La Fiamma Olimpica che brucia chi non legge, chi fa la vittima, chi i problemi li ha a convenienza

La polemica sollevata della Triathlon Reggio Calabria Asd sull'editoriale di StrettoWeb sul passaggio della Fiamma Olimpica tra vittimismo, parziali giustificazioni e accuse infondate

Torniamo a occuparci del passaggio della Fiamma Olimpica a Reggio Calabria e allo strascico di polemiche che si è lasciata alle spalle. Un argomento che ha appassionato i nostri lettori aprendo un dibattito interessante sulla cultura sportiva in città. Riprendiamo la questione traendo spunto da una sorta di nota stampa inviata alla nostra redazione dalla Triathlon Reggio Calabria Asd, nelle figure del presidente prof. Alberto Adamo e dal vicepresidente, Fabio Vazzana (anche ultimo tedoforo di venerdì a Reggio).

Un comunicato presentato come “importante articolo di precisazione” rispetto al nostro editoriale Dove sono i nostri Sylla e Nibali? Reggio Calabria senza tedofori: la Fiamma Olimpica passa fra la mediocrità sportiva. Premesso che da ‘precisare’ non ci sia nulla, in quanto l’editoriale è frutto di qualcosa sotto gli occhi di tutti, non ci siamo inventati nulla, abbiamo solo descritto la realtà dei fatti, fa abbastanza raccapriccio intellettuale la circostanza che l’intero comunicato sia durissimo contro StrettoWeb a cui gli scriventi si rivolgono direttamente, sminuendone anche il lavoro etichettato come mediocre“, ma al tempo stesso si chiede alla stessa redazione la cortesia di pubblicarlo!

Tradotto: su StrettoWeb dovremmo pubblicare un articolo che denigra StrettoWeb, al fine di dargli una maggiore visibilità.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Veniamo descritti come “chi guarda il dito e non la luna” e che sembriamo “infastiditi dalla luna stessa“. Abbiamo realizzato un editoriale proprio per far conoscere la storia della Fiamma Olimpica, l’importanza di un momento storico per la città e l’assurdità di chi ne critica il passaggio lamentandosi della chiusura delle strade, dei divieti di sosta e di altre piccolezze. Quindi: primo scivolone. Ma come ci insegna il Triathlon, l’importante è continuare a correre no?

Fiamma Olimpica Reggio Calabria
Foto di Sara Mancini / StrettoWeb

Quale sport stavate guardando?

E quindi: “si è lamentata l’assenza del campione da copertina, del nome altisonante da esibire come un trofeo. Ma quale sport stavate guardando? La Fiamma Olimpica, signori, non è il red carpet del Festival di Sanremo. Non è una parata di celebrità. Ma quale sport stavate guardando?“. Ci fosse il red carpet del Festival a Reggio Calabria ci sarebbero 100.000 persone (modello Capodanno Rai, con arrivi da fuori regione) a guardarlo, numeri che la Fiamma Olimpica, purtroppo, può solo sognare. E può sognarli proprio per quanto denunciato nell’articolo, per la scarsa cultura sportiva cittadina.

Senza contare, poi, che vista la spettacolarizzazione del passaggio, il seguito social, gli sponsor “Coca-Cola” ed “Eni” (non proprio brand sportivi), la cerimonia sul palco di piazza De Nava, ci sembra assolutamente un red carpet, com’è giusto che sia, essendo un evento mediatico vero e proprio. Quindi dovremmo essere noi a chiedervi: quale sport stavate guardando?“.

Adamo e Vazzana rimarcano che la Fiamma Olimpica sia simbolo di “sacrificio silenzioso, la disciplina quotidiana, la passione che arde lontano dai riflettori. È la fiamma di chi si allena all’alba prima di andare in ufficio, di chi lotta contro un limite fisico, di chi dedica la vita a far crescere uno sport sul territorio, spesso combattendo contro quell’immobilismo che voi stessi, in altre occasioni, siete pronti a denunciare“. Ripetiamo di aver spiegato la storia e i valori della Fiamma Olimpica in un articolo apposito. E poi ci allacciamo “all’immobilismo” che anche StrettoWeb denuncia.

