Vannacci, l’Avvocato reggino Mazzuca: “deluso quando ho saputo del suo ingresso in Lega. E dopo la presentazione del libro non mi ha neanche ringraziato” | INTERVISTA

L'intervista all'Avvocato reggino Alfonso Mazzuca, organizzatore dell'evento di presentazione del libro di Roberto Vannacci a Reggio Calabria

L’uscita dalla Lega di Roberto Vannacci è uno dei temi caldi, a livello nazionale e politico, delle ultime ore. Vannacci era stato anche a Reggio Calabria, circa due anni fa, per presentare il libro “Il Mondo al Contrario”, quello che lo ha reso famoso e che gli ha spianato poi la strada per la politica. Per l’occasione, la redazione di StrettoWeb è andata a contattare proprio chi aveva organizzato l’incontro, l’Avvocato reggino Alfonso Mazzuca, che ha tenuto subito a precisare alcuni concetti: “non mi interessa la politica, non ho tessere di partito. Quando lo presentai, nel corso dell’evento di presentazione del suo libro, dissi che avevo organizzato l’incontro per presentare il Generale, per farlo parlare e proprio perché all’epoca non faceva parte di nessuna coalizione politica. Dissi espressamente: ‘se Vannacci appartenesse a qualsiasi coalizione, io non sarei qui'”.

Quindi l’Avvocato reggino fa intendere, anzi lo dice chiaramente, di essere rimasto infastidito dal successivo passaggio in Lega: “io l’ho affiancato all’evento, era in difficoltà, e mi sono sentito di farlo perché sono un paracadutista come lui. Ma poi ci siamo salutati e io conservo il suo numero di telefono. Quando ho saputo che è entrato nella Lega, sono rimasto deluso, perché ho capito che non era la persona che mi aspettavo. Ai tempi già si parlava di un suo possibile ingresso nella Lega, ma io glielo dissi: ‘non entrare in quel partito’. Personalmente a me la Lega non piace, io sono un meridionalista”.

Ci tiene a ribadire, l’Avvocato, che l’organizzazione di quell’evento è staccata dalla politica e dalla sua scelta attuale: “a me non frega niente di queste cose, non faccio politica. A quell’evento è venuto, è stato mio ospite alle condizioni che gli ho detto, ha avuto una sala grande a disposizione grazie a me. Poi ha finito, se n’è andato e non mi ha neanche ringraziato. Ma a me non importa: io le cose le faccio perché mi sento di farle. All’epoca Vannacci era un Generale in difficoltà che aveva servito la patria, ma non c’era politica. Il futuro col nuovo partito? Per quello che ne capisco, non lo valuto più del 3% in termini di consensi”, ha aggiunto.