C’è qualquadra che non cosa

Nella narrazione della sinistra per la guerra in Iran c'è qualquadra che non cosa. Contraddizioni, bipolarismi, tutto e il contrario di tutto

Dal 28 febbraio scorso deve essermi successo qualcosa. Il giorno in cui il raid operato dagli USA e da Israele ha dato, di fatto, inizio alla guerra in Iran, qualcosa deve avermi fatto cambiare piano della realtà spostandomi in una dimensione parallela dell’Italia in cui viene detto tutto e il contrario di tutto; in cui le stesse persone che prima prendevano una posizione netta e decisa, oggi sono letteralmente all’opposto; gente che non trova l’Egitto sulla cartina geografica che chiama fascisti chi dal fascismo li ha liberati, e guerrafondai chi la guerra non la sta facendo.

Davanti a tutto quello che viene detto sulla guerra in Iran mi sono chiesto: “sono pazzo io, o stanno impazzendo tutti?“. Una crisi d’identità che neanche Pirandello, una verità relativa e multiforme, il teatro dell’assurdo al suo massimo livello. C’è più di qualcosa che non quadra. Anzi, è ben più ingarbugliato il tutto… c’è qualquadra che non cosa.

La guerra in Iran è illegale: ma esiste una guerra legale?

Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente del dibattito intorno alla guerra in Iran, nonché cavallo di battaglia della sinistra, è che la guerra in Iran sia illegale. E meno male. Non so voi, ma io una guerra “legale” non l’ho mai vista. Riflettendoci poi… che cos’è una guerra legale? Quando una guerra è legale? È sempre questione di punti di vista, di chi attacca e di chi viene attaccato. Per la sinistra la guerra legale sarebbe quella in Ucraina, ma chiedetelo a Putin se è legale o meno: vi risponderà di sì.

Donald Trump ha fatto campagna elettorale contro i democratici guerrafondai che con Obama e Biden hanno compiuto diverse operazioni militari in giro per il mondo: quelle erano guerre legali? Mentre quella fatta da Trump contro l’Iran, a un passo dall’atomica, nemico dell’Occidente, che grida morte all’America, che vuole distruggere Israele, che finanzia i terroristi (Hamas e la strage del 7 ottobre, Hezbollah, Houthi), volete farmi credere che sia una guerra meno legale?

Per altro, tornando al parallelismo Ucraina-Iran: sappiamo tutti che senza Trump e gli USA, l’Ucraina capitolerebbe nel giro di poche settimane. Quindi, è logico pensare che essendo pro Ucraina e anti-Putin, si è anche pro Trump e Stati Uniti. Ora, seguendo la stessa logica: come fa la sinistra a essere pro-Trump in Ucraina e contro Trump in Iran?

Ma soprattutto, se il PD è a favore del sostegno in Ucraina, mentre il M5S è contro, come pretende il centrosinistra di governare l’Italia con divisioni del genere all’interno del “campo largo”?

Iran Khamenei Trump
Foto di Bilawal Arbab / Ansa

Il diritto internazionale… non esiste

Un altro degli assi nella manica della sinistra, preso dal mazzo in cui sono contenuti anche i celebri “fascismo”, “venga in Parlamento“, “genocidio” e “fascismo” (serve sempre una seconda copia), è quello del diritto internazionale. Su StrettoWeb, nei giorni scorsi, abbiamo spiegato come il concetto di “diritto internazionale” non esiste attraverso un editoriale molto approfondito.

Mi sono chiesto cosa voglia dire “non rispettare il diritto internazionale” e in che modo USA e Israele non lo abbiano fatto. L’Iran non rispetta il suddetto diritto internazionale da anni, si basa su un regime terrorista e radicalizzato che addestra e arma gruppi estremisti contro l’Occidente, aveva superato i livelli di uranio utili per scopi puramente civili ed energetici, puntando chiaramente a una bomba atomica che non avrebbe tenuto in vetrina, ma avrebbe sganciato al momento opportuno su Israele.

A tragedia compiuta, con milioni di morti, una devastazione storica e insanabile, il suddetto “diritto internazionale” avrebbe acconsentito a Israele di rispondere all’Iran stesso che non rispetta il diritto internazionale? Non so con quale faccia un Capo di Stato, degno di questo ruolo, davanti a una tale minaccia sbandierata ai quattro venti da chi, da anni, dichiara più volte di volerti cancellare dalla faccia della terra, sarebbe rimasto ad aspettare, magari pregando e sperando che non succedesse nulla.

E qui la sinistra riesce a fare un backflip che nemmeno alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina nello snowboard. Ieri, Giorgia Meloni, nel suo discorso di ieri al Senato, ha parlato di violazione del diritto internazionale per l’attacco di USA e Israele. Una posizione che stride con la narrativa filotrumpiana, dell’amicizia e del servilismo verso gli USA, della destra guerrafondaia.

