“La nostra città sta attraversando uno dei periodi più complessi per via delle criticità, che opprimono la popolazione in assenza di servizi adeguati, relegano la posizione nelle graduatorie di tutte le classifiche nazionali agli ultimi posti, contrastano la possibilità di far rimanere qui i giovani e quella di un loro ritorno”. E’ quanto afferma il dott. Saverio Giuseppe Laganà che si definisce “politico per passione“. “Alla luce di questa amara riflessione, l’unica cosa che ancora sostiene una parte della città, quella che non si vuole arrendere, quella che lotta ogni giorno sui diversi fronti è la speranza nelle prossime elezioni comunali. La speranza di poter voltare pagina con questa amministrazione ed avere finalmente una persona che governi Reggio con amore e passione”, evidenzia Laganà.
“Quelle doti che abbiamo conosciuto in tempi non lontani e che avevano favorito la crescita della nostra Reggio e la sua proiezione verso traguardi impensabili prima. Pertanto noi che ci confronteremo democraticamente nella prossima tornata elettorale abbiamo un compito non di poco conto. Quello di iniziare a creare un clima diverso, di confronto e non di scontro, di proposizione e non di opposizione”, rimarca Laganà.
Il caso Castorina
“Purtroppo è notizia di ieri che alla città Metropolitana sia stato nominato come Capo di Gabinetto un consigliere comunale noto alle cronache giornalistiche ed a quelle giudiziarie per essere in attesa di processo per presunti reati commessi nella qualità di consigliere. Ovviamente siamo tutti coscienti che in Italia si è colpevoli dopo tre gradi di giudizio, ma da un punto di vista morale un amministratore rinviato a giudizio, dopo un periodo di arresti domiciliari, un altro di obbligo di dimora fuori dal Comune di Reggio, costretto a stare lontano dall’aula Consigliare per la Legge Severino prima dell’abrogazione e soprattutto per essere uno degli amministratori che ha voluto ed approvato il famoso “Codice Etico” secondo cui, chi avrebbe ricevuto solo un avviso di garanzia si sarebbe dovuto dimettere. Beh adesso abbiamo veramente superato il limite. Il limite di sopportazione da parte dei cittadini. Il limite di tolleranza politica da parte dei partiti tutti. Il limite anche forse da parte dell’autorità preposta nel consentire la spavalderia di chicchessia a sbeffeggiare la legge”, conclude Laganà.




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