Reggio Calabria: in commissione focus sul ponte Calopinace, c’è la DATA della fine dei lavori ma non mancano i dubbi

Reggio Calabria: in commissione focus sui lavori sul ponte Calopinace. Ripepi: "chiara incapacità dell'amministrazione comunale"

Si è conclusa da pochi minuti, la commissione controllo e garanzia del comune di Reggio Calabria, presieduta dal consigliere Massimo Ripepi, con all’ordine del giorno lo stato dei lavori sul Ponte sul Calopinace. Il progetto di quest’opera, strategica per collegare il tratto costiero del Lungomare al Parco Lineare Sud, è stato approvato nel 2016 nel pieno del “primo tempo” di Falcomatà; i lavori sono stati aggiudicati nel 2020, durante la campagna elettorale in cui il Sindaco chiedeva (e poi otteneva) il “secondo tempo“. Adesso siamo a gennaio 2026 e, secondo l’architetto Doldo, audito dalla commissione, c’è anche la data della fine dei lavori. Ma andiamo con ordine.

Ripepi: “i lavori sembrano fermi”

Il presidente Ripepi ha sottolineato ad architetto Doldo che “i lavori sembrano essere fermi, nonostante le promesse di un allineamento della strada con il Parco Lineare Sud”, chiedendo chiarimenti “sui motivi del ritardo e sullo stato attuale del progetto”.

La data della fine dei lavori

L’Architetto Doldo ha aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori del ponte Calopinace, specificando che “dall’ultimo incontro con il direttore dei lavori e il RUP, geometra Giancarlo Cutrupi, è stato redatto un cronoprogramma che è stato rispettato fino ad oggi, inclusa la realizzazione completa dell’impalcato e dei muri ed altre opere, con l’obiettivo di terminare i lavori per fine marzo o inizio aprile, come indicato dal cronoprogramma controfirmato dalla ditta”.

Gli interventi

Il consigliere Giuseppe Marino ha espresso fiducia per la fine dei lavori, mentre il consigliere Nino Zimbalatti ha manifestato “rassegnazione” e parlato di “un’incapacità politica nel completare un’opera minimale in tempi ragionevoli”. Il consigliere Carmelo Versace ha ringraziato l’Architetto Doldo per il rapporto “sullo stato di avanzamento dei lavori”. Il vicesindaco Metropolitano ha spiegato che “ci sono stati errori di progettazione, un contenzioso economico con la Regione Calabria e inadempienze amministrative degli uffici“.

Il capogruppo di Forza Italia, Federico Milia, ha affermato che “da quando l’Architetto Doldo ha gestito la questione, i tempi sono stati più rapidi e chiari“, ma ha ribadito che “ci sono innegabili responsabilità politiche dovute al fallimento nel completare un’opera fondamentale per la città per dieci anni, un problema che evidenzia profonde mancanze politiche in quanto non è stata seguita correttamente la progettazione“.

Il consigliere Giuseppe Sera ha sollevato “dubbi sulle responsabilità politiche in merito alle opere pubbliche”, riflettendo sulla “distinzione netta delle competenze tra politica e gestione, come previsto dal TUEL, e invitando ad una “maggiore cautela nei giudizi”. Demetrio Marino sottolinea che “non è più accettabile addossare la colpa dei problemi a decisioni prese vent’anni fa”.

Antonino Castorina, ringraziando preliminarmente l’architetto Doldo per l’impegno, ha riconosciuto che “alcune opere sono innegabilmente ferme” Infine, Castorina ha suggerito “di impegnarsi per rifinanziare opere incompiute come la pista di pattinaggio ad Arghillà, la cui responsabilità è politica”. Per il consigliere Massimo Ripepi è chiara “l’incapacità dell’amministrazione comunale”. Il leader di Alternativa Popolare fa poi un parallelismo tra Falcomatà e Vincenzo De Luca, entrambi del Pd: “uno ha distrutto una città, l’altro è stato un bravissimo sindaco di Salerno e poi governatore della Campania”.

Opere del Parco Lineare Sud

L’Architetto Doldo ha informato che per le opere del Parco Lineare Sud è stata “completata la fase di fine lavori ed è stata presentata la pratica alla Capitaneria di Porto per la concessione delle aree demaniali, specificando che “sono già iniziate altre opere, come i due parcheggi all’inizio del Parco Lineare”.

Penali

Il consigliere Federico Milia, riprendendo la parola, ha chiesto “se fossero state applicate penali o richieste responsabilità al direttore dei lavori o alla ditta per i ritardi”, sollevando la questione se “ai dirigenti fossero stati assegnati i premi di fine anno nonostante i cantieri fermi”, ritenendo che tale responsabilità sia “esclusiva della politica” e chiedendo, per approfondire, la convocazione di una commissione sulle posizioni dirigenziali e dei RUP.