Che imbarazzo il Capodanno di Rai 1 a Catanzaro Lido: per fortuna è finita…

Uno spettacolo davvero penoso, con artisti di altri secoli riesumati per un evento di livello bassissimo contestato dalla critica intellettuale e dal popolo dei social. Eppure, nel resto del mondo non funziona così...

Per fortuna è finita. Dal prossimo anno il Capodanno RAI non sarà più in Calabria, così potremo fare a meno di dovercelo sorbire tutto per lavoro. Sia chiaro: un’iniziativa straordinaria sotto l’aspetto del marketing territoriale e della promozione dell’immagine della Calabria: è il programma più visto dell’anno nella televisione italiana, e i numerosi contenuti di promozione del nostro territorio regionale certamente danno un contributo di immagine e di attrazione senza eguali con importanti ricadute economiche per tutti gli operatori territoriali.

Infatti anche ieri sera sono stati 5 milioni 204 mila i telespettatori sintonizzati su Rai 1 con 35,5 % di share. In particolare è risultato il programma più seguito della serata in tutti e tre i segmenti della rilevazione. Altissima anche la presenza di pubblico oltre la mezzanotte con il 35% di share e 3 milioni 98 mila telespettatori per la terza parte (che si è conclusa alle 1:30 della notte).

Il problema è proprio questo: come ci siamo ridotti nel nostro Paese? 

Dopo gli insulti dei Ricchi e Poveri in diretta TV dello scorso anno proprio allo scoccare della notte, quest’anno sono riusciti a fare di peggio. Musica imbarazzante, protagonisti di altri secoli rispolverati per l’occasione, e pubblico che canta a squarcia gola “finché la barca va” di Orietta Berti, 82 anni. Parliamo di un’artista che già nel 2007, quindi 18 anni fa, si esibiva soltanto nelle piccole feste patronali di Paese: era il 19 Agosto 2007 quanto cantava sul palco di Santo Stefano in Aspromonte.

E poi Cristiano Malgioglio, 80 anni, e Patty Pravo, 77 anni, I Cugini di Campagna (Ivano e Silvano Michetti, 78 anni ciascuno) e ancora Massimo Ranieri, 74 anni, Rosanna Fratello, 74 anni. Sul palco ne abbiamo visti, e intravisti (perchè dobbiamo ammettere che abbiamo provato a distrarci un po’, ad estraniarci da quell’obbrobrio televisivo) anche altri, assolutamente sconosciuti e improponibili nella forma e nella sostanza.

Non riusciamo a trovarli neanche cercando su google i nomi del cast e l’elenco dei partecipanti. Quello che abbiamo fatto, però, è stato riflettere. E cercare di capire perchè. Tutti, oggi, stanno giustamente massacrando il Capodanno RAI a Catanzaro dalla grande critica nazionale al popolo dei social network. E hanno ragione da vendere. Anche sulla location. Non possiamo essere provinciali: un Capodanno RAI degno di questo nome meriterebbe ogni anno la migliore vetrina del volto più bello e importante del Paese, il Colosseo, i Fori Imperiali, o piazza San Marco a Venezia, o piazza Duomo a Milano. Ben vengano le edizioni in Calabria, ma l’anno scorso sul Lungomare di Reggio è andata un po’ meglio in uno scenario non solo urbano, ma anche eccezionalmente affascinante e unico al mondo con il panorama sulla Sicilia e l’Etna dal “chilometro più bello d’Italia“. Non era la Capitale, insomma, ma ci poteva anche stare.

Sarebbe stato adeguato riproporlo in una pittoresca località turistica calabrese, a Scilla, sulla spiaggia della Marina Grande con lo sfondo della Rocca del Castello Ruffo. O a Tropea, la Perla dello Jonio. Ma anche a Diamante, a Scalea, a Le Castella. Quelle immagini in diretta avrebbero destato molta più meraviglia nel pubblico rispetto all’anonima piazza di Catanzaro Lido con la gente affacciata sui balconi vicini.

Qualcuno potrebbe obiettare che non entra il palco, che sarebbe difficile organizzare tutto. Ma chi ha costretto la RAI a fare quel tipo di palco? E’ sempre nella gestione della RAI il problema, non altrove.

