Paolo Brunetti ha risposto. Anzi no. Ha risposto nel senso che si è espresso pubblicamente su un argomento, ma senza fornire adeguate rassicurazioni (anche perché c’è poco da rassicurare, la frittata è stata fatta). Il riferimento è all’altezza della quota delle travi del Ponte Calopinace. A sollecitarlo, nel corso della discussione dell’ordine del giorno sulla variazione di bilancio in consiglio comunale a Reggio Calabria, Armando Neri: “voglio chiedere se in questa variazione di bilancio ci sono le somme per mettere in quota le travi del Calopinace”. Può sembrare una battuta, una provocazione, ma in realtà non lo è, o comunque Neri la pone come se fosse una via di mezzo, anche per stuzzicare il vicesindaco, che era appena arrivato in quanto assente perché presente ad altro evento, quello della Camera di Commercio.
Il vicesindaco: “non c’è alcun problema, il progetto è così”
Questa la risposta di Brunetti, che riproponiamo integralmente: “se è una battuta la prendo per tale, se è vera mi sto seriamente preoccupando. E’ vera? E allora sono preoccupato per lei. Ne ho sentite tante sul ponte Calopinace in questi giorni. Ognuno in questa città si scopre esperto prima idraulico e poi di infrastrutture come i ponti. Non c’è alcun problema di altezza sulle travi del Ponte, sono state progettate così. Scongiuriamo l’ennesima bufala sulle travi, le travi devono rispettare quell’altezza per lasciare la luce tra il greto del torrente e l’altezza. Io non sono un ingegnere o un tecnico, ma queste informazioni mi sono state fornite da tecnici. Ovviamente stiamo seguendo la vicenda, ma il progetto è così. Ci sarà la rampa d’accesso e sono già stati ordinati i pezzi per completare la gettata di cemento sulle travi”.
Come smontare la narrazione punto per punto
Durante il discorso c’è qualche momento di tensione, con i mugugni dall’opposizione. Qualcuno vorrebbe parlare, ma non gli è concesso: la fase dei preliminari in consiglio è terminata e si sta solo dibattendo su un ordine del giorno, quello su una variazione di bilancio. Insomma: Brunetti risponde e nessuno può controbattere a quelle parole. Sì, perché ci sarebbe da controbattere. Innanzitutto, quando parla di luce tra greto del torrente e altezza, Brunetti conferma quanto scritto da StrettoWeb qualche giorno fa: “La quota delle travi – abbiamo scritto lo scorso giovedì 26 giugno – non si può modificare perché la struttura è dimensionata per non essere ad un livello troppo basso per il rischio idraulico dato dalle piene del torrente”.
Quindi sì, è vero che il progetto era già così, ma è evidente che loro non lo sapessero. Ed è evidente che c’è un errore, che è stato progettato male. Il problema, infatti, non è rappresentato dal greto del torrente di cui parla, ma dalle rampe di accesso. Riprendendo sempre il nostro articolo, così scrivevamo. “La strada del ponte crescerà ancora di almeno venti centimetri: sulle travi dovrà essere posta la soletta su cui poi posare l’asfalto stradale, che risulterà quindi oltre 60-70cm superiore alla strada esistente. Lo spazio per realizzare una pendenza tale da non far schiantare, o ribaltare, le auto in transito, è inesistente da entrambi i lati”. E’ a questo che Brunetti si riferisce quando dice che “ci sarà la rampa d’accesso e sono già stati ordinati i pezzi per completare la gettata di cemento sulle travi”.
“La quota non si può abbassare e l’unica soluzione dovrà essere quella di demolire ampi tratti delle strade, dei marciapiedi, delle ringhiere già appositamente realizzate (di recente) per decine di metri, ambo i lati, spendendo cifre enormi e non previste, appaltando nuovamente i lavori e prolungando i tempi di moltissimo, per poter consentire due rampe di adeguata pendenza per salire sul ponte e poi scendere. Così, ad occhio, un pasticcio che costerà un lasso di tempo che con ogni probabilità è più vicino agli anni che ai mesi”, abbiamo aggiunto ancora.
Insomma, il disastro – l’ennesimo – è servito e le parole di Brunetti di oggi non hanno rassicurato sul problema. Che c’è, rimane e su cui – come abbiamo visto – il rimedio provocherà ancora tempi lunghi. Il cantiere è fermo da 14 giorni e non se ne capisce il motivo, vista la grande fretta di annunciarlo come quasi pronto e le dirette in pompa magna in cui si paragonava l’opera allo sbarco sulla luna. In fondo, Brunetti stesso dice: “ovviamente stiamo seguendo la vicenda”. Cosa significa? Che l’incubo di un ponticello di qualche decina di metri continuerà ancora. E anche che ormai, su tutti i fronti, la realtà distorta narrata dalla maggioranza locale non tiene più.


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