Messina: in consiglio comunale ok al regolamento sulle spese legali, il Pd protesta per la mancata trattazione degli altri punti

Il Comune di Messina ha approvato, con 20 voti favorevoli, 1 contrario e nessun astenuto, la proposta di delibera n. 1 dell’8 gennaio 2026 che introduce il nuovo regolamento sul patrocinio legale e sul rimborso delle spese legali per dipendenti e amministratori

Il Comune di Messina ha approvato, con 20 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto, la proposta di delibera n. 1 dell’8 gennaio 2026, relativa all’obiettivo 2025 – SEIMP 03, che introduce il nuovo regolamento sul patrocinio legale e sul rimborso delle spese legali per dipendenti e amministratori dell’ente. Il provvedimento disciplina le modalità con cui il Comune potrà garantire assistenza legale o rimborsare le spese sostenute da dipendenti e amministratori coinvolti in procedimenti civili, penali o contabili per fatti connessi all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali. Il regolamento stabilisce criteri precisi per l’accesso al beneficio. L’iniziativa punta a garantire maggiore chiarezza normativa e tutela per chi opera nell’interesse dell’ente pubblico.

16 emendamenti

Non è stato semplice approvare la norma presentata dall’assessore Cicala. La massima assise comunale, convocato per la tarda mattinata odierna, è stata sospesa per via della presentazione di 16 emendamenti (alcuni dell’opposizione, altri dello stesso membro dell’amministrazione Basile). L’interruzione si è resa fondamentale per esprimere i vari pareri sugli emendamenti dagli uffici competenti. Il consiglio comunale è poi ripreso intorno alle 19:40 con la votazione delle varie norme presentate anche se non sono mancati momenti di tensione sui vari punti.

Il voto contrario del Pd

Non sono trattati gli altri due punti all’ordine del giorno (mozioni consiliari sulle “Misure per fronteggiare la povertà alimentare – Welfare di prossimità – Richiesta di adesione del Comune di Messina al progetto di Reddito Alimentare” e sulla “Condanna violenze in Iran”) suscitando l’ira del gruppo del Partito Democratico ed il voto contrario al rinvio dei suddetti punti.