E comunque il punto vero non è tanto quello della location. Perché se poi fai lo spettacolo con Orietta Berti, Cristiano Malgioglio e Patty Pravo al Colosseo non cambia nulla. Anzi, devi stare attento che non cada. Il Colosseo.

Il Capodanno delle altre TV degli altri Paesi del mondo

Ci siamo chiesti come funziona negli altri posti del mondo. La principale televisione degli Stati Uniti d’America, ABC, ha celebrato il Capodanno a Times Square, New York, l’incrocio di strade più luminoso al mondo, situato nel cuore di Manhattan e famoso per i suoi megaschermi LED e la “Ball Drop”, ma con collegamenti in diretta dalle altre principali piazze del Paese, da Chicago a Las Vegas. Ad esibirsi nel più grande spettacolo dal mondo c’erano Diana Ross, Mariah Carey, Demi Lovato, gli OneRepublic, Post Malone e il giovane fenomeno Chappell Roan.

Quindi non è vero che gli artisti e i cantanti importanti a Capodanno non vanno in TV ma preferiscono altro, come diciamo ogni anno in Italia per giustificare la vergogna televisiva della RAI.

Abbiamo anche ipotizzato che fosse un’eccezione quella degli Stati Uniti d’America, e allora siamo andati nel Regno Unito per vedere se anche gli inglesi sono ridotti come noi. E invece anche su BBC One, l’equivalente di Rai 1, va in onda uno spettacolo straordinario dal London Eye, sulle rive del Tamigi di Londra. Stiamo parlando della celebre ruota panoramica sulla sponda sud del Tamigi che, insieme al Big Ben, costituisce lo skyline più riconoscibile del Regno Unito. Un po’ meno di Catanzaro Lido, forse. Ma vabbè. Qui, per l’occasione, la BBC è riuscita a rimettere insieme i Boyzone con uno spettacolo straordinario. Eccezionale anche l’esibizione del giovane ma popolarissimo Calum Scott, e poi non solo musica con tanto spazio allo spettacolo pirotecnico più atteso d’Europa sul Tamigi. Mentre in Italia un improbabile signore con il pizzetto e un cappotto di pelliccia urlava al microfono note irricevibili circondato da ballerine con il culo di fuori. Che tristezza.

In Spagna, La 1 (RTVE) ha celebrato il rito delle Campanadas dalla Puerta del Sol, ovviamente la piazza centrale di Madrid dove si trova il “Chilometro Zero” della Spagna e il celebre orologio della Casa de Correos. Un evento musicale condotto dalla cantante Chenoa e dai fratelli degli Estopa. La grande sorpresa è stata la performance esclusiva di Shakira, affiancata da stelle locali come Pablo Alborán, Manuel Carrasco e il ritorno de La Oreja de Van Gogh.

In Francia, France 2 ha puntato sugli Champs-Élysées, i Campi Elisi, di Parigi. È il viale monumentale più famoso di Francia che unisce l’Arco di Trionfo a Place de la Concorde in un asse storico di straordinaria bellezza. Avete presente dove ogni anno finsice il Tour de France e incorona la maglia gialla? Una sorta di Catanzaro Lido che ce l’ha fatta, insomma. Sul palco si sono alternati Pascal Obispo, che ha celebrato trent’anni di carriera, e la potenza pop di Amel Bent. Grande successo per i Magic System, che hanno fatto ballare l’intera piazza, e le coreografie spettacolari delle ballerine del Moulin Rouge. Dobbiamo aggiungere altro?

Germania, Austria e Svizzera si sono unite in uno spettacolo straordinario a reti unificate (ARD / ORF / SRF) alla Basketball Arena di Monaco di Baviera: parliamo di uno show unico per i tre Paesi di lingua tedesca, condotto da Florian Silbereisen con l’esibizione di artisti del calibro di Roland Kaiser, DJ Ötzi e la star internazionale Samantha Fox che hanno proposto il genere Schlager, un mix di pop melodico e ritmi dance che unisce tutte le generazioni del Nord Europa.

