“Caro mister, oggi sono tutti dalla sua parte, ma vedrà come alla prima occasione saranno pronti a scaricare pure lei. E’ già successo con Trocini. Pensi, è successo anche con Inzaghi”. Lo scrivevamo, su StrettoWeb, lo scorso 9 febbraio. Sono passate solo due settimane. In realtà, pensavamo (e speravamo, perché avrebbe significato “crisi messa alle spalle”) passasse molto più tempo. E invece no, nulla, solo due settimane. Dopo appena due settimane, si è verificato quanto scritto il 9 febbraio: hanno scaricato mister Torrisi. I tifosi della Reggina hanno trovato in mister Torrisi il capro espiatorio. Gli strenui difensori della società, si intende. Quelli per cui la colpa non è mai di Ballarino, di Praticò, di Minniti e di chi li ha scelti.
La colpa è oggi di Torrisi, ieri di Trocini e Pergolizzi, ma anche di Montalto, Blondett, Barranco, Rajkovic e tanto altro ancora. Ma, come scritto in altro articolo, prendersela oggi con Torrisi è da folli, come lo era in passato per tutto il resto. Gli allenatori cambiano – e in due anni e mezzo ne sono cambiati ben tre – così come i calciatori, eppure i responsabili del disastro sono là, sempre loro, sempre uguali, da settembre 2023 a oggi. Forse, se qualsiasi allenatore passa da Reggio Calabria oggi – chi ha fatto la Serie C e chi la Serie D l’ha già vinta (Pergolizzi a Palermo, Torrisi a Trapani) – non riesce a cavare un ragno dal buco, una domanda la si dovrebbe porre.
E invece è troppo facile scaricare la colpa all’allenatore. Al modulo, a chi lascia fuori, al cambio tardivo, all’atteggiamento, agli alieni, alle scie chimiche e al 5G. Oggi lo scaricano, i tifosi della Reggina, ma fino a due settimane fa era un vero e proprio Dio. Poteva dire qualsiasi cosa, mister Torrisi, persino chiedere alla stampa di “mentire”. Poteva. E tutto gli era dovuto. Oggi, dopo due settimane, è già tutto svanito. Il problema è diventato lui. Caro mister, noi glielo avevamo detto.



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