Messina, Gioveni sulla riqualificazione della tranvia: “troppe le incognite senza risposta”

Messina, Gioveni: "i lavori di riqualificazione della tranvia procedono molto a rilento rispetto ai tempi previsti"

Libero Gioveni, nella qualità di consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Messina, ha presentato un’interrogazione al sindaco Basile, al vicesindaco Mondello ed al presidente di Atm Carla Grillo, sui lavori di riqualificazione della tranvia. “La data del 17 marzo 2025 rappresenta ormai la classica linea di demarcazione temporale fra la “Messina col tram” e la “Messina senza il tram”, proprio perché in quella giornata il servizio di trasporto su rotaia in città venne totalmente interrotto per consentire l’avvio dei lavori di riqualificazione e ammodernamento dell’infrastruttura tranviaria affidati all’impresa “Ingegneria Costruzioni Colombrita s.r.l.”. Eppure, agli occhi dei cittadini messinesi, pur essendo trascorso ormai quasi 1 anno dalla sospensione del servizio, la presenza di uomini e mezzi nella sede tranviaria sembra tuttora una chimera, o quanto meno, in tema di produttività, di ritmi lavorativi di certo se ne aspettavano di molto più serrati e frequenti”, rimarca l’interrogazione di Gioveni.

“Ora, al netto dei paradossi che tuttora animano il dibattito in città per i quali credo ormai sia superfluo chiedere spiegazioni in virtù dei mancati riscontri sia formali che sostanziali (per esempio l’acclarata inutilità di vedere ancora accesi i semafori in alcuni incroci con la tranvia che impediscono il libero transito dei veicoli nonostante l’assenza del tram), lo scrivente, con la presente, intende invece focalizzare soprattutto l’attenzione su altri aspetti che meritano certamente un approfondimento e quindi, da parte di codesta Amministrazione, le necessarie risposte”, evidenzia Gioveni.

“Il riferimento è in particolare all’appalto della manutenzione della tranvia che ATM S.p.A. aveva affidato sempre alla medesima impresa “Ingegneria Costruzioni Colombrita s.r.l.”, la cui aggiudicazione però, a causa di una sentenza del Tar, è stata annullata a favore dell’impresa “Begen Infrastrutture s.r.l.”, che però, dal canto suo, non ha assorbito le maestranze perseguendo l’esercizio della clausola sociale. Attualmente, quindi, nei circa 7 km. di tranvia oggetto di intervento si registrano due condizioni o incognite:

1. i lavori di riqualificazione della tranvia procedono molto a rilento rispetto ai tempi previsti, con buona pace dei cittadini messinesi che non si capacitano di questi ritardi e che certamente, col senno di poi, avrebbero potuto usufruire di una parzializzazione del servizio o, addirittura, attraverso delle deroghe, utilizzare parzialmente e provvisoriamente la corsia del tram per circolare col proprio mezzo, quanto meno nei tratti con più intensità di traffico;

2. risulta in atto, oltre al vigente appalto relativo alla riqualificazione e ammodernamento della tranvia, anche quello della manutenzione (ma con 4 delle 6 unità di personale totalmente inoccupate da più di 1 anno), ingenerando peraltro una apparente incongruenza relativa ad un servizio di manutenzione che al momento, al netto di possibili interventi correlati alla futura riattivazione del tram, risulterebbe rivolto ad una infrastruttura totalmente fuori esercizio”, sottolinea Gioveni.

“Pertanto, in virtù di quanto sopra esposto, il sottoscritto consigliere comunale

I N T E R R O G A

le SS.LL. in indirizzo al fine di conoscere, ognuno per la parte di propria competenza:

1. i motivi degli evidenti ritardi nella tabella di marcia dei lavori di riqualificazione della tranvia;
2. che genere di attività sono state completate finora, quali quelle ancora in corso e quali invece le attività previste a stretto giro;
3. se sia oltremodo giustificabile il fatto di mantenere un servizio di manutenzione in una sede tranviaria inattiva da quasi 1 anno con conseguenti (e presumibilmente inutili) costi a carico della collettività;
4. quanto costa attualmente ad ATM S.p.A. il predetto servizio di manutenzione della tranvia;
5. i motivi per i quali, in virtù del mantenimento del servizio di manutenzione, non sia stato adottato il sistema della clausola sociale a garanzia dei livelli occupazionali;
6. come si intendono tutelare i predetti livelli occupazionali atteso il “silenzio” di codesta Amministrazione alle sollecitazioni provenienti dagli stessi lavoratori o da chi in sede legale li rappresenta;
7. se non ritengano che l’attuale confusione o condizione in cui si ritrova ATM S.p.A. nella gestione della tranvia, possa causare dei futuri contenziosi con conseguenti aggravi di costi a carico dell’azienda”, conclude Gioveni.