E menomale che è una città “a vocazione sportiva”. Non lo abbiamo detto noi. Ad affermarlo, qualche giorno fa, è stato Paolo Brunetti. Già, proprio lui, Paolo Brunetti, colui che ha contribuito – in prima persona – ad alimentare il disastro Reggina in Serie D. Lo ha detto, lo ha detto davvero. E lo ha detto nonostante a Reggio Calabria, oggi, parlare di sport sia un tabù, ad ogni latitudine. Ogni giorno ne scopriamo una nuova e quella di oggi è davvero bizzarra. Dei ragazzi, presumibilmente di atletica, questo pomeriggio si stanno allenando letteralmente… in mezzo alla strada. Come si può vedere dalle foto, zaini a terra, in fila, e via a correre avanti e indietro al Viale Calabria, proprio nella strada adiacente, nell’asfalto, tra le auto parcheggiate. Probabilmente, perlomeno di recente, non è la prima volta.
Era già successo diversi giorni fa, ma al Ce.Dir. E non sappiamo cosa sia peggio. Era stato il pretesto, quello, anche per una protesta di alcune società sportive. Con il campo Coni fermo da tempo per lavori, e con il campo di baseball – utilizzato finora in sostituzione – chiuso da qualche giorno, le società sportive di atletica non hanno dove allenarsi. Ed è assurdo, per una città di 180 mila abitanti. Una città che continua a soffrire della mancanza di strutture agibili. Le migliori hanno spesso problemi, dall’acqua dentro dopo qualche goccio di pioggia a continui e infiniti lavori, spesso incompiuti. E menomale, ma ce lo ha detto Brunetti, che la città è a “vocazione sportiva”. Certo, con tutte queste squadre a pullulare in Serie A…






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