Vannacci si schiera e la sinistra prende una scoppola clamorosa: così il centrodestra vola verso il 50%

Roberto Vannacci sostiene il governo nel voto di fiducia sul Dl Ucraina, sinistra delusa dal mancato appoggio dell'ex generale che resta saldamente a destra. Secondo i sondaggi, il centrodestra potrebbe volare oltre il 50% con il suo apporto

Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare“. Con queste parole Roberto Vannacci, ex vicesegretario della Lega e oggi alla guida di Futuro Nazionale, ha chiarito la sua posizione non soltanto in merito al Dl Ucraina, ma anche al possibile ‘equivoco’ sul suo schieramento politico.

Ora, che Vannacci potesse schierarsi a sinistra sarebbe stato alquanto improbabile in ogni caso, ma all’Opposizione speravano di accoglierlo in una visione di insieme anti-Meloni, provando ad alimentare una possibile insoddisfazione dell’ex generale dei parà verso l’esecutivo. Del tipo: tu non piaci a me e io non piaccio a te, ma entrambi non piace Salvini. E Salvini magari non piacerà a entrambi, ma Vannacci ha scelto da che parte stare.

L’ex militare non ha solo confermato di essere un interlocutore del centrodestra, ma ha anche risposto per le rime alla sinistra e alle illazioni sulla sua collocazione politica: “ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti“. E ancora: “non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità“. Che scoppola.

I sondaggi politici: Vannacci toglie… sì, al centrosinistra

Nei giorni scorsi, quando si è consumato lo scisma interno alla Lega, si è parlato tanto di quanto potesse pesare politicamente Futuro Nazionale. Le stime di SWG per La7 parlano di un 3.3%. Gli esperti della sinistra hanno preso le calcolatrici, studiato modelli matematici, aperto il manuale della giovane marmotta socio-politica e hanno argomentato sui dati: FdI perde l’1.1%, la Lega lo 0.9%, Forza Italia lo 0.2%. E l’Opposizione gongolava già, sperando di incamerare quei voti e sfruttare le divisioni della destra, magari con Vannacci che potesse portare con sé una fetta degli astenuti/delusi del centrodestra.

Da anni, il PD giustifica i propri fallimenti elettorali, nazionali, regionali o cittadini, dando la colpa all’astensionismo (che magicamente scompare quando vince). Il giochino è facile: “abbiamo perso perchè in tanti non votano, se votassero vinceremmo“. A parte che le elezioni funzionano così e, in secondo luogo, essere incapaci di far votare un elettore fra gli astenuti, che a sinistra sono sicuri voterebbe per loro (non si sa secondo quale logica), è doppiamente una sconfitta perchè chi voterebbe PD, M5S, Alleanza Verdi-Sinistra e non lo fa, restando a casa, vuol dire che non è stato convinto dal programma dei suddetti e preferisce tenere Meloni al governo.

Attualmente, con Vannacci nel centrodestra, lo scenario pronosticato dal PD, oltre a naufragare miseramente, sarebbe ben peggiore: la Maggioranza arriverebbe al 49.6 % (30.1% Fratelli d’Italia, 8.4% Forza Italia, 6.6% Lega, 3.3% Futuro Nazionale, 1.2% Noi Moderati), secondo i dati di SWG in una settimana di trend negativo un po’ di tutti i partiti. E se Vannacci dovesse far presa sugli astenuti? Ecco che il centrodestra potrebbe scollinare ben oltre il 50% bruciando anche la scusa per eccellenza del PD.