In Irlanda, RTÉ One (l’equivalente di Rai 1) ha mandato in onda una serata elegante dal vivo dal Castello di Dublino, antico complesso fortificato nel cuore della capitale, simbolo storico del potere e oggi sede di importanti eventi di Stato. La serata è stata caratterizzata dalle performance del meglio della musica irlandese: il mitico David Gray e la cantautrice Lyra. Per il countdown finale, sono saliti sul palco gli Inhaler (la band di Elijah Hewson, figlio di Bono Vox), e sono stati davvero travolgenti confermandosi come il futuro del rock irlandese.

Per quanto riguarda il Brasile, TV Globo ha trasmesso l’esibizione di Gilberto Gil, pietra miliare della musica brasiliana, insieme alla potenza vocale di IZA. Il DJ mondiale Alok ha curato un set futuristico accompagnato da droni, mentre il giovane João Gomes ha portato il ritmo travolgente del piseiro, ovviamente dalla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro. Una delle spiagge più iconiche del pianeta, che poi non riusciamo a capire cosa abbia di più rispetto a quella di Catanzaro Lido.

In Australia l’ABC ha guidato il Paese nel primo grande countdown mondiale dal Sydney Harbour Bridge; nell’iconica baia della città, dominata dall’architettura avveniristica dell’Opera House con il maestoso il ponte ad arco che funge da palcoscenico per i fuochi d’artificio. Anche qui, quindi, il meglio del Paese. E il meglio della musica: lo show, condotto da Charlie Pickering e Zan Rowe, ha visto una parata di stelle del pop australiano. Jessica Mauboy è stata la protagonista assoluta con un set energico, seguita dal fenomeno mondiale Tones and I. Particolarmente toccante è stata la performance di Genesis Owusu, che ha mescolato funk e rock proprio davanti alle vele illuminate dell’Opera House, mentre i celebri fuochi d’artificio delle ore 21:00 e della mezzanotte scandivano il tempo. Uno spettacolo eccezionale, apprezzato da tutti con entusiasmo.

Persino in Messico, Televisa ha animato lo Zócalo di Città del Messico con i ritmi della Sonora Dinamita e il duo pop Río Roma. Giovani, forti, famosi, apprezzati.

Ma meglio di tutti in assoluto ha fatto il Giappone, che ogni anno a Capodanno sul canale NHK General (Nippon Hoso Kyokai) organizza la Kōhaku Uta Gassen, una gara canora tra rossi e bianchi arrivata ieri alla 76ª edizione. Si svolge nel teatro storico situato nel vivace distretto di Shibuya, ovviamente a Tokyo, la rinomata Catanzaro Lido del Paese del Sol Levante. Il teatro è considerato il tempio della televisione e della musica dal vivo giapponese, dove ogni anno si tiene questa leggendaria competizione. È l’evento televisivo più importante del Paese. Il format prevede una sfida tra la squadra rossa (donne) e quella bianca (uomini). Quest’anno lo show ha visto la partecipazione dei colossi del J-Pop moderno come i Yoasobi, che hanno eseguito i loro successi mondiali con coreografie robotiche, e la band Mrs. Green Apple. Non sono mancate incursioni internazionali con le NewJeans (ospiti dalla Corea del Sud) e il finale epico affidato al veterano Masaharu Fukuyama. La serata si è conclusa, come da tradizione, poco prima della mezzanotte, per permettere il collegamento con i templi per i 108 rintocchi delle campane buddiste (Joya no Kane).

Non siamo riusciti a trovare un solo articolo di testate estere che critica il Capodanno televisivo del proprio Paese. Noi volevamo solo un po’ di conforto: abbiamo detto, vediamo cos’è successo nelle altre RAI 1 degli altri Paesi del mondo, vuoi vedere che va ovunque così? Mal comune, mezzo gaudio. E invece no. Siamo proprio noi il problema.

Un Paese di matti, che nella notte di Capodanno urlano a squarcia gola finché la barca va, lasciala andare, sotto i balconi delle case di Catanzaro Lido come nella festa patronale di Santo Stefano in Aspromonte di 18 anni fa…