Altro che dittatura: Orban perde e riconosce la sconfitta con eleganza, si apre una nuova era in Ungheria

Il governo Orban è stato spesso al centro di critiche da parte di osservatori internazionali, che lo hanno definito autoritario e in contrasto con i principi dell’UE ma questa sera l'ex leader ha dimostrato di accettare con classe la sconfitta

La sconfitta elettorale di Viktor Orban segna la conclusione di un lungo ciclo politico durato oltre sedici anni, ma allo stesso tempo apre una fase nuova per l’Ungheria. Il voto ha sancito un cambio di leadership netto, ponendo fine a un’era che ha profondamente inciso sugli equilibri interni del Paese e sul suo rapporto con l’Europa. A dire il vero, va sottolineato, il vincitore Peter Magyar, sino a qualche anno, fa faceva parte dello stesso partito di Orban, per poi staccarsi per dar vita ad una formazione di destra moderata che oggi fa parte del PPE, lo stesso gruppo di Forza Italia. Cosa si dovranno aspettare gli ungheresi? Ci saranno delle politiche interne più o meno simili, essendo entrambi di destra, con cambiamenti consistenti sulla politica estera (uno è europeista, l’ex leader assolutamente no), come abbiamo spiegato in altri nostri approfondimenti.

Altro che dittatura, questa sera ha vinto la democrazia

Negli anni, il governo Orban è stato spesso al centro di critiche da parte di osservatori internazionali, opposizioni, commentatori e giornali, che lo hanno definito autoritario, despota, colui che opprime le libertà, e in contrasto con i principi dell’Unione europea. Tuttavia, l’esito di queste elezioni ha seguito un percorso chiaro: il voto popolare ha premiato l’avversario e lo stesso Orban ha riconosciuto la sconfitta, chiamando il vincitore per congratularsi e prendendo atto del verdetto delle urne senza tensioni e forzature istituzionali che sarebbero state nefaste per l’Ungheria. Insomma, come avviene in qualsiasi democrazia dove vige la politica dell’alternanza.

Lezione dal popolo ungherese

Tra l’altro il popolo ungherese ha dato una lezione di democrazia andando in massa a votare frantumando ogni record. Sulyok, il Capo dello Stato ungherese, ha dichiarato che, sulla base dei dati disponibili, alle urne si è recato il 77,8% degli elettori. Secondo Sulyok questa partecipazione record “dimostra senza alcun dubbio il funzionamento vigoroso della democrazia ungherese”.