Un appuntamento da non sbagliare, visto in tutto il mondo, si stima da circa 2 miliardi di persone. L’Italia ha risposto presente, riscuotendo applausi all’unanimità. E no, non era per nulla scontato, il rischio di dare uno ‘brutto spettacolo’, di passare dal genio artistico al pacchiano, è sempre dietro l’angolo. E la figuraccia è in mondovisione, non si cancella. Chiedere alla Francia per le Olimpiadi estive, ma ci arriveremo.
Riflettori accesi sulle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, le prime della storia diffuse (in due città). Ben 93 nazioni, che si cimenteranno in 116 competizioni per 16 sport, hanno sfilato fra Milano e Cortina in vere e proprie passerelle di ghiaccio.
L’eleganza, infatti, o meglio l’armonia, è stato il filo rosso che ha animato l’intera cerimonia. Il tutto, rigorosamente, secondo i canoni del Made in Italy. Claudio Coviello e Antonella Albano, ballerini de La Scala di Milano, si sono esibiti portando in scena “Amore e Psiche“.
L’attrice Matilda De Angelis, versione dirigente d’orchestra, ha guidato l’inizio della cerimonia insieme a delle maschere raffiguranti i grandi compositori italiani. Omaggio carico di brio e nostalgia quello a Raffaella Carrà, simbolo della creatività italiana, musicale e artistica, conosciuta in tutto il mondo.
La prima esibizione canora è stata affidata a Mariah Carey che ha cantato “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, in italiano. Successivamente, l’omaggio al tricolore con tre file di modelle in verde, bianco e rosso e la top model Vittoria Ceretti con il vessillo nazionale consegnato al corpo dei Corazzieri. Per restare in tema nazionale, spazio anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un simpatico sketch nel quale è arrivato a San Siro su un tram guidato da… Valentino Rossi.
Inno Nazionale affidato a Laura Pausini: un’esibizione potente, grazie alla voce strepitosa della cantante simbolo della musica italiana nel mondo che ha emozionato i circa 80.000 presenti. Spazio anche alla poesia con Pierfrancesco Favino che ha declamato “L’Infinito” di Leopardi.
La musica di Mace e i fuochi d’artificio ad accendere i fuochi Olimpici hanno dato il via alla sfilata di tutte le delegazioni: si parte come sempre dalla Grecia, culla delle olimpiadi, poi tutte in ordine alfabetico, con fino all’ultimo spot dedicato all’Italia padrona di casa, con i 4 portabandiera (un record): Federico Pellegrino, Arianna Fontana (a Milano) e Amos Mosaner e Federica Brignone (a Cortina).
E ancora gli spettacoli di Sabrina Impacciatore in viaggio fra le olimpiadi e quello di Brenda Lodigiani fra la tipica gestualità italiana. La cerimonia delle bandiere, i discorsi istituzionali e l’annuncio di Sergio Mattarella: le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno ufficialmente inizio!
E ancora le note del “Nessun Dorma” di Bocelli e alla poesia di Gianni Rodari declamata da Ghali. Il messaggio di pace di Charlize Theron che cita Mandela. L’inno Olimpico eseguito da Cecilia Bartoli e Lang Lang. Samantha Cristoforetti che apre le Olimpiadi italiane allo spazio. Due i bracieri olimpici accesi: uno all’Arco della Pace a Milano da Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, l’altro da Sofia Goggia a Cortina. Una doppia prima volta unica.
La lezione alle Olimpiadi di Parigi 2024
Una cerimonia perfetta quella delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, armoniosa, elegante, artistica. Tutto è stato al posto giusto, un’aura glamour che non è sembrata di plastica ma ha reso omaggio allo stile italiano, una cerimonia divertente e dinamica fra le due città (novità assoluta). L’Italia non si è dovuta snaturare, non si è piegata a nessuna moda del momento, non ha ricercato lo shock artistico.
Una vera e propria lezione, sotto tutti i punti di vista, alla Francia e alle Olimpiadi estive 2024. Una cerimonia “non all’altezza” quella di Parigi, fra drag queen, rappresentazioni blasfeme, forzature LGBTQI+ e un continuo rimando a inutili riferimenti woke grotteschi e fuori contesto. Una figuraccia per la quale la Francia dovette pure chiedere scusa. Chissà che Macron, oggi stranamente assente, abbia preferito evitare il confronto.















































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