In un momento di forte tensione geo-politica fra Israele e Iran, la misteriosa morte di Dana Eden, produttrice e ideatrice della serie tv “Teheran”, rischia di aggiungere benzina sul fuoco. La donna, di origini israeliane, è stata trovata morta nella sua stanza d’albergo ad Atene, con a fianco delle pillole. L’ipotesi più accreditata per gli inquirenti greci è quella del suicidio, ma sul corpo sono stati trovati lividi sul collo e sugli arti della vittima che lasciano pensare a una possibile violenza subita. Dall’autopsia emergeranno maggiori informazioni.
Nell’attesa, la casa di produzione chiede “di astenersi dal pubblicare speculazioni non verificate e ad agire in modo responsabile e sensibile. Questo è un momento di grande dolore per la famiglia, gli amici e i colleghi. Chiediamo che la dignità di Dana e la privacy dei suoi cari siano rispettate“. Un appello caduto nel vuoto. Sono già iniziate a circolare alcune possibili speculazioni su un coinvolgimento dell’Iran nella vicenda.
La trama della serie tv, pubblicata dall’emittente israeliana Kan 11 e distribuita in tutto il mondo da Apple Tv+, offre parecchi spunti. È la storia di Tamar Rabinyan, ragazza iraniana cresciuta in Israele, che di lavoro fa la hacker per il Mossad. L’agenzia di spionaggio dello Stato ebraico le affida la missione di tornare in patria e manomettere una centrale elettrica, ma le cose non vanno per il verso giusto.
È la prima serie tv israeliana premiata agli International Emmy Award. Un successo mondiale che aveva fatto piovere parecchie critiche sul governo iraniano che, dal canto suo, l’aveva bollata come propaganda di Israele.


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