Riunione – sopralluogo della commissione controllo e garanzia, presieduta dal consigliere comunale Massimo Ripepi, per visionare e capire meglio il punto sui lavori del Ponte Calopinace di Reggio Calabria. Il progetto di questo piccolo ponticello, strategico per collegare il tratto costiero del Lungomare al Parco Lineare Sud, è stato approvato nel 2016 nel pieno del “primo tempo” di Falcomatà; i lavori sono stati aggiudicati nel 2020, durante la campagna elettorale in cui il Sindaco chiedeva (e poi otteneva) il “secondo tempo“. Adesso siamo nell’estate 2025 e vige un’enorme confusione tra costi, rampe, nuovi lavori e chi più ne ha e più ne metta.
Le spiegazioni del direttore dei lavori
Il direttore dei lavori, l’Ing. Alberto Romeo, spiega: “siamo nella fase del completamento dei collegamenti per rendere fruibile il ponte. Dalla parte Nord bisogna creare una rampa per livellare il tutto. Tra 4-5 mesi dovremmo essere ok. Stiamo valutando i costi delle opere complementari del ponticello”. Sostanzialmente, a causa dell’altezza del ponte, lato Tempietto, saranno realizzate delle rampe per consentire alle auto di attraversare l’infrastruttura predisponendo anche l’eventualità del doppio senso. Inoltre, è stato demolito il marciapiede, da un lato, per consentire lo spazio adeguato per le corsie e per le rampe. Infine, i costi sarebbero lievitati e molto probabilmente vanno trovati altri fondi.
Ripepi e la profezia comica di Caprì
Massimo Ripepi, consigliere comunale e presidente della commissione controllo e garanzia, ha evidenziato: “qui si sta realizzando la profezia comica di Pasquale Caprì che diceva in un video che si sarebbe dovuta alzare la città per completare l’opera. Noi abbiamo il dovere e l’obbligo di controllare tutto perchè l’amministrazione non fa nulla”.
Milia: “è l’opera simbolo dell’incapacità dell’amministrazione”
Federico Milia, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ha rimarcato: “il Ponte sul Calopinace è l’opera simbolo dell’approssimazione e dell’incapacità di questa amministrazione comunale. Falcomatà si dovrebbe scusare con i cittadini“, conclude Milia.




















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