Messina, dimissioni del sindaco e voto anticipato. De Luca: “decideremo io e Basile”

Comunali Messina, De Luca: "la decisione di cosa fare o non fare appartiene al sottoscritto e Federico Basile. Quando lo decideremo lo spiegheremo alla città"

In una lunga diretta social, il leader di “Ti Amo Sicilia” e sindaco di Taormina, Cateno De Luca, commenta le voci sulle dimissioni del sindaco di Messina e sul voto anticipato: “la decisione di cosa fare o non fare appartiene al sottoscritto e Federico Basile. Quando lo decideremo lo spiegheremo alla città. Tutto ciò che abbiamo fatto finora è per il bene di Messina. Sottolineo che, nell’evento di Caltagirone, non si parlerà di Messina ma di politica regionale”, rimarca De Luca.

Commissariamenti

“Vale la pena ricordare– prosegue De Luca- che la città di Messina negli ultimi vent’anni ha già conosciuto tre commissariamenti: dopo le elezioni del 2005, con la decadenza del sindaco Genovese; poi con la decadenza del sindaco Buzzanca nel 2011; e infine il commissariamento di tre mesi nel 2022, quando mi sono dimesso per candidarmi alla presidenza della Regione. Gli altri commissariamenti sono durati quasi un anno ciascuno. Quello del 2022, invece, fu limitato a tre mesi perché io mi dimisi in tempo utile per evitare un commissariamento lungo. Sarei potuto restare fino a maggio, ma così la città sarebbe stata commissariata per un anno e due mesi.Ho scelto invece di assumermi la responsabilità delle mie decisioni: mi sono dimesso per far votare subito la città. Mi sono sottoposto al giudizio del mio unico padrone, il popolo di Messina”, puntualizza De Luca.

“Nel 2022 sono stato chiaro con i cittadini”

“Sono stato chiaro con i messinesi: mi dimetto per candidarmi alla presidenza della Regione e mi dimetto prima per evitarvi un commissariamento di 14 mesi. Ho giocato a carte scoperte. Ho consegnato il mio destino nelle mani dei cittadini. E i messinesi, nel giugno 2022, hanno fatto una scelta chiara e netta, apprezzando il lavoro svolto con un plebiscito al primo turno per Federico Basile”, sottolinea De Luca.

“Nel 2018 ho ereditato una città devastata”

“Quando sono diventato sindaco di Messina nel 2018 ho ereditato una città devastata dalle amministrazioni degli ultimi vent’anni con sindaci eletti da tutto l’arco costituzionale. Abbiamo dovuto farci carico dei debiti accumulati negli ultimi quarant’anni. Io ho trovato una città con 555 milioni di euro di debiti. Messina era la città della spazzatura, la città delle baracche, la città dei debiti, la città dei pagherò che non venivano pagati”, conclude De Luca.