Torna la paura tra i cacciatori che frequentano le zone della Calabria tirrenica, in particolare tra Rosarno, Laureana di Borrello, Nicotera e i centri limitrofi. Dopo l’assalto armato avvenuto a metà ottobre sulla strada che collega Rosarno con Laureana, quando un commando armato di Kalashnikov rapinò alcuni cacciatori, sottraendo loro i fucili, si è verificato un nuovo episodio che riaccende l’allarme.
Secondo quanto si apprende da diversi cacciatori, nella mattinata di domenica 9 novembre 2025, si sarebbe consumata un’altra rapina con modalità pressoché identiche: su una strada provinciale, un’auto è stata affiancata da un gruppo di uomini armati che, minacciando le vittime, hanno portato via i fucili e altri effetti personali.
Un copione che purtroppo si ripete da anni, e che sembra interessare solo ed esclusivamente il tratto di territorio compreso tra Bagnara Calabra e Rosarno, una zona che nel tempo ha visto più episodi analoghi, nonostante i vari interventi delle forze dell’ordine. Ci si chiede perché solo in questi territori accade ciò? Qualche anno fa, proprio la stampa aveva dato notizia dell’arresto di una banda specializzata in queste rapine ai danni di cacciatori e corrieri, dopo un periodo di apparente tranquillità, però, la situazione sembra ripresentarsi, alimentando paura e incertezza.
Oltre al grave rischio per l’incolumità delle persone, poiché le rapine avvengono su strade trafficate e in orari in cui molti si spostano per lavoro o per svago, il fenomeno sta anche danneggiando l’economia locale. Molti appassionati, spaventati, scelgono di non frequentare più le zone interne o addirittura di rinunciare alla caccia, con inevitabili ricadute per bar, panifici, distributori di carburante e armerie che vivono anche del movimento dei cacciatori.
I cacciatori chiedono con forza alle istituzioni e alle forze dell’ordine, che già operano quotidianamente con impegno sul territorio, di intensificare i controlli, predisporre posti di blocco soprattutto nelle prime ore del mattino e nei punti più sensibili. L’obiettivo è chiaro: porre fine a questo fenomeno che non solo mina la sicurezza pubblica, ma danneggia anche l’immagine di un territorio che merita rispetto e tranquillità.


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