L’abbiamo definita divertente, esilarante, senza filtri, intima. Al punto che, alla fine, Battaglia (e poi si è accodato anche Muraca) ha anche ringraziato StrettoWeb per un confronto sereno e che ha “sciolto un po’ di tensione”. Forse quello che serviva agli stessi candidati, alle prese con giornate frenetiche e in piena campagna elettorale per le Primarie del CentroSinistra a Reggio Calabria. L’intervista tripla realizzata da StrettoWeb ieri, diversa dal solito, voleva andare proprio in questa direzione: far sì che Massimo Canale, Mimmo Battaglia e Giovanni Muraca potessero non prendersi troppo sul serio, raccontandosi anche sulla vita privata ma non nascondendosi sui temi più disparati della politica sia locale che nazionale.
Il confronto, composto da domande e risposte secche e veloci, ha anche fatto emergere il lato caratteriale di ognuno: tagliente e deciso Canale; diplomatico e sempre molto abbottonato Battaglia; solare e pragmatico Muraca. La contesa ha senza dubbio messo in mostra un Canale “battagliero”, in pieno stile avvocatesco, diretto nel punzecchiare gli avversari.
Simpatici i passaggi sul Ponte Calopinace e sul Referendum sulla Giustizia. Interessanti, e indicativi, quelli su alcuni personaggi a livello locale. Su Falcomatà, ad esempio, Canale si è mostrato critico, tanto da definire scherzosamente “ruffiani” gli altri due. Battaglia, non va dimenticato, fu avversario di Falcomatà alle Primarie del 2014. E va anche ricordato che non è mai granché stato “considerato” dall’ex Sindaco, se non nell’ultima parte della sua seconda consiliatura. Con Muraca, altresì, la storia è nota: grandi amici con Falcomatà, hanno fatto parlare di loro dopo le divisioni alle ultime Regionali, con la corsa separata con due “frange” diverse.
Significativi i passaggi su Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro e Giusi Princi. Nessuno dei tre candidati, alla richiesta di un aggettivo su questi personaggi, ha inteso utilizzare termini spregiativi o comunque critici. Anzi, tutt’altro: le parole spese sono state positive, a dimostrazione del consenso – magari solo umano ma in altri casi anche politico – verso dei personaggi più lontani rispetto all’ideologia dei tre intervistati.
La situazione si è fatta ancora più accattivante quando i tre candidati alle Primarie hanno dovuto scegliere tra alcuni personaggi politici del passato e del presente: Berlusconi è stato preferito a Meloni, Bossi a Salvini, tranne che per Muraca, il quale ha scelto – seppur a fatica – l’attuale Ministro. Questo denota un’indicazione: oggi fanno “paura” Meloni e Salvini, ma si tende a dimenticare quello che 15-20 anni fa erano Berlusconi o Meloni, da loro stessi considerati il “male assoluto”.
Indicative però anche le risposte riguardanti i vari Schlein, Conte, Renzi. Giudizio fortemente negativo sull’attuale leader del PD, al netto di un Battaglia che – e lo fa notare – non avrebbe potuto scegliere altrimenti. Molto più positivi i giudizi su Renzi; su Conte, invece, poco da salvare. Per rinfrescare la memoria, ripostiamo l’intervista integrale dove ognuno può farsi l’idea che ritiene più adatta.



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