Giuseppe Conte, quello che Trump chiamava “Giuseppi”, l’amico italiano, come fa oggi a criticare “Meloni amica di Trump“, quando Meloni se ne distacca; “Meloni guerrafondaia“, quando ha più volte detto e ribadito che l’Italia non è in guerra e non vuole entrarci; “Meloni piegata al volere degli USA“, quando il premier non ha concesso le basi agli Stati Uniti (che nemmeno le hanno chieste)?

Giuseppe Conte
Foto di Fabio Frustaci / Ansa

Avete un mandato?

Avete presente quando nei film spunta la polizia a casa di qualcuno per una perquisizione, e quel qualcuno, spesso tutt’altro che uno stinco di santo, pronuncia la celebre frase: “avete un mandato?“. Ecco, per tornare al concetto di “guerra legale”, la sinistra parla di mandati Onu e NATO per giustificare o meno la legittimità di un conflitto.

Premesso che oggi avere un mandato Onu, con Cina e Russia che possono porre il veto (con la possibilità di respingere ogni risoluzione anche senza avere la maggioranza) è utopia. Premesso che avere l’ok da tutti i membri NATO, che faticano a muoversi per l’Ucraina, che sono incerti nell’intervento difensivo per Cipro, con soggetti come Sanchez che si ergono a campioni di pace e democrazia (e immobilismo), sarebbe impossibile per gli USA.

Premesso che ci sono già state guerre “senza mandato” come la Seconda Guerra del Golfo in Iraq nel 2003, la risposta ai fatti dell’11 settembre.

Premesso tutto ciò, la cosa che mi chiedo è: ma la sinistra ha problemi di memoria? Nel 1999, quando Bill Clinton usò le basì italiane per bombardare la ex Jugoslavia, il governo D’Alema, con Giorgio Napolitano ministro dell’Interno (entrambi di sinistra, se qualcuno se lo stesse chiedendo), concesse le basi agli americani invocando la “guerra umanitaria”, senza passare dal Parlamento e senza aspettare alcun mandato. Al governo c’erano loro e hanno fatto ciò che oggi criticano (e che non succede!).

Ma sembra solo a me che quando americani e italiani sono di sinistra (D’Alema e Clinton), sia tutto lecito, mentre quando sono di destra (Trump e Meloni) sia tutto illegale, siano guerrafondai e complici di morte e distruzione?

P.s. Meloni avrebbe tutto il diritto di appoggiare questa guerra, ma ne vuole restare fuori, non ha concesso le basi agli USA e ieri l’Iran ha anche attaccato una base italiana ad Erbil! Chissà a chi avranno chiesto il mandato…).

Foto StrettoWeb / Simone Pizzi

La democrazia esportata con le bombe non funziona: l’Italia libera e democratica esiste grazie a quelle bombe

La storia insegna: la democrazia non si esporta con le bombe“. Non so Elly Schlein quanto seguisse le lezioni di storia a scuola, ma una frase del genere, pronunciata dal leader dell’Opposizione che vorrebbe spiegare a chi è al governo come mandare avanti il Paese, o peggio prenderne il posto, fa rabbrividire.

In Italia in particolare, in generale in Europa, l’intervento militare Alleato ha cambiato le sorti della Seconda Guerra Mondiale proprio con le bombe. È la nostra storia, sono le nostre radici. Quelle bombe hanno portato libertà e democrazia e non erano bombe contro l’Italia, non erano bombe che puntavano al ‘genocidio’ italiano.

Erano bombe contro il regime fascista, contro l’occupazione nazista. Bombe che facevano paura sì, ma in cui la popolazione vedeva la speranza di un futuro libero. E quindi, perchè gli italiani di ieri sono diversi dagli iraniani di oggi? Gli stessi iraniani che invocano l’aiuto degli USA (sembra un ossimoro).

Fra le file della sinistra, quelli stessi politici che oggi si professano antifascisti, chiamano fascisti gli americani che hanno sconfitto il nazi-fascismo e chiamano fascisti gli ebrei che hanno subito gli orrori dei campi di sterminio, sono figli e nipoti di quell’Italia nata dalla democrazia esportata con le bombe. Sono una contraddizione vivente e parlante.

Schlein
Foto di Fabio Cimaglia / Ansa

O il condizionatore o l’Ucraina: ma guai a scegliere tra benzina e Iran

Quattro anni fa ho sudato per tutta l’estate. Lo confesso. Nonostante il caldo torrido di Reggio Calabria, quando Mario Draghi ha pronunciato la frase “preferite il condizionatore acceso o la pace in Ucraina?“, ho spento tutto per mostrare il mio sostegno a Kiev. L’allora governo di unità nazionale disse che l’aumento del costo dell’energia era un piccolo prezzo da pagare per arrivare alla pace in Ucraina, un sacrificio morale ed economico per il bene superiore degli ucraini.

