia dei diritti. In modo particolare in questa nostra terra reggina, dove possiamo fregiarci di una delle migliori classi di magistrati del panorama nazionale e, ormai da tempo, tra le migliori anche a livello internazionale. Portiamo avanti questa sfida con le mani pulite e il cuore libero, dando prova, con i fatti prima ancora che con le parole, che la politica – quella con la P maiuscola – è una cosa nobile, bella, è davvero servizio, dimostrandosi autorevole e combattiva, ponendosi come volano di sviluppo anche culturale. Lo dobbiamo a noi stessi e alle nostre famiglie. Lo dobbiamo a Reggio. Lo dobbiamo ai reggini”.












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