Iran, PCI e Landini parlano di libertà e condannano gli USA: la sinistra e quel legame malato con dittatori e terroristi

PCI e Landini condannano l'attacco di USA e Israele che ha decapitato il regime dell'Iran: la sinistra non riesce a spezzare il legame con dittatori e terroristi

Incredibile. Ma neanche tanto. La prima sensazione è sempre quella di stupore, poi subentra una seconda fase più lucida in cui ci si rende conto con chi si ha a che fare. E quando si ha a che fare con PCI e CGIL, si realizza facilmente come non ci si possa aspettare niente di diverso. L’attacco organizzato da Stati Uniti e Israele, un prodigio bellico che ha decapitato il regime dell’Iran in maniera rapida e dirompente, eliminando l’Ayatollah Khamenei che da decenni ha fatto regredire il Paese, radicalizzandolo e trasformandolo in una minaccia per i Paesi circostanti, Israele e l’Occidente, è stato fortemente criticato dal Partito Comunista Italiano e dalla CGIL.

Il Partito comunista italiano condanna fermamente, senza sconti l’attacco americano e israeliano all’Iran e ribadisce che in nessun modo e in nessuna occasione è giustificato alcun attacco armato ad uno stato sovrano, in piena violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite“, ha dichiarato il PCI in una nota. In pratica i Comunisti sostengono che una dittatura con arsenale nucleare, che addestra, arma e finanzia terroristi costituendo una minaccia per Israele e i Paesi circostanti, abbia il diritto di continuare a fare quello che vuole rifiutando anche dialogo e negoziati.

La CGIL, invece, si dice “da sempre a fianco delle iraniane e degli iraniani che lottano per la democrazia, la libertà e per i diritti civili“, poi però respinge “l’attacco unilaterale degli USA e di Israele poiché rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale e rischia di innescare una escalation in un momento in cui sono fin troppi i fronti di guerra aperti. Ai morti del regime sanguinario degli ayatollah, rischiano di aggiungersi le vittime di questo nuovo scellerato conflitto. Invochiamo il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno alla diplomazia e al negoziato“.

Qui siamo al trionfo del bipolarismo: Landini è al fianco degli iraniani oppressi, che protestano per abbattere il regime e vengono massacrati in strada con una repressione sanguinaria e feroce, sono privati delle libertà e vivono sotto dittatura, ma quando intervengono gli USA per aiutare il popolo a rovesciare il regime, condannano l’intervento.

Per intenderci, a livello internazionale, i comunisti e Landini si sono schierati dalla parte di Putin (l’ultima persona sulla terra a poter parlare di pace, diritto internazionale, sovranità di un popolo ecc.) e della Cina (fate copia e incolla di Putin, esteso alla Nazione). E non è un pensiero di ‘sinistra’. Perchè il Canada di Carney (sovrapponibile al PD italiano) ha appoggiato gli USA nell’intervento, pur essendo ai ferri corti con Trump. Basta il buon senso, al di là dell’ideologia politica.

PCI e CGIL come avrebbero voluto aiutare il popolo iraniano? Con delle elezioni democratiche sotto dittatura? Facendo cantare i Patagarri al concertone del 1° maggio? Sventolando le bandiere No Ponte? Magari, se proprio la questione va presa seriamente, organizzando uno sciopero (di venerdì, chiaro) e, se resta tempo, boicottando qualche linea ferroviaria?

Intanto che i compagni si prendono il loro tempo per organizzare un’assemblea in un centro sociale, il popolo iraniano fa festa a Teheran e ringrazia USA e Israele (quelli che la sinistra demonizza) per avergli dato una speranza, per aver sradicato una dittatura sanguinaria. Qualcosa che manda in tilt una buona parte della sinistra italiana che quando si parla di Maduro, Putin, Khamenei, Hamas dittature e terroristi filo-comunisti mostra la sua vera natura.