StrettoWeb è sempre pronto a denunciare storture e problematiche della città, dando voce a chi viene ignorato. Persino chi scrive un comunicato per accusarci, ne riconosce l’impegno. Il problema è che lo abbiamo fatto anche parlando della Fiamma Olimpica, denunciando le problematiche dello sport cittadino. Qui, semplicemente, qualcuno si è sentito punto. E lo si capisce poco dopo.

Pungersi con il “massimo rispetto”

Nell’articolo si legge, con una formula che è l’anticamera della mancanza di rispetto, ‘con tutto il rispetto per Fabio Vazzana…’. Proprio qui si svela il vostro errore di prospettiva. Non avete visto un uomo che rappresenta la tenacia del triathlon, uno sport disumano che forgia il carattere prima dei muscoli. Non avete visto l’organizzatore che porta in città una gara a punteggio federale, creando sport dove prima c’era un vuoto. Avete visto solo un nome che non conoscevate e, con pigrizia intellettuale, lo avete archiviato come ‘mediocre’“.

In realtà nell’articolo c’è scritto “con il MASSIMO RISPETTO” e non con “tutto il rispetto“, formula che si avvicina al dialettale tentativo di pararsi il culo nel dire qualcosa di negativo. Se avessimo voluto fare un articolo contro Fabio Vazzana in qualità di ultimo tedoforo, lo avremmo fatto senza problemi. Ma abbiamo scritto “MASSIMO RISPETTO” proprio perchè non è Fabio Vazzana l’oggetto della nostra critica. Lo stesso Fabio Vazzana che “con pigrizia intellettualeabbiamo scelto di intervistare durante la cerimonia, lo stesso Fabio Vazzana che conosciamo poichè gli diamo spazio, insieme alla Triathlon Reggio Calabria Asd, quando organizza il “Trofeo dei Due Mari”.

Nessuno ha definito “mediocre” Fabio Vazzana per il quale abbiamo parlato di “MASSIMO RISPETTO”. La mediocrità denunciata è quella dello sport cittadino, causata da problemi alle strutture sportive e disastri della politica che hanno fatto piombare la città in una delle ere più buie di sempre: siamo passati dalla Serie A alla Serie D un po’ in tutti gli sport, siamo ultimi per qualità della vita.

Foto di Sara Mancini / StrettoWeb

Chi sminuisce davvero la Bic?

E con lui, avete sminuito tutti gli altri: la dignità degli atleti paralimpici della Reggio Bic, che ci insegnano cosa significhi superare una barriera; la memoria storica di chi, come Vittorio Latella, quella fiamma l’aveva già portata nel 1960, creando un ponte tra generazioni; il valore tecnico di un atleta che ha fatto parte della nazionale di atletica e primatista regionale di maratona come Alberto Adamo, la cui specialità è il simbolo stesso delle Olimpiadi“.

Noi abbiamo sminuito la Reggio Bic? A parte il fatto che esiste una sezione del nostro sito dedicata alla Reggio Bic zeppa di articoli; a parte il fatto che abbiamo seguito l’Eurocup della Bic con interviste esclusive dopo ogni partita, anche ai coach stranieri che hanno raccontato la realtà del basket in carrozzina internazionale; a parte il fatto che il presidente del Cip Calabria, Antonello Scagliola, ci ringrazia per la continua e costante attenzione data allo sport e agli atleti con disabilità; a parte il fatto che quando abbiamo denunciato il mancato funzionamento del cubo del PalaCalafiore, lo abbiamo fatto spiegando il danno d’immagine arrecato alla Bic, l’unica squadra che gioca in Serie A e che ha un’attenzione nazionale.

A parte tutto questo, nell’articolo abbiamo scritto che la Reggio Bic “gioca senza pubblico” nonostante sia l’unica in Serie A e che soffra dello stesso problema che ha portato alle critiche sulla Fiamma Olimpica: la scarsa cultura sportiva cittadina. Vorremmo chiedere a chi ci accusa di aver “sminuito la Bic“, se segue con la stessa attenzione il basket in carrozzina e se può spiegarci perchè i reggini non vanno a seguire le partite della Bic nonostante sia il livello più alto dello sport cittadino.

