Dovrebbe sorprendere. E in realtà un po’ sorprende. Ma fino a un certo punto. Oggi, in un mondo sempre più al contrario, ci si dovrebbe stupire sempre meno. In un mondo fatto di troppe ideologie, odio e tifo da stadio, si dice e pensa tutto e il contrario di tutto. E così in Italia succede che un uomo, un signore, con la bandiera del Venezuela addosso, si permetta il lusso di contestare la cattura di Maduro e la liberazione del paese sudamericano dalla dittatura, addirittura scagliandosi contro dei venezuelani – scappati verso l’Italia alla ricerca della libertà – che provavano a farlo ragionare.
“Sei mai stato in Venezuela?”, gli chiedevano. Perché solo se ci sei nato, hai vissuto o ci sei andato puoi davvero capire cosa abbia provato in questi anni il popolo venezuelano. Quella fame, povertà e voglia di libertà che anche i nostri nonni desideravano oltre 80 anni fa. E’ lo stesso desiderio di tutti coloro che vivono sotto un regime opprimente e autoritario. Lo dovrebbe capire anche il signore in questione, il contestatore della CGIL, che evidentemente non ha studiato abbastanza bene la storia, nonostante sia lui – nel filmato – a dire agli altri di studiarla. Eppure siamo altresì certi che sia tra coloro che ripete a pappagallo “Governo fascista”.
Il video in cui viene ripreso, in cui battibecca con due venezuelani nel corso di una manifestazione in Italia, è diventato virale. E lui non ci ha fatto una gran figura. Li ha addirittura insultati, dandogli dei codardi perché sono scappati dal loro paese. E ancora dicendogli “schifosi, traditori, ci state portando alla Terza Guerra Mondiale”. Follia pura! Poi però magari è uno di quelli pro migranti e accoglienza sfrenata e irregolare.
Su quest’uomo sarebbe stata fatta una scoperta, come si evince da un post social di Fratelli d’Italia che ha citato il quotidiano “Il Tempo”. “Il contestatore della CGIL che due giorni fa insultava e minacciava i cittadini venezuelani che celebravano la caduta del regime di Maduro, nel 2024 frequentava i raduni del dittatore a Caracas. Capito il paradosso? Chi legittima una dittatura pretende oggi di impartire lezioni di diritti a chi da quel sistema autoritario è stato costretto a scappare. La sinistra sindacale è fuori dalla realtà e accecata dall’ideologia” si legge.



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