“Domani si torna a scuola. Molti si sono lamentati per questi due giorni di chiusura, date le difficoltà organizzative che hanno dovuto affrontare. Li capisco e mi scuso. Corre però l’obbligo di capire meglio il meccanismo, qualora a qualcuno importasse, affinchè colgano che non è facile decidere. Nel caso di allerta arancione, viene segnalata una probabilità di rischio, affidando ai Sindaci la responsabilità della scelta. Il problema deriva dalla vastità dell’area considerata dalla Protezione Civile: noi ricadiamo in zona H – ma lambiamo la zona I – che abbraccia un territorio che va da Catania a Messina, e, a ovest, al confine dei Nebrodi. Tant’è che oggi in città si sono registrati eventi non significativi, mentre nella zona dell’Alcantara hanno vissuto momenti di intenso allarme”. Sono queste le parole di scuse che il sindaco di Catania Enrico Trantino, tramite un post pubblicato su Facebook, rivolge ai suoi concittadini.
“Dato che non mi piace sospendere le attività didattiche, a ogni allerta arancione mi consulto con altri enti che vantano specifiche competenze in campo meteorologico. Ma nel caso in cui non mi confortino con previsioni rassicuranti, non posso mettere a rischio l’incolumità dei nostri ragazzi: che non significa quel che può succedere a scuola, ma anche nelle strade, per pericoli di alluvioni o frane (come oggi è successo vicino Taormina)”.
“Vorrei quindi comprendeste che non si tratta di decisioni a cuor leggero, tant’è che in più di un’occasione, nonostante il colore arancione, ho tenuto le scuole aperte. Infine non affermiamo più “ai miei tempi…”. Gli eventi piovosi spesso si caratterizzano per la straordinaria intensità dei fenomeni (cosiddette bombe d’acqua), che stanno “tropicizzando” il clima, e che noi non conoscevamo fino a un po’ di anni fa”.
“Spero comprendiate che chi deve assumere scelte che incidono sulla sicurezza, ha l’obbligo di essere prudente. Non certo deve compiacere i nostri ragazzi che sperano di non andare a scuola, ma che – da molti commenti che ho letto – avrebbero bisogno di frequentarla di più, e magari esplorare l’ignoto modo degli accenti e degli apostrofi. Buon rientro”.
Questo sì che è un Sindaco. Assicura di non voler chiudere le scuole alla leggera. Chiede scusa dopo l’evidenza di un errore. Pone il tema politico di un sistema di allertamento difficile per i primi cittadini. E invita i giovani a studiare. Ce ne fossero di Sindaci così…



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