No, in realtà abbiamo esaltato la Reggio Bic. Ancora una volta. Sottolineando come il contesto culturale sportivo cittadino non la meriti. E la conferma arriva da questo bizzarro comunicato stampa, inviato da altri sportivi che evidentemente non ci hanno capito nulla…

Foto StrettoWeb

Le difficoltà ci sono… ma StrettoWeb non deve denunciarle!

Reggio Calabria ha mille problemi, è vero. Viviamo in una città piena di contraddizioni, di sfide quotidiane e di battaglie da vincere. Ma usare la Fiamma Olimpica come pretesto per l’ennesimo articolo lagnoso non è giornalismo critico: è un autogol. È scegliere la via facile del clickbait, alimentare quella stessa cultura del lamento che impedisce alla città di riconoscere e valorizzare le proprie eccellenze silenziose“.

Non è forse proprio giornalismo critico denunciare lo stato dello sport cittadino? Le difficoltà, come afferma anche chi ci accusa, sono palesi. I cittadini, gli atleti, le stesse società sportive ci scrivono per denunciare le problematiche, dal Campo Coni alla tardiva assegnazione delle palestre, fino alla pioggia dentro le strutture al coperto. Sono situazioni di eccellenza questa? Chi guarda il dito e chi la luna?

Chi si gira davvero dall’altra parte…

La vera mediocrità non era in strada, tra i tedofori. Era nella fretta di scrivere un pezzo cinico senza fare la fatica di capire chi fossero quelle persone e cosa rappresentassero. La Fiamma è passata, e con essa un’occasione d’oro per raccontare una storia di sport vero, fatto di sudore e passione. Voi, semplicemente, eravate girati dall’altra parte“.

È palese che Reggio Calabria non abbia una Miriam Sylla, una delle pallavoliste più importanti e vincenti della storia, con un palmares pazzesco e attuale campionessa Olimpica. E rappresenta Catania, non Milano o Roma. Idem per Nibali, storia del ciclismo moderno, simbolo che porta Messina in tutto nel mondo. Atleti che, uniti ai medagliati olimpici e a campioni altisonanti dello sport (Inzaghi, Allegri, Belinelli i medagliati olimpici e paralimpici ecc.) hanno dato lustro alle città che hanno rappresentato e rappresenteranno portando gli stessi valori di impegno e sacrificio citati.

La differenza nelle scelte è semplice realtà dei fatti. Nessuno ha dato del “mediocre” ad Adamo, Vazzana o qualsiasi altro rappresentante dello sport cittadino (che se lo sono detti da soli nel comunicato). StrettoWeb ha constatato solo come sia assurdo che una città come Reggio Calabria debba guardare solo al passato, faccia fatica a trovare un campione come le città limitrofe, non abbia nemmeno uno sportivo di alto livello presente o “prestato” al territorio (vedi Inzaghi a Palermo). E questa fatica la fa a causa dei sopracitati problemi sportivi e del buio in cui la politica ha fatto piombare la città.

StrettoWeb non si è mai “girato dall’altra parte” rispetto ai problemi. A differenza di chi, invece, lo fa per opportunismo. Una volta passata la Fiamma Olimpica si torna alla ‘normalità’, la stessa nella quale voi stessi denunciate di lavorare, allenarvi e operare. Se denunciare è “alimentare la cultura del lamento“, allora non denunciate. Allenatevi per strada e non al Coni, portate i ragazzini ad allenarsi all’aperto o pagate i privati perchè le palestre non vengono assegnate, sorridete con garbo se la Viola deve giocare le amichevoli casalinghe in Sicilia perchè il PalaCalafiore “non è pronto”.

L’intento del nostro articolo era chiaro, con addirittura scritto testualmente: “fare uscire la città dal suo provincialismo“. Il provincialismo di chi si sente punto, di chi si sente in dovere di auto-celebrarsi portando acqua al proprio mulino mettendo in secondo piano il bene della città. Di chi non comprende che se la città funzionasse, se le strutture sportive fossero adeguate, se anche Reggio sfornasse campioni come le città vicine, tutti gli altri, tutti gli sportivi, avrebbero maggiori spazi e maggiori chance. E’ la sintesi della mentalità del reggino medio, dei problemi che zavorrano la città.

Per i problemi legati alla comprensione del testo, invece, dobbiamo spostarci dai disagi dello sport a quelli del sistema scolastico. Ma questa è un’altra storia…