Reggina, oggi è troppo facile contestare. E su StrettoWeb ci siamo pure stancati

Oggi perché dovremmo indignarci contro la Reggina? Perché, su StrettoWeb, dovremmo arrabbiarci? Facile farlo oggi. Il Granillo imbufalito se l'è presa con il mondo intero, ma così è semplicissimo. La piazza che oggi si arrabbia è quella che mesi fa, per l'ennesima volta, dopo uno scempio durato mesi, ha deciso di assecondare la proprietà più scarsa della storia

Ci siamo anche stancati noi. Sì, ci siamo stancati – su StrettoWeb – di evidenziare i fatti, di far aprire gli occhi, di denunciare storture e falle di una storia iniziata già male. Lo facciamo da settembre 2023, anzi da anche prima. E potremmo dire anche “ve l’avevamo detto”. Ma ci siamo stancati anche di quello. Oggi perché dovremmo indignarci contro la Reggina? Perché, su StrettoWeb, dovremmo arrabbiarci? Facile farlo oggi. Il Granillo imbufalito se l’è presa con il mondo intero, ma così è semplicissimo. La piazza che oggi si arrabbia è quella che mesi fa, per l’ennesima volta, dopo uno scempio durato mesi, ha deciso di assecondare la proprietà più scarsa della storia. E scarsa non è offensivo. Scarsa perché è quella che ha ottenuto i risultati peggiori, un record di ben quattro anni di Serie D.

E’ la stessa piazza che continua a non capirci nulla e che – siamo sicuri – in caso di vittoria a Barcellona Pozzo di Gotto tornerebbe a credere a un qualcosa che difatti non esiste. Perché non è il risultato singolo che conta, e neanche la promozione in Serie C. E’ un fatto più ampio. Ma, come detto, ci siamo anche stancati di ribadirlo.

Reggina-Acireale
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

E così proviamo, per l’ennesima volta, a ripercorrere ciò che accaduto in questi anni, con un filo di amarezza. Ci avevano detto che la colpa era dell’inizio in ritardo, perché si erano insediati a settembre. Poi ci avevano detto che tutto sommato non era andata male (un quinto posto in Serie D, sigh!), che si è arrivati a un passo dal vincere la finale (inutile) playoff. Poi ci avevano detto che il secondo anno sarebbe stato diverso, che si aveva tutta l’estate a disposizione, il ritiro, la preparazione. Poi ci hanno detto che la colpa è degli arbitri, della Vibonese che si “scansa”, di StrettoWeb, di Massimo Ripepi, di Paolo Ficara e di Leggende Amaranto.. E ci hanno anche detto, pure l’anno dopo: “in fondo non è andata male, siamo arrivati a un passo dal primo posto e poi abbiamo vinto i playoff”. Sì, sempre inutili.

Poi ci hanno raccontato: “no, questa volta no. Non ci sono arbitri che tengano, squadre che si scansano”. Per il secondo anno di fila, campioni ad agosto. E ci hanno detto che il problema era l’allenatore (Trocini, ma prima ancora Pergolizzi e prima ancora sempre Trocini), poi che il problema erano alcuni calciatori “non allineati”. Oggi, tra l’altro, abbiamo scoperto che la colpa è di Torrisi, dei cambi, delle sovrapposizioni, del modulo a farfalla e di Oronzo Canà. Ma come: Torrisi non era un fenomeno? Non era Mourinho? Un mese fa, tutti a difenderlo quando ha chiesto ai giornalisti di mentire. Oggi finisce alla gogna, come già successo a Trocini? E’ possibile che in questa Reggina non ci sia un allenatore degno che sia uno? Sono tutti scarsi, è possibile?

Oggi ci hanno anche detto che sarebbero da prendere tutti a calci in culo, pure loro stessi. Non abbiamo ancora sentito, però, “è colpa nostra”. Mai detto, in due anni e mezzo. Anzi, in settimana, il solito DG ci ha tenuto a ribadire quanto sono bravi, quanto sono belli, quello che hanno fatto, quello che hanno detto. Oggi ci hanno anche detto, anzi ci ha detto, lui, il patron, il proprietario, il capo massimo supremo, “perché dovrei chiedere scusa a livello personale?”.

Sì, devono chiedere scusa. E anzi neanche quello oggi basta. Devono chiedere scusa, presentarsi a Palazzo San Giorgio e richiedere scusa, di nuovo, insieme a Paolo Brunetti, colui che gli ha consegnato questo giocattolo e che fino a qualche settimana fa passeggiava insieme a loro sul prato del Granillo. Poi, tutti insieme, dovrebbero trovare il tempo – perché di tempo da ora ce n’è, siamo a fine marzo – per trovare una soluzione alternativa, una via d’uscita, e farsi da parte. Non “se ci sono le condizioni o se arriva uno ‘vero'”, come ha affermato il capo massimo supremo. Ma dovrebbero farlo a prescindere, risolvendo loro stessi la matassa in cui hanno fatto infilare una città intera. Una città oggi mediocre che “sogna” la sufficienza. E che si ribella a convenienza, per qualche ora, per mezza giornata, prima di tornare a “sognare” il quarto posto in Serie D. Ma sì, che lo diciamo a fare: ci siamo stancati anche di questo.