Oggi che la benzina oscilla intorno ai 2 euro, con al governo l’unico partito che 4 anni fa era all’opposizione, la sinistra mi ha detto che non devo fare alcun sacrificio per gli iraniani, che devo protestare per gli aumenti e magari prendermela anche con Occhiuto (questo me l’ha suggerito Falcomatà in un VIDEO).

Quando la guerra la faceva la sinistra, l’Ucraina aveva bisogno di aiuto e c’erano dei costi da sostenere, se la guerra la fa la destra, l’Iran non ha bisogno di aiuto e i costi non sono ammessi. La sinistra che all’epoca ci imponeva di essere filo-americani, oggi ci dice che dobbiamo essere contro gli americani. La stessa sinistra che ha detto no all’energia nucleare, alle centrali a carbone e ci ha vincolato a Paesi come Iran, Bahrain, Algeria, Russia costringendoci a scambiare l’autonomia energetica con la sofferenza per ogni situazione di instabilità in questi scenari fragili e mutevoli.

Il tutto, mentre Bonelli, verde per eccellenza, non trova l’Egitto sulla cartina geografica in diretta tv ma cerca di parlare di spiegare al governo la posizione da prendere in politica internazionale.

Vedono dittatori ovunque, tranne dove ci sono davvero

Meloni ha definito la sinistra “strabica” alla Camera. Non sono un oculista, ma ho la sensazione che sia anche miope. PD e compagni si preoccupano della “deriva” fascista del governo, vedono dittatori ovunque, tranne dove effettivamente ci sono. Povero Maduro, povero Khamenei, oppressori che governavano Venezuela (da 13 anni) e Iran (da 37 anni) fregandosene altamente di ogni legge sull’alternanza democratica. Ma guai se Trump dovesse ottenere il terzo mandato. E non lo otterrà mai, essendo anti-costituzionale.

Chi conosce bene Trump dice: “va preso sul serio, ma mai alla lettera“. Il presidente USA stuzzica spesso in merito all’idea di un terzo mandato alla guida del Paese, ma sa che questa eventualità non può verificarsi. Nei giorni scorsi, durante un congresso del partito repubblicano, ha chiesto ai presenti se preferissero Vance o Rubio come suo successore. Trump sta pensando a come riaffermare valori fondamentali degli Stati Uniti, quali libertà, civiltà e democrazia, anche nel resto del mondo libero, mentre vengono erosi lentamente da Cina e Russia. E in questo, la sinistra ci vede il germe di una dittatura.

Questa guerra finirà quando l’Iran sarà filo-occidentale: donne libere di mettere la minigonna e di togliere il velo, come accadeva prima della rivoluzione; omosessuali che possono baciarsi in pubblico senza paura di essere torturati e impiccati; israeliani e iraniani nuovamente amici; possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso senza paura della repressione; stampa libera. Tutti argomenti che stanno a cuore alla sinistra che però critica l’intervento di USA e Israele.

Basterebbe ascoltare gli iraniani

In fin dei conti, mi sono detto, basterebbe ascoltare il popolo per avere il quadro della situazione. Gli ucraini odiano Putin, non si sentono russi, si sentono invasi nella loro legittima sovranità, vogliono difendersi, chiedono aiuto ed è giusto che vengano difesi. Gli iraniani sono contro il regime per la stragrande maggioranza. In molti non possono manifestare il proprio pensiero, in tanti sono morti per farlo, altri sono dovuti scappare all’estero per vivere una vita libera dall’oppressione. Al di fuori dell’Iran, l’intervento americano è stato benedetto: fioccano immagini e video di ringraziamenti a Donald Trump e Netanyahu, figure demonizzate dalla sinistra.

Com’è possibile? Com’è possibile che gli iraniani, quelli che ricevono le bombe, ringrazino USA e Israele, mentre la sinistra li incaselli nella parte dei cattivi? Ricorda un po’ il video del sindacalista CGIL che vuole spiegare al ragazzo venezuelano perchè sbaglia a festeggiare l’arresto del dittatore Maduro che per anni ha vessato il suo Paese. Siamo alla follia.

Il problema non sono gli americani nel 2026, ma chi per 40 anni ha lasciato gli iraniani nella morsa di una dittatura che ha oppresso, represso, negato e radicalizzato la sua popolazione nel silenzio di chi si professa dalla parte di libertà e giustizia e che oggi ostacola quelle stesse libertà e giustizia. È davvero tutto sbagliato.

Per tornare al Pirandello di inizio articolo: “così è” (se alla sinistra pare).