“In un momento storico fondamentale per il nostro territorio, fortemente penalizzato da un gap infrastrutturale stradale e ferroviario, apprendere anche delle possibili difficoltà logistiche dell’aeroporto dello Stretto, limitato da una possibile carenza di carburante, ci fa alzare il livello di allarme. La crescita di presenze turistiche registrate lo scorso anno nell’area metropolitana di Reggio Calabria e nella città dei Bronzi, è stata agevolata dall’aumento di collegamenti aerei che, con la sola presenza di Ryanair, ha consentito un maggiore afflusso di arrivi. L’operatività dell’aeroporto dello Stretto risulta quindi altamente strategica per il settore del turismo e di tutto l’indotto ad esso legato. Occorre avere garanzie certe sulla sua funzionalità, anche in considerazione di un bacino di utenza che abbraccia gran parte del territorio messinese”. Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace.
“Le istituzioni, a più livello, devono fare squadra consapevoli che una regione come la Calabria, per via delle difficoltà infrastrutturali, grazie al sistema aeroportuale, riesce a supplire al pieno godimento del diritto alla mobilità. Anche come Città metropolitana, chiediamo chiarimenti urgenti al governo e alla Regione Calabria per evitare che una possibile limitazione di carburante all’Aeroporto dello Stretto ‘Tito Minniti’, possa generare ulteriori difficoltà per i voli, isolando oltremodo il nostro territorio”.
Le parole di Carmelo Versace tracciano un quadro allarmato e, per certi versi, condivisibile nella descrizione generale delle criticità infrastrutturali del territorio. Tuttavia, proprio questo passaggio rappresenta il primo nodo politico: il “gap infrastrutturale” evocato non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di anni di amministrazione locale, di cui lo stesso Versace è stato parte integrante. Denunciare oggi una condizione strutturale senza riconoscerne le responsabilità pregresse rischia di apparire come un esercizio retorico più che un’assunzione di responsabilità.
Quando il sindaco facente funzioni richiama la crescita turistica e il ruolo determinante dei collegamenti aerei, individua un elemento reale. Ma anche in questo caso omette un dato politico rilevante: il rilancio dell’aeroporto dello Stretto è avvenuto negli ultimi mesi grazie a una precisa strategia della Regione Calabria guidata da Roberto Occhiuto, che ha riportato compagnie e rotte dopo anni di marginalità. Un cambio di passo che segna una discontinuità evidente rispetto al passato amministrativo locale.
Il punto più controverso resta però il riferimento alla “possibile carenza di carburante”. Versace parla esplicitamente di “possibili difficoltà logistiche” e di una “possibile limitazione”, senza fornire elementi concreti o fonti verificabili. Il lessico utilizzato è ipotetico, ma l’effetto comunicativo è quello di un allarme reale. In questo modo, il rischio è quello di alimentare preoccupazioni senza una base solida, soprattutto quando il tema viene implicitamente collegato a una più ampia crisi internazionale dei carburanti.
Infine, la richiesta di “chiarimenti urgenti al governo e alla Regione Calabria” appare poco definita nei destinatari e nelle responsabilità. Se da un lato è legittimo chiedere garanzie sulla piena operatività dello scalo, dall’altro non è chiaro perché questa richiesta arrivi solo ora e soprattutto da chi ha contribuito per anni alla gestione del territorio senza incidere in modo risolutivo proprio su quelle criticità oggi denunciate anzi proprio da parte del sindaco dell’amministrazione di cui Versace fa parte, per anni sono state considerate “frottole” tutte le attività di rilancio adoperate dalla Regione Calabria che poi invece si sono tutte rivelate veritiere.
Nel complesso, le dichiarazioni di Versace sembrano muoversi su un doppio binario: da un lato l’analisi di problemi reali, dall’altro una narrazione che rischia di essere funzionale più al posizionamento politico che alla chiarezza istituzionale. In una fase di rilancio dell’aeroporto, servirebbero dati certi e responsabilità definite, non ipotesi che finiscono per trasformarsi in allarmi difficili da verificare.



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