Reggio Calabria, lo scandalo della scuola “Melissari” una figuraccia a caratteri cubitali: la vicenda diventa un caso nazionale

Ora ne parlano anche a livello nazionale. E' la dimostrazione che la questione ha superato i confini locali e anche quelli regionali. E la città, come sempre, non fa una bella figura

Una figuraccia di carattere nazionale. Il caso della scuola “Melissari” a Reggio Calabria è diventato virale. Ora ne parlano anche a livello nazionale. E’ la dimostrazione che la questione ha superato i confini locali e anche quelli regionali. E la città, come sempre, non fa una bella figura. Anzi. La delibera del Comune, senza preavviso, si è aggiunta alla clamorosa assenza di oggi, nel Consiglio straordinario aperto convocato dalla Dirigente Sonia Barberi nella Sala Monteleone del Consiglio Regionale. Quell’assenza ha scatenato l’ira dei presenti, sia in platea – insegnanti e famiglie – che al tavolo, tra cui l’Assessore Micheli e l’eurodeputato Giusi Princi. Quest’ultima si è arrabbiata, parlando di mancanza di rispetto. E lo ha fatto non da politico, ma da mamma prima e da dirigente poi. La stessa, a fine Consiglio, si è attivata col Prefetto Clara Vaccaro per convocare un tavolo in Prefettura per lunedì 5. Come sempre, c’è chi si impegna e chi si assenta.

Ma, dicevamo, lo scandalo ha raggiunto vette nazionali. A parlarne non è solo la stampa locale, ma anche nazionale, come “La Tecnica della Scuola”, una rivista specialistica nazionale sui temi della scuola. “Ha destato stupore il caso della delibera comunale di Reggio Calabria, volta a sottrarre ai bambini della “Mellissari-Eremo” il loro plesso, assegnato a assegnato appena un anno fa, a gennaio 2025 perché gli stessi bambini sono stati già oggetto di reiterati “sfratti “ da parte dell’Amministrazione comunale, si sperava, per tutto l’intero anno scolastico 2025/2026” si legge in un articolo firmato da Lucio Ficara.

“Il Consiglio di Istituto aperto alle Istituzioni avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, genitori e comunità scolastica per trovare soluzioni condivise e garantire, principalmente il benessere psicologico dei più piccoli. È stata un’occasione persa perché la rappresentanza politica che attualmente governa la città dello Stretto, formalmente invitata dalla dirigente scolastica non era presente” si